Vegano: che cosa significa? Definizione e storia

Cosa significa il termine vegano? Chi sono i vegani e quali sono le motivazioni della loro scelta?

Vegano significato

Che cosa vuol dire vegano?

Il termine “vegano” indica una persona che ha deciso in modo consapevole di eliminare dalla propria alimentazione quotidiana tutti gli alimenti di origine animale. Un vegano non mangia: carne (anche pesce, ovviamente), latte e suoi derivati, miele. Questa scelta si estende anche alla vita quotidiana quindi all’abbigliamento (niente lana, seta e pelle) e agli stili di vita (si cerca, per esempio, di impattare il meno possibile sull’ambiente). Una grande attenzione è riposta anche ad alcuni additivi di origine animale presenti in alcuni cibi confezionati. Per esempio con la sigla E441 si indica la presenza di gelatina di origine animale (detta anche “colla di pesce, solitamente tratta dalla lavorazione degli scarti di cotenne o ossa di bovini e suini). Con la sigla E901, invece, si indica la presenza di Cera d’api bianca o gialla, con quella E120 la presenza di un colorante, la cocciniglia o carminio, tratta dall’esoscheletro di un insetto, la cocciniglia. L’attenzione è importante per chi sceglie un’alimentazione ed un’etica vegana anche per l’acquisto di prodotti di profumeria che possono essere testati su animali o che contengono ingredienti sempre di origine animale. Qui potete trovare tutte le informazioni.

Il veganesimo è una scelta alimentare e di stile di vita che si cerca di applicare nel miglior modo possibile in base anche al contesto in cui ci si trova. Il veganismo “puro” nella nostra contemporaneità è molto difficile perché sono davvero moltissimi gli elementi di origine animale che si trovano in alimenti e oggetti di uso quotidiano, per non parlare della questione, davvero complessa, legata alla sperimentazione animale e alle medicine (esistono molti farmaci vegani, ma sono una parte davvero minoritaria). Quindi, quando si parla di “coerenza” diffidate: la vera coerenza è con sé stessi . Un vecchio detto buddista dice: “Si fa ciò che si può, dove si è e con quello che si ha”.

Che cosa mangia un vegano?

Una bellissima frase creata da uno scrittore e poeta vegano, Vincent, dice: “Il vegano è colui che mangia tutto senza mangiare nessuno”. Si tratta di una frase semplice e molto vera. I vegani mangiano tutto ciò che non deriva dallo sfruttamento animale, quindi: cereali di ogni tipo, pasta, frutta, verdure, semi oleosi, frutta secca, derivati della soia (tofu, tempeh), sostituti proteici (seitan, mopur, Quorn, Muscolo di grano), e tantissime altre cose che vi spieghiamo nel dettaglio qui.

Come diventare vegano

Diventare vegani non è assolutamente difficile, soprattutto nel nostro mondo ma è una scelta che va affrontata con consapevolezza e per i giusti motivi. Solitamente si tratta di un passo che arriva a seguito di una riflessione etica rispetto alla situazione incredibile e senza senso dell’industria della carne che sfrutta e uccide in modo atroce miliardi di animali ogni anno per un mercato che diventa sempre più scadente. Gli animali, costretti a vive in condizioni terribili negli allevamenti intensivi, vengono utilizzati come macchine metaboliche completamente inefficienti. Va considerato, infatti che per produrre un chilogrammo di carne di manzo sono necessari circa 15.000 litri di acqua. Al netto del fatto che la comunità scientifica internazionale ha riconosciuto la scelta vegana come salutare e possibile in ogni fase della vita, (e lo stesso dicasi per il Ministero della Salute italiano) cambiare alimentazione può essere anche una scelta di tipo salutistico: l’alimentazione a base vegetale, infatti, permette di ottenere in modo equilibrato tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno, con alcuni punti di attenzione, nello specifico sulla vitamina B12 che non può essere di origine vegetale ma che, attualmente, viene somministrata agli animali d’allevamento con degli integratori. I vegani, quindi, devono assumere, dopo aver fatto gli esami per verificare la situazione, questa vitamina con degli integratori.

Essere vegani è una moda?

Decisamente no. Come spiegato sopra la scelta vegana deve essere consapevole. Detto questo esiste un aspetto storico molto interessante da approfondire sulle riflessioni legate al rapporto fra l’uomo, la sua alimentazione e gli animali, così come sul tema dei diritti animali. Un esempio su tutti: il pamphlet “Del mangiar carne” di Plutarco, circa 1900 anni fa, chiariva le prime riflessioni sul tema del cibarsi di animali. Qui potete trovare invece un intero articolo dedicato alla storia della cultura vegana.

L’alimentazione vegana è rischiosa per la salute?

Per nessuna ragione. Quelli che vengono definiti “rischi di carenze” sono spesso fattori che non dipendono dall’alimentazione vegetariana o vegana, bensì dal proprio stato fisico. Esistono infatti moltissimi onnivori che soffrono di carenze di ferro, o della stessa vitamina B12. Stessa cosa dicasi per le proteine: il regno vegetale ne offre moltissime e di ottima qualità. Qui abbiamo intervistato la dottoressa Luciana Baroni, presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, sul tema.

La storia del veganesimo

Donald Watson veganoIl padre del termine “vegano” fu l’inglese  Donald Watson (nella foto), a cui dobbiamo la nascita, nel 1944, della Vegan Society a Londra. Watson è morto nel 2005,  all’età di 95 anni, dando una testimonianza più che reale che essere vegano significa vivere bene e a lungo. Più nello specifico Watson, già appartenente alla Vegetarian Society, negli anni’40, dopo aver adottato un nuovo, più dogmatico orientamento alimentare che escludeva latte, uova, formaggio e qualsiasi altro derivato animale, coniò il termine “vegan”. In sostanza, una crasi della parola “vegetarian” di cui rimasero solo le prime tre e le ultime due lettere e che metaforicamente stava a indicare “l’inizio e la fine del vegetarianesimo”.

Infatti, di fronte al rifiuto da parte dei membri della Vegetarian Society, di eliminare dalle linee guida dell’alimentazione vegetariana latticini e derivati animali, Watson se ne distaccò insieme ad altri cinque compagni (tra cui la sua futura compagna e cofondatrice del nuovo gruppo Elsie Shrigley) per dar vita a una società che rispecchiasse appieno le sue scelte di vita alternative, un coordinamento di “vegetariani non consumatori di latticini”.

Questo evento storico ha la sua ricorrenza annuale il primo di novembre, quando si festeggia il “vegan day”. Essere vegano significava, e significa tuttor, seguire dei principi etici fondamentali basati sul rispetto per la vita animale, sull’anti-specismo  e su una visione non violenta della vita; tutto ciò nella pratica quotidiana si traduce nel rifiuto di acquistare, usare e consumare per quanto possibile e praticabile, prodotti derivanti dallo sfruttamento e dall’uccisione degli animali, nonché il rifiuto di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che implicano l’uso dell’animale e la sua riduzione a oggetto (circhi, sagre con animali, delfinari, zoo). Inizialmente gli iscritti alla “Vegan Society” furono 25, oggi sono circa 5.000.

Si stima che solo in Gran Bretagna ci siano 300mila vegani. In 60 anni di storia, il veganismo, secondo fonti dell’associazione, almeno ben 4 milioni di persone nel mondo, hanno deciso di seguire la dieta alimentare costituita al 100% di vegetali e ciò che ne consegue anche nella vita quotidiana.

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In cucina: come iniziare a mangiare vegano

Non crediate che si tratti di una scelta complicata, non lo è, nemmeno a livello pratico. L’alimentazione vegana è ricchissima: se volete iniziare a provare potete, per esempio, partire da qui: vi segnaliamo primi, secondi e dolci per iniziare il vostro percorso veg. Sfatiamo anche quale mito: non è più dispendiosa, non è più complicata, non ci vuole più tempo per cucinare. Non è necessario utilizzare prodotti “strani”: la base della cucina vegana sono cereali, frutta e verdura ma questo non toglie che scegliere vegan significa anche esplorare nuovi ingredienti e nuove modalità di cucina. Una buona possibilità è quella di iniziare sostituendo con una scelta a base vegetale, un pasto al giorno: qui vi diamo un intero menu da provare, facilissimo.

Siate curiosi, siate compassionevoli e buon appetito!

Diventare vegetariani o vegani: 10 consigli pratici

Serena Porchera

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