Umeboshi: proprietà, utilizzi, controindicazioni delle “prugne dei miracoli”

Umeboshi: frutti di origine orientale buoni in cucina e per la salute! Ecco che cosa sono e come si usano

prugne umeboshi

Le umeboshi, prugne giapponesi con la funzione di insaporitori, sono in realtà una varietà di albicocche coltivate da secoli in Cina e in Giappone, dove vengono utilizzate da sempre sia in cucina che come medicina naturale. Le prugne umeboshi vengono raccolte all’inizio dell’estate, ancora acerbe, poi vengono fatte essiccare e messe sotto sale in barili di legno; durante i successivi 6/12 mesi, si lasciano fermentare avvolte da foglie di shiso (Laminaria Purpurea) pianta che dona loro il caratteristico colore rosso.

Dove si comprano

Le prugne umeboshi sono reperibili nei negozi di alimentazione biologica oppure online, in vasetti da 100 o 200 grammi e il loro prezzo si aggira intorno ai 30 euro al chilo. Questi frutti si trovano in salamoia oppure sotto forma di acidulato, e in entrambi i casi vengono impiegate come condimento in numerose preparazioni.

Prugne umeboshi come assumerle

Prugne umeboshi come assumerle

Crediti foto: Wikipedia

Le prugne umeboshi vengono impiegate, sia intere che sotto forma di aciduato (un liquido rosato simile all’aceto) al posto del sale e dell’aceto per insaporire piatti cotti e crudi: hanno un sapore caratteristico, acido e particolarmente salato, quindi è bene procedere gradualmente aggiungendone piccoli pezzettini per volta fino a raggiungere il grado di sapidità desiderato. Solitamente le umeboshi si aggiungono a pezzi nell’acqua di cottura delle verdure o dei cereali (riso in testa), sempre nell’acqua al posto del sale per aggiungere un tocco di sapore e rendere i cibi più digeribili, oppure per condire insalate e verdure crude in generale.

In alternativa, questi frutti possono essere ridotti in purea e aggiunti alla preparazione di salse e condimenti di vario genere, sempre al posto del sale: per esempio, la purea di questi frutti si può mescolare alla tahina per ottenere una crema spalmabile salata. Se avete i frutti interi, dentro i noccioli di umeboshi si trovano semi commestibili che possono essere arrostiti in forno e ridotti in polvere: utile aggiungerne un cucchiaino a una tazza di tè o infuso in caso di disturbi gastrici o crampi intestinali.

Bevande calde a base di umeboshi

Le prugne umeboshi vengono utilizzate anche da sole, intere, per preparare bevande macrobiotiche dalle proprietà benefiche: si può preparare un infuso di umeboshi semplicemente immergendo uno o due frutti in acqua bollente, lasciando poi riposare il tutto 10/15 minuti. Una volta filtrato, il risultato deve essere un liquido leggermente salato e acidulo da consumare durante il corso della giornata come ricostituente ed energizzante naturale (utile anche se si pratica sport).

Volendo, è possibile preparare anche una bevanda a base di umeboshi e kuzu, un amido molto usato nella cucina orientale: basterà sciogliere in una tazza di acqua fredda un cucchiaino di kuzu, facendo attenzione che non rimangano grumi. A questo punto bisognerà aggiungere una prugna umeboshi e porre il liquido sul fuoco fino a che non si addenserà leggermente, diventando trasparente; volendo, si può aggiungere anche mezzo cucchiaino di salsa di soia (shoyu). La bevanda deve essere consumata calda ed è considerata un ottimo rimedio in caso di stanchezza, problemi intestinali, nausea e raffreddore.

Secondo la medicina orientale, inoltre, si può tenere in bocca un nocciolo di umeboshi per 3/4 ore come rimedio naturale contro il mal di gola.

Pastiglie di umeboshi a cosa servono

Le prugne umeboshi si trovano in commercio  – nei negozi di alimentazione biologica e online – anche sotto forma di pastiglie, considerate un ottimo rimedio in caso di nausea (anche mal d’auto, aereo e nausea gravidica), problemi intestinali (diarrea e aerofagia) e digestivi (come gastrite e digestione difficile). La dose consigliata è di 2/3 pastiglie dopo i pasti, da sciogliere lentamente in bocca.

pasta di umeboshi

Pasta di umeboshi, da utilizzare come condimento o in aggiunta alla preparazione di creme e salse. Crediti foto: naturalgourmetinstitute.com

Proprietà delle prugne umeboshi

Le umeboshi sono il “cibo antinausea” per eccellenza, ma hanno anche proprietà antipiretiche, astringenti e benefiche per tutto il corpo. Usate contro raffreddori, febbre, problemi intestinali (dissenteria, colite), aiutano anche la pulizia del fegato e dei reni grazie all’alta concentrazione di sostanze come calcio, ferro e fosforo. Gli effetti benefici di questo frutto derivano principalmente dalla combinazione tra acido citrico e sale, valido aiuto contro la stanchezza, la debolezza e i problemi di circolazione.

Prugne umeboshi controindicazioni

Le prugne umeboshi non hanno particolari controindicazioni. Dato il loro considerevole contenuto di sale, però, devono essere consumate con moderazione specialmente dalle persone che soffrono di ipertensione, che dovranno rivolgersi al proprio medico prima di utilizzarle.

Che cosa è l’acidulato di umeboshi

acidulato di umeboshi cos'è

Dalla fermentazione delle prugne si ricava anche l’acidulato (o aceto) di umeboshi: si tratta di un condimento molto salato e acido di colore purpureo, che può essere utilizzato al posto dell’aceto oppure al posto della salsa di soia. Noi, per esempio, lo abbiamo utilizzato nella preparazione di uno smash di legumi, per insaporire il ripieno dei nostri fagottini di verdure e per condire, al posto del sale, gli spiedini di tofu e cavoletti di Bruxelles.

Curiosità

Le umeboshi sono state soprannominate anche “le prugne dei miracoli“, grazie alle loro straordinarie proprietà benefiche. Per esempio, Yuto Nagatomo, un calciatore giapponese, ha dichiarato che il merito della sua resistenza fisica è dovuto alle prugne giapponesi ricche di acido citrico: aiutano a smaltire la fatica. Nell’alimentazione macrobiotica le umeboshi sono la perfetta sintesi dello yin e dello yang, una delle linee guida della medicina tradizionale cinese. Esiste una differenza fra le umeboshi coltivate in Giappone e quelle che arrivano dalla Cina o da Taiwan: le prime sono tonde e di gusto acidulo, le seconde sono ovoidali con la pelle più spessa e con un sapore più tendente all’amaro.

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