Tyson Foods, re della carne, inverte (in parte) la rotta e investe nel vegetale

Arriverà in autunno la prima linea di prodotti vegetali di Tyson Foods. Ma il colosso della carne americano non è solo: sono sempre di più multinazionali che puntano al “veg”

Tyson Foods prodotti vegetali

Svolta senza precedenti per Tyson Foods, leader mondiale nella produzione di carne, che ha deciso di investire – almeno in parte – nella produzione di prodotti vegetali alternativi: il colosso americano ha infatti intrapreso un graduale passaggio verso prodotti a base vegetale che includeranno nuggets a base vegetale, la cui parte proteica è costituita dalle proteine di piselli come per i prodotti di Beyond Meat, ma anche prodotti “di transizione” come hamburger e salsicce realizzati in parte con proteine di origine vegetale e in parte con carne, pensati per aiutare i consumatori ad abituarsi gradualmente al cambiamento. La linea di prodotti si chiamerà RAISED & ROOTED e sebbene non sia ancora disponibile sul mercato (i prodotti, infatti, saranno in vendita dal prossimo autunno) sta già facendo molto parlare di sé.

Forse anche per via dello “scivolone” che ha visto Tyson Foods, nel 2016, tra i primi investitori nell’azienda Beyond Meat – che produce prodotti alternativi alla carne ormai arrivati in Europa e anche in Italia – salvo poi cedere la sua quota del 5% in primavera, prima che la “carne vegana” di Bill Gates prendesse piede sul mercato così velocemente e in maniera così preponderante, con un balzo in Borsa di +115%.

“I consumatori di oggi — ha dichiarato l’amministratore delegato dell’azienda, Noel White — cercano opzioni diverse per le proteine. Perciò noi creiamo nuovi prodotti, per il numero crescente di persone aperte a diete flessibili che includono le proteine vegetali”. White annuncia anche che Tyson Foods ha l’ambizione di “diventare il leader sul mercato delle proteine alternative, che cresce con tassi a due cifre e può diventare un business miliardario”.

Tyson, Nestlé & co.: i colossi che scelgono il vegetale

Tyson Foods non è l’unico big a essersi “aperto al veg”, ci sono infatti altre grandi multinazionali che hanno scelto di battere la strada delle alternative vegetali. Di recente anche la finanza ha investito 1,25 trilioni di dollari nel vegan ed è chiaro come il futuro, anche e soprattutto dal punto di vista economico, viri in questa direzione. Secondo un report stilato di recente da una delle più importanti agenzie mondiali di consulenza e marketing, tra 20 anni il 60% della carne che mangeremo sarà vegetale o creata in laboratorio e questo le grandi multinazionali l’hanno fiutato da tempo.

Ecco perché colossi come Tyson Foods ma anche Nestlé, con il suo nuovo Incredible Burger (già arrivato anche in Italia) investono nel settore, per non farsi trovare impreparati rispetto a un trend di mercato che è ormai sotto gli occhi di tutti. Le alternative vegetali si trovano al supermercato – per esempio con Lidl che in Germania vende già i burger di Beyond Meat – ma anche nelle catene dei fast food, come Burger King che ha da poco iniziato a vendere panini con l’Impossible Burger di Impossible Foods (anche se per ora solo negli Stati Uniti), riscontrando tra l’altro un +18,5% nelle vendite. Anche McDonald’s, dopo aver lanciato diverse opzioni vegan in Europa – in Finlandia e in Norvegia – tiene d’occhio il trend della “carne vegana”, segno ancora più tangibile che si tratta di un alimento destinato a entrare a far parte della nostra quotidianità.

Impossible Whopper Burger King

Impossible Whopper in vendita da Burger King negli Stati Uniti

E l’Italia?

Anche in Italia il mercato si muove in questa direzione, con diverse aziende che hanno scelto di destinare una parte della propria produzione al vegan: tra queste c’è Felsineo –  leader italiano per la produzione di salumi – che ha lanciato una linea di salumi vegani dividendo i consumatori tra persone entusiaste del cambiamento e detrattori vegani, che rifiutano di acquistare alimenti vegetali da un’azienda nata per produrre carne. Lo stesso si può dire per il gruppo Tonazzo, che da sempre produce e lavora carne bovina e che possiede il marchio di alimenti vegetali Kioene, con prodotti che vanno dai gelati vegan agli hamburger e le cotolette con ingredienti vegetali. Lo stesso si può dire anche per Granarolo, che da sempre produce latte e latticini ma che da qualche tempo ha lanciato anche una linea piuttosto nutrita di bevande vegetali e yogurt. Del resto, le innovazioni vanno da quella parte: le aziende, che piaccia o meno ai consumatori, non stanno facendo altro che adeguarsi.

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