Datteri: usi in cucina, ricette, proprietà e calorie

Dolci e carnosi, i datteri sono un ingrediente perfetto per la prelazione di dessert, ma sono buonissimi anche consumati da soli come snack

I datteri sono i frutti della palma da dattero, nota in botanica come Phoenix dactylifera. Coltivata sin dall’antichità in Persia, in Arabia, nelle oasi del Sahara e sulle cose mediterranee dell’Africa, è una pianta molto diffusa ancora oggi nei paesi caldi dove cresce longilinea fino anche ai 20/30 metri di altezza. La palma da dattero, che può arrivare a produrre anche 50 kg di frutti all’anno, è molto longeva. Può vivere, infatti, anche 300 anni.

Tra le varietà di datteri più diffuse troviamo:

  • Medjoul: sono la varietà più grande, dolce e succosa, tipica del Nord Africa e del Medio Oriente. Sono scuri e dalla forma regolare e si tratta di una delle varietà più pregiate.
  • Deglet nour: hanno dimensioni medie, sono tipici della Tunisia e hanno un colore chiaro, con un sapore che ricorda il miele. Sono la varietà più facilmente reperibile al supermercato, ma spesso sono ricoperti di sciroppo di glucosio che li rende lucidi; al naturale, invece, si presentano opachi e dal colore poco vivido.
  • Mazafati freschi: dal colore molto scuro, quasi nero, sono piccoli e leggermente opachi. Sono tra i datteri più morbidi in assoluto, quasi “burrosi”, e al gusto ricordano vagamente il caramello e il cioccolato.
  • Bahri: dal colore giallo vivo, quando sono acerbi sono aspri e somigliano a delle piccole prugne, il che li rende molto diversi dalle altre varietà di datteri. Vengono utilizzati per produrre sciroppi e confetture perché, una volta maturi, acquistano un sapore dolcissimo, simile al caramello. Tra tutti, però, risultano la varietà più difficilmente reperibile nei negozi.

Datteri freschi e datteri secchi

Questi frutti, ricchissimi di zucchero e per questo considerati una fonte di energia immediatamente disponibile per l’organismo, possono essere consumati sia freschi che secchi. I primi, che si conservano in frigorifero per un periodo piuttosto limitato (circa una settimana) e hanno un apporto calorico inferiore, si presentano come piccoli frutti scuri dalla forma leggermente allungata, lucidi e non molto appiccicosi. I datteri secchi, invece, vengono sottoposti a un metodo di essiccazione naturale (di solito al sole) che elimina quasi tutta l’acqua al loro interno; per questo, hanno un apporto calorico molto più elevato dei datteri freschi ma si conservano anche molto più a lungo, fino a 2-3 mesi, a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. Allo stesso modo, anche l’apporto di nutrienti è maggiore nei datteri secchi, dal momento che in questi ultimi risultano “concentrati”. Questi ultimi risultano reperibili molto più facilmente rispetto ai datteri freschi, per via dei loro tempi di conservazione più lunghi.

In generale è importante assicurarsi di acquistare sempre datteri al naturale, ovvero non ricoperti di sciroppo di glucosio, usato come conservante. I datteri al naturale sono più facilmente reperibili nei negozi di alimentazione naturale e nei negozi etnici, mentre al supermercato è più facile trovare datteri di scarsa qualità, riconoscibili per il loro colore chiaro e per la “patina” lucida che li ricopre, che denota la presenza di sciroppo di glucosio.

datteri

In cucina

L’elevato contenuto di zuccheri proprio dei datteri li rende ingrediente perfetto per la preparazione e la guarnizione di dolci, ma i datteri sono buonissimi anche consumati da soli come snack oppure farciti con la frutta secca. Se molto secchi, possono essere lasciati a mollo una decina di minuti in acqua tiepida, in modo che si ammorbidiscano, specialmente in caso di preparazioni in cui debbano essere frullati. Nei paesi arabi dai datteri si ricavano una farina e una sostanza pastosa, simile al miele, che vengono usate per sostituire zucchero e burro. Inoltre, come dolcificante e come sostituto del burro in cucina potete preparare la “pasta di dattero“: dovete solo frullare 500 g di datteri con 300 ml di acqua. Potete conservarla in frigorifero in un barattolo ben chiuso per 1 settimana circa.

Ricette vegane con i datteri

Grazie alla loro dolcezza, i datteri si prestano alla preparazione di molti dolci diversi. Noi, per esempio, abbiamo preparato i datteri ripieni di mandorle e cocco, uno snack delizioso da consumare per una ricarica di energia in qualsiasi momento della giornata. Un’altra preparazione imperdibile è l’uva al caramello di datteri e nocciole, un dolcino senza zucchero perfetto come fine pasto, ma anche i dolci lievitati a base di datteri sono deliziosi: da provare i nostri scones ai datteri, i muffin con limone, noci e datteri e i tortini di quinoa al cioccolato e datteri, ideali sia a colazione che a merenda.

Proprietà e calorie

I datteri hanno un elevato valore nutritivo legato all’alto contenuto di zuccheri, che equivale a circa il 70 per cento del loro peso. Secondo le tabelle Crea, 100 grammi di datteri secchi apportano 253 kcal, il che li rende un alimento molto energetico adatto come snack anche per chi pratica sport. Soprattutto se si segue una dieta ipocalorica, quindi, è meglio consumarli con moderazione, al massimo 2-3 al giorno. Questi frutti apportano anche una significativa quota di potassio, abbassano i livelli di trigliceridi nel sangue e sono ricchi di antiossidanti. Inoltre contengono fibre alimentari utili ad agevolare la funzione intestinale, proteine, sali minerali, vitamina B e carotenoidi.

Curiosità

La storia dei datteri si perde nella notte dei tempi, e pare che questi piccoli frutti dolcissimi fossero molto apprezzati già dagli antichi Egizi, che li consumavano tal quali e li facevano fermentare per ottenerne una bevanda simile al vino. Ancora oggi sono alla base delle preparazioni dolci della cucina orientale, ma vengono utilizzati anche per la preparazione di diverse bevande alcoliche.

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