Indovina chi viene a cena: le bugie del latte in prima serata – GUARDA LA PUNTATA

Cosa c’è dietro all’industria del latte e al mito del suo “calcio” che rende le ossa forti? In prima serata arriva una trasmissione che, finalmente, racconta come stanno le cose

 

Prima serata, bugie sul latte, verità sugli allevamenti: forse, finalmente, saranno in meno a pensare che le mucche “scoppiano” se non le mungiamo, o meglio a capire che il latte è dei vitelli e non degli umani. Ma facciamo un passo indietro: il 10 ottobre 2016 va in onda “Indovina chi viene a cena” trasmissione a cura di Sabrina Giannini, giornalista ed inviata di Report, che precede la trasmissione di Milena Gabanelli (che annuncia il suo ritiro dalla conduzione, fra l’altro). La prima puntata del format è dedicata al latte.

La squadra di calcio vegana

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La giornalista vola al confine con il Galles per incontrare la prima squadra di calcio al mondo interamente vegana: qualche avversario li prende in giro perché sono vegani, capita, ma sta di fatto che nel loro stadio si mangia solo vegan, la squadra vince, i ragazzi sono in piena forma. Insomma, sport e alimentazione vegana coesistono. E’ a loro che la Giannini chiede: per il calcio è meglio la cipolla o il latte? Cadono i miti: la cipolla è meglio. L’Università di Harvard che monitora 36 mila donne: osteoporosi e consumo di latte  vengono messe in correlazione dimostrando il rapporto fra il consumo di proteine animale e maggior incidenza della frattura della mano.

Il mito del latte è duro a morire

Le quote latte in Italia non arrivano più e allora Rai Tre spiega che è il governo a dover spingere il consumo del latte con delle campagne pubblicitarie come quella più recente “E’ l’ora del latte” (sanzionata grazie alla LAV dall‘Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per informazioni non corrette, dato che si sosteneva che il latte fosse indispensabile in tutte le fasi dello sviluppo umano) che costa in tutto, 120 milioni di euro. Ma arrivano le parole del prof. Berrino, epidemiologo: perché “promuoverne il consumo di latte? – si chiede – sembra più una questione di interessi economici che di salute, la verità è che i bambini non dovrebbero berlo perché è troppo ricco di proteine, io dico non c’è bisogno di bere latte o mangiare formaggio”.

Indovina chi viene a cena Le mostre, le mammelle lucide e gli ormoni

L’inviata mostra che le mucche in mostra ad una fiera: le mammelle lucide, ben pulite e gonfie di latte, vengono trattate con del ghiaccio per limitare il dolore, ma basta spostarsi di qualche passo per trovare anche un cassone giallo pieno di sedativi e anestetici: eppure, a sentire gli allevatori, gli animali non soffrono, o meglio, alcuni di loro dicono di sì, altri dicono di no. Le iniezioni, però, sono lì.  Ed arriva anche il nutrizionista delle mucche: è lui a spiegare alla giornalista che alle mucche vengono somministrati gli ormoni, come la somatotropina che serve per rendere le mammelle sempre più grandi, da mettere in mostra. L’ormone della crescita, creato dalla Monsanto negli USA dove è consentito, è vietato in Europa e in altre parti del mondo perché considerato pericoloso per la salute. E’ il giudice Ambrogio Cassiani ad aver scoperto l’uso di questi ormoni, e il processo si terrà il prossimo mese.

schermata-2016-10-10-alle-23-52-35La vita della mucca: una storia nota

Niente valli, niente pascoli e niente incontri galanti con il toro: tutto avviene nei recinti degli allevamenti, avviene tutto con l’inseminazione artificiale. Le mucche vengono costrette ad una vita completamente innaturale, separata dopo poche ore dal “figlio” (da notare l’uso di questa espressione, in tv), il loro latte serve agli esseri umani “fino all’ultima goccia”. Il latte di trent’anni fa, lo spiega Berrino, era diverso: una mucca faceva 10 litri di latte al giorno e non 40, la mucca mangiava erbe selvatiche il che permetteva di avere un latte con caratteristiche protettive per la salute, perfino con dentro Omega-3.

schermata-2016-10-10-alle-23-34-22Il latte della fiducia e il latte senza mucche

L’azienda italiana Galbani non permette ai giornalisti di Rai Tre di vedere i sistemi di produzione di alcuni formaggi, eppure i camion che entrano in azienda sono targati Lituania ma non è dato sapere se quelle cagliate che arrivano dall’estero vengano utilizzati nella produzione, alcune immagini di pezzi di materiale argenteo che finiscono nei formaggi sono state consegnate alle autorità competenti, intanto.
Si sa, però, che a San Francisco si studiano modi per produrre latte senza mucche, partendo dalla caseina e utilizzando un processo di fermentazione che permette di risparmiare il 98% di acqua, e quello del suolo del 91 %.

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