“Eating animals”: arriva il documentario tratto dall’opera di Safran Foer

Prodotto da Natalie Portman, arriva il documentario che ci apre gli occhi sull’impatto del consumo di carne per noi, gli animali e l’ambiente

Se niente importa – Perché mangiamo gli animali?”, il saggio più noto e acclamato dello scrittore americano Jonathan Safran Foer, ha ora una trasposizione cinematografica, di cui vediamo un breve estratto qui in alto. Il nuovo documentario – dal titolo “Eating animals”, come il saggio in lingua originale – è stato prodotto dall’attrice e attivista vegana Natalie Portman e debuttato al Telluride Film Festival di Colorado nei giorni scorsi, dove è stato accolto positivamente.

Colpita e commossa dall’opera di Foer, l’attrice americana ha adottato una dieta vegana e ha contattato lei stessa l’autore per proporgli l’adattamento cinematografico del saggio (non ancora disponibile per la visione al pubblico). L’intento del documentario è, come nel caso del libro, rendere noti gli abusi e i maltrattamenti operati all’interno degli allevamenti intensivi, ma anche la questione dello sfruttamento delle risorse del pianeta e dell’inquinamento atmosferico legate alla produzione di carne e derivati. Tutto questo, ovviamente, nella speranza di raggiungere in video un numero sempre più ampio persone.

Il regista del cortometraggio, Christopher Quinn, è anche riuscito a entrare negli impianti di trasformazione degli alimenti, solitamente off-limits agli occhi dei più, in modo da mettere in luce le modalità in cui il cibo viene prodotto. “È stato rischioso – ha dichiarato – ed è strano essere chiamato “terrorista” dalle persone. Voleva essere un modo per far aprire gli occhi su cosa sia l’allevamento oggi, anche se spesso la gente preferisce non saperlo…”. Per quanto riguarda Foer, è apparso entusiasta del lavoro svolto per il documentario: “Sono davvero soddisfatto del modo in cui il documentario si ispira al libro” ha dichiarato – “anche perché un’immagine in movimento può catturare il cuore di qualcuno in un modo diverso, non migliore o peggiore, rispetto al modo in cui può farlo un libro”. Un film davvero difficile da dimenticare, che arriva in un momento in cui quella della consapevolezza alimentare sembra l’unica via percorribile per salvare il nostro pianeta.

Come ci ricordano grandi associazioni del calibro di Slow Food o del World Watch Institute e perfino grandi quotidiani come il New York Times, infatti, “mangiare carne non è più semplicemente una scelta personale” e gli allevamenti intensivi “stanno distruggendo il nostro pianeta”.

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