“Catturate Kj2 viva o morta”: il cortometraggio che svela la verità sugli orsi in Trentino

Un’inchiesta, realizzata dall’attivista Davide Celli con l’associazione Legio Ursa, svela i retroscena della “questione orsi” in Trentino

Cosa si nasconde dietro l’abbattimento dell’orsa KJ2, uccisa ad agosto su ordine del presidente della Regione Autonoma perché ritenuta pericolosa? Gli orsi rappresentano davvero una minaccia per l’uomo? Qual è il destino della popolazione di orsi che vivono sulle Alpi? Queste sono solo alcune delle domande alle quali cerca di rispondere “Catturate Kj2, viva o morta” – cortometraggio (qui in alto) realizzato dal politico e attivista ecologista Davide Celli e prodotto dall’associazione LegioUrsa. Una breve inchiesta che cerca di mettere in luce le zone d’ombra attorno a questa vicenda, grazie alla quale siamo in grado di scoprire che in Trentino è aperta ormai da anni una vera e propria “questione orsi” che va ben oltre la vicenda di KJ2.

“L’orso non è gradito dalla popolazione trentina, ma la provincia se ne frega e vuole far sì che la gente si abitui alla convivenza con questi animali. Di questo passo saremo costretti a ricorrere a quella che abbiamo definito “soluzione nostrana”, ovvero abbattere abusivamente gli orsi. L’altra sera, tra l’altro, ho mangiato carne di orso e devo dire che è buona e saporita; lo dico perché può darsi che in un momento di crisi, risolveremo il problema degli orsi senza ricorrere all’intervento del Ministero dell’Ambiente”. Così, nel 2014, si esprimeva Nerio Giovanazzi – consigliere della Povincia autonoma di Trento – durante un intervento in aula per discutere la “questione orsi” in Trentino. Una linea di pensiero appoggiata anche da alcuni esponenti di Lega Nord ma in netto contrasto con il progetto Life Ursus, che ha visto il suo avvio nel 1996, il cui obiettivo è reintrodurre sul territorio trentino esemplari di orso bruno grazie a finanziamenti europei.

catturate kj2 cortometraggio

Ma perché questo accanimento nei confronti degli orsi? Secondo l’etologo Roberto Marchesini, intervistato più volte nel corso dell’inchiesta, “esiste una tendenza a giustificare qualunque azione dal punto di vista antropocentrico. Prima si pensava che l’orso potesse essere un’attrazione turistica, oggi invece che possa essere un dissuasore turistico, passando da una posizione all’altra, ma sempre con lo stesso spirito antropocentrico”. Per quanto riguarda il caso specifico di KJ2, inoltre, il cortometraggio mette in luce una verità diversa da quella emersa dal racconto dell’assessore Michele Dellapiccola in consiglio provinciale. Mentre quest’ultimo, infatti, ha raccontato di un uomo aggredito alle spalle da un orso, il dottor Claudio Groff – tra i responsabili della gestione orsi in Trentino – in un’intervista radiofonica ha parlato di un orso aggredito a bastonate, che avrebbe poi reagito avventandosi sull’uomo. A sostegno di questa versione anche lo zoologo Sandro Lovari ha dichiarato: “qualunque animale può aggredirne un altro, l’attacco in sé non è niente di strano. Gli orsi, però, attaccano generalmente per predare e l’uomo non fa parte delle prede predilette da questi animali. È molto improbabile, quindi, che l’attacco sia avvenuto senza provocazione“.

È comunque molto importante capire se l’orso abbia attaccato per primo o sia stato provocato, perché secondo le regole per la gestione degli orsi Pacobace (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle alpi centro orientali), i due casi vengono trattati in modo completamente differente. Nel primocaso l’orso può essere abbattuto, mentre il secondo prevede che sia al massimo catturato perché gli venga messo un radio collare. A questo va aggiunto che secondo le stesse parole dell’assessore Dellapiccola, Kj2 era un’orsa schiva e diffidente, che viveva in luoghi difficili da raggiungere. Tutto questo è in contrasto con quello che dice il Pacobace, che considera fonte di pericolo un orso che abbia maturato grande confidenza con l’uomo. Com’è possibile, quindi, che KJ2 fosse considerato un esemplare pericoloso? “Un orso che difende il cibo, il proprio territorio, i piccoli e se stesso non è un orso pericoloso, è semplicemente un orso” ha affermato il dott. Marchesini nel video.

orso trentino cortometraggio

Il giorno stesso dell’aggressione da parte di Kj2 è stata indetta una seduta in Provincia per cercare una soluzione alla questione della convivenza tra uomo e orso in Trentino. Tra le varie proposte, quella di rinchiudere gli orsi pericolosi, sterilizzare le femmine sparse sul territorio e abbattere gli esemplari aggressivi. Nessuna di queste – a detta degli esperti – sarebbe attuabile, anche perché in contrasto con il progetto Life Ursus. “Se a qualcuno dà fastidio un orso – afferma il dott. Marchesini – creerà un casus belli e le condizioni perché quell’orso possa essere considerato pericoloso e da abbattere. A quel punto, qualsiasi considerazione di carattere etologico sarà completamente inutile“.

Anche se la vicenda di Kj2 è ormai conclusa, la “questione orsi” in Trentino è ben lontana dall’essere risolta. L’associazione Legio Ursa è attiva – grazie anche a un’attività di raccolta fondi – per difendere questi animali sul nostro territorio, ma la domanda rimane tristemente la stessa: “Chi sarà il prossimo orso abbattuto?”.

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