Germania: prima per nuovi prodotti vegani, l’Italia arranca

Un mercato in crescita ricco di prodotti veg e innovativi, con un occhio rivolto agli ingredienti, pochi e sani

Vegani in cerca di una meta appropriata per l’estate, prestate orecchi. Sì, perché la Germania si è guadagnato il primato di nazione con la più alta offerta di alimenti vegani, nuovi e innovativi, dell’intero pianeta.

Mentre l’industria del veg è in continua crescita ed evoluzione, la Germania – che si è distinta in questi anni come il paese europeo più vegan freindly grazie alla sua offerta di locali e supermercati ad hoc per questo target -, ora si è conquistata anche lo scettro mondiale secondo il Mintel’s Global New Products Database (GNPD), società leader nelle ricerche di mercato.

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La Germania è infatti il primo mercato al mondo per quanto riguarda la produzione e il commercio di cibi e bevande vegan, con il 18% di tutti i nuovi prodotti alimentari con slogan e marchi vegan lanciati sul mercato solo nel 2016. Al 2° posto si classificano gli Stati Uniti, a poco distanza, mentre in fondo alla classifica troviamo l’Italia, dietro persino al Sud Africa.

La ricerca del Mintel rivela che l’offerta di prodotti vegani è aumentata vertiginosamente in Germania negli ultimi anni con un incremento che va dal’1% nel 2012 al 13% nel 2016; lo stesso vale per i cibi vegetariani cresciuti dal 3 al 7% nel giro di quattro anni. Dati che appaiono ancor più sorprendenti se si pensa che a livello mondiale la crescita di nuovi alimenti cruelty-free si ferma al 4% per quanto riguarda il settore vegan e all’11% per quello vegetariano.

Katya Witham, analista senior del settore cibo e bevande del Mintel afferma che: “Il veganismo è uno stile di vita in grande tendenza ultimamente e la Germania è la dimora della maggior parte dei prodotti vegan più innovativi. Oggi, questo tipo di prodotti cattura l’attenzione di una vasta audience, di chi si lascia guidare dall’etica e dalla salute e dai consumatori flexi-vegan”.

Attualmente la dieta priva di carne ha infatti un forte seguito in Germania con più del 7% della popolazione tedesca adulta che si dichiara vegetariana e il 5% vegana, anche se questa scelta di vita e alimentazione sta coinvolgendo sempre di più soprattutto le giovani generazioni e gli adolescenti. Sempre secondo Mintel il 14% dei ragazzi tra i 16-24 anni non mangia carne né pesce e un ragazzo su 10 è vegano.

Un aspetto interessante riguarda invece i sostituti della carne, la cui varietà e interesse sta progressivamente scemando. “L’immaginario vegano ha subito una spaccatura significativa negli ultimi anni. Il declino dei sostituti della carne potrebbe essere un segno che l’offerta corrente non rispecchia le aspettative dei consumatori. La scelta di prodotti naturali e non elaborati gioca un ruolo cruciale nella scelta alimentare della popolazione, la cui priorità riguarda gli apporti benefici che alimenti non elaborati, naturali e sani donano all’organismo. I consumatori tedeschi sono inoltre molto attenti a ciò che contengono i cibi e le bevande che comprano e privilegiano quelli con una lista ingredienti più corta possibile” ha aggiunto Katya Witham.

E in effetti circa il 33% dei tedeschi che fanno la spesa controlla sempre le etichette e il 35% boicotta i prodotti contenenti coloranti, conservanti e additivi. Ecco perché burger, affettati e altri sostituti della carne non godono di grande successo in Germania: si tratta dei prodotti vegani che più contengono additivi; due terzi di essi contengono stabilizzanti (74%), addensanti (72%), agenti di carica (63%) e più della metà emulsionanti (63%) e agenti gelificanti (52%).

“I consumatori tedeschi sono sempre più scettici riguardo gli ingredienti che vengono usati nei sostituti della carne, dimostrando il bisogno di ricette naturali con pochi ingredienti. Per questo i marchi che vendono prodotti di questo tipo dovrebbero pensare a riformulare le loro modalità produttive verso scelte più naturali. Stiamo sperimentando vari tipi di innovazioni in questo campo, ad esempio semplificando la lista ingredienti e arricchendola di alimenti semplici come verdure fresche”.

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Germania, nazione virtuosa…

Non sorprende che un trend così positivo per quanto riguarda l’alimentazione senza derivati animali provenga proprio dalla Germania che si è sempre distinta per attenzione verso chi ha rinunciato per sempre alla carne.

Lo dimostrano i suoi supermercati, i più famosi dei quali sono Velicious Veggie Shop (con i suoi oltre 1.800 prodotti biologici e a chilometro zero) e Veganz, un intero supermercato dedicato solo all’alimentazione vegan; lo dimostrano la sperimentazione di prodotti innovativi e di qualità come i gelati senza latte e l’adozione di leggi all’avanguardia come l’obbligo di servire solo pranzi e rinfreschi senza carne e a chilometro zero agli eventi ufficiali; lo dimostrano anche la grandissima varietà di locali, bar e ristoranti con menù vegan che incoronano Berlino, capitale vegan-friendly d’Europa tanto da ospitare ogni anno, alla fine di agosto, il Vegan Sommerfest, il festival veg più importante di tutto il Vecchio Continente.

Italia, fanalino di coda

Anche in Italia è vero, dati Eurispes alla mano, il numero dei vegani è in aumento, ma gli italiani consumano in media 200 g di carne al giorno (ben oltre i 500 g di carne rossa settimanali consigliati dall’AICR per la prevenzione dei tumori). Inoltre, come riportato dall’infografica della ricerca Mintel, la varietà ed eterogeneità di prodotti a marchio veg presente in Italia è tra le più basse al mondo (3%), paragonabile ad Austria e Spagna, nazione quest’ultima sicuramente poco nota per la sua anima animalista, non solo per la crudele tradizione della corrida e della corsa dei tori di Pamplona, ma anche perché si tratta – almeno per ora – dell’unico paese europeo a utilizzare gli insetti come alimento per gli animali da allevamento.

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