Foie gras: Pietro Leeman lo stellato dice no

Lo chef stellato Pietro Leeman aderisce alla campagna #ViaDagliScaffali: “L’ho cucinato, poi ho cambiato idea”

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“È possibile cucinare buono e sano e in modo rispettoso verso gli animali anche senza utilizzare ingredienti non sostenibili come il foie gras”. Parola dello chef stellato Pietro Leeman, che con un video ha aderito a #ViaDagliScaffali, la campagna lanciata dall’associazione Essere Animali per chiedere alla grande distribuzione di bandire l’importazione e la vendita del foie gras, la cui produzione in Italia è già vietata.

“In passato ho cucinato e mangiato foie gras, ma successivamente ho riconsiderato il mio rapporto con gli animali. Il cibo – spiega Leeman – è un veicolo conviviale di accrescimento della cultura attraverso l’esperienza. Per me è un inno alla natura, che sento amica, e alla vita. È possibile cucinare in modo buono e sano anche senza utilizzare foie gras, la cui produzione non è eticamente sostenibile”, conclude lo chef titolare del “Joia” di Milano, il primo ristorante europeo vegetariano a ottenere l’ambita stella Michelin.

Anche ai microfoni di Vegolosi.it Leeman aveva avuto modo di commentare in passato le scelte economiche che stanno dietro la vendita di prodotti come la carne: “Il costo della carne – aveva spiegato – viene tenuto artificiosamente basso perché altrimenti non la si venderebbe come tale, ma in realtà dovrebbero costare molto di più. Questo perché la carne genera molto inquinamento, e nessuno paga quell’inquinamento, la carne genera malattie, e nessuno le paga. Penso – aveva stimato Leeman – che con questa valutazione la carne dovrebbe costare 200-300 euro al chilo per poter coprire quei costi. Il vantaggio sarebbe che la gente mangerebbe meno carne. Ed è un grave errore far sì invece che la carne diventi un alimento a basso costo, cosa che bisogna combattere, e far pagare a chi la produce il vero costo, come per il fumo”.

 

 

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