Corea, il presidente vuole introdurre il divieto di consumo di carne di cane

Lo aveva già promesso nel 2017 e lo ha ribadito anche qualche giorno fa: il presidente Moon Jae-in vuole che la Corea si doti di una legge che metta al bando la carne di cane

Potrebbe essere la Corea del Sud il prossimo Paese asiatico a dare l’esempio vietando il consumo di carne di cane, tradizionalmente diffuso non solamente qui, ma anche in Indonesia, Thailandia, Vietnam, e sopratutto in Cina, mentre è già vietato, per esempio, a Taiwan. Nei giorni scorsi, infatti, il presidente coreano Moon Jae-in ha evidenziato la necessità che il Paese si doti di una legge che proibisca il consumo di carne di cane. La presa di posizione è avvenuta durante un colloquio con il primo ministro Kim Boo-kyum in merito alle disposizioni in materia di diritti e benessere animale.

La proposta del presidente coreano

Il presidente Moon Jae-in, che è un amante dei cani e ne ha con sé diversi nel palazzo presidenziale, aveva già preso una posizione analoga quattro anni fa in occasione delle elezioni, anche se poi la promessa era rimasta lettera morta. Nonostante il consumo di carne di cane sia in diminuzione in Corea e in molte altre zone dell’Asia, principalmente per un fattore culturale e di maggior sensibilizzazione verso i diritti animali, sono ancora migliaia gli esemplari uccisi ogni anno, proprio a scopo alimentare. Non solo. Come spesso hanno denunciato le associazioni animaliste del Paese, dal momento che l’allevamento dei cani – la cui carne viene consumata da sempre rientrando in molti piatti tradizionali – non è sottoposto a leggi specifiche simili a quelle in vigore per il bestiame, le condizioni di vita in cui sono tenuti gli animali prima dell’uccisione sono in molti casi ancora più dure e molti sono gli allevamenti abusivi

Ciò nonostante, i coreani sembrano disposti a cambiare abitudini. Già lo scorso anno, Human Society International aveva evidenziato come, da un sondaggio realizzato nel Paese, emergesse che l‘84% dei coreani non avesse mai mangiato carne di cane e non avesse intenzione di farlo in futuro e il 59% fosse favorevole all’introduzione del divieto. Benché quindi siano ancora più di 3mila – ha calcolato sempre Human Society International – i ristoranti che nel Paese servono carne di cane e oltre 2mila gli allevamenti legali, la Corea parrebbe pronta a superare, anche legalmente, questo retaggio culturale.

Il consumo di carne di cane in Asia

La posizione assunta dal presidente coreano rientra nel quadro di una più ampia sensibilità sul tema in tutta l’area. Dopo il ban introdotto da Taiwan nel 2017, anche l’Indonesia si era detta favorevole all’introduzione di un divieto che proibisse per legge il consumo di carne di cane. Lo scorso anno, persino la Cina che – ha stimato sempre HSI – vedrebbe l’uccisione di almeno 10 dei 30 milioni di cani macellati ogni anno a scopo alimentare, aveva iniziato a ragionare su una proposta di messa al bando. Il primo passo era stata l’esclusione di cani e gatti dalla lista degli animali per il consumo umano in una nota del Ministero dell’Agricoltura mentre nella città cinese di Shenzhen, alle porte di Hong Kong, era stato introdotto lo scorso aprile un vero e proprio divieto di consumo.

Perché loro mangiano i cani (e noi i maiali)

In attesa di capire se e con quali tempistiche i Governi asiatici percorreranno la strada del divieto, come spesso accade quando si affronta questo tema, sorge spontanea una riflessione sulla relatività delle abitudini tradizionali e dei principi etici alle diverse latitudini del mondo. Come ci ha ricordato recentemente il provocatorio progetto Elwood’s e, ben prima, ha spiegato Melanie Joy con la sua teoria del “carnsimo” nel celebre saggio “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche” ,ciò che ci fa sembrare “orrendo” mangiare carne di cane è un meccanismo psicologico legato all’ideologia e alla cultura di riferimento. Lo stesso che non ci fa vedere che mangiare carne di cane o gatto è, di fatto, qualcosa di per niente diverso dal mangiare carne di maiale.

 

In apertura foto dei volontari di Human International Society, impegnati in Corea in progetti per la chiusura degli allevamenti di cane a scopo alimentare 

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