Cumino

Il cumino ha origini antichissime ed è tutt’ora usato in cucine molto diverse tra di loro. E’ ricco di ferro, stimola l’appetito e la digestione. Ecco come usarlo in cucina.

Cumino

Il cumino è una pianta erbacea annuale originaria dall’Asia, il Cuminum cyminum. In cucina se ne usano i semi, di colore chiaro, dal sapore e dall’odore intenso perché ricchi di oli. Il cumino vero e proprio, chiamato anche “cumino romano”, non va confuso né con il carvi, detto anche “cumino dei prati”, un seme oblungo di colore marrone e dal sapore più piccante, né con il cumino nero e la Nigella sativa, entrambi di colore scuro.

Curiosità

Il cumino ha origini antichissime. In Siria ne è stata ritrovata traccia in siti risalenti al secondo millennio a.C. ed era certamente presente sulle tavole dell’antica Grecia e dell’impero romano. Il suo nome lo collegherebbe alla città persiana di Kerman, dove il cumino veniva prodotto in grandi quantità. Tutt’ora è usato in cucine anche molto diverse tra loro. È, infatti, un ingrediente del curry in polvere indiano, ma è anche una spezia tipica della cucina mediorientale e di quella sudamericana, dove fu importata dai colonizzatori spagnoli. I semi di cumino vengono adoperati in Olanda per preparare un formaggio tipico locale e sono molto usati anche in Spagna, in Germania e in Francia, ad esempio per aromatizzare il pane. In generale, il cumino in cucina può essere adoperato sia con i semi interi che macinati per insaporire verdure e piatti più elaborati. Leggermente tostati, i semi di cumino possono essere cosparsi sulla macedonia.

Proprietà

Il cumino stimola l’appetito, ha note proprietà digestive ed è un buon coadiuvante in caso di coliche, gonfiori addominali e aerofagia. È ricco di ferro ed è molto usato anche in erboristeria e cosmetica per le sue proprietà carminative e antimicrobiche.

Per i vegolosi che amano i sapori orientali.

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