Piante selvatiche: Aglio orsino

alio orsino

Passeggiando nei boschi in pianura o collina vicino a corsi d’acqua in primavera spesso ci si imbatte in un profumo di aglio  deciso ma non fastidioso come l’odore dell’aglio di uso comune in cucina. In queste zone, spesso ci si ritrova davanti a massicce distese di questa pianta squisita! Il nome scientifico dell’aglio orsino è Allium Ursinum e fa parte come l’aglio comune delle liliacee. E’ conosciuto anche come “aglio degli orsi” o “aglio dei boschi”.

Questa pianta ha delle foglie lanceolate che in fase adulta possono arrivare anche fino a 20 cm. Fiorisce tra maggio e giugno e il suo fiore è un complesso di fiorellini dai tepali lanceolati bianchi. La pianta è tutta commestibile ma generalmente si raccolgono solo le foglie fresche prima della fioritura, quindi in primavera. Dopo la fioritura le foglie ingialliscono rapidamente e non sono più commestibili. Si sconsiglia di estirpare la pianta per usarne i bulbi perché sono molto piccoli e per averne in quantità adeguate si dovrebbero estirpare troppe piante compromettendone la loro presenza nelle stagioni future.

In cucina si può utilizzare al posto dell’aglio comune per aromatizzare le insalate, le patate, le verdure lesse in generale o per preparare salse o primi piatti. Personalmente trito finemente le foglie e faccio appena appassire con olio extravergine di oliva e un po’ di peperoncino e ci condisco gli spaghetti trasformandoli in un classico della cucina italiana con questa variante strepitosa. Che l’aglio faccia bene si sa da sempre e anche l’aglio orsino ha tutte le proprietà di quello domestico.

Secondo molti è preferibile all’aglio coltivato perché a differenza di quest’ultimo, conserva le proprietà originali della specie. Mangiandolo spesso devo dire, che oltre ad essere squisito e a fare bene non rinviene il classico e poco piacevole gusto di aglio il giorno dopo averlo mangiato.

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