Nuova Zelanda: la “carne vegetale” sostituto del pollo

Un’azienda neozelandese ha creato una “carne senza carne” vegan, cruelty-free ed ecosostenibile, identica a quella di pollo

Dopo la carne di pollo e anatra creata in laboratorio e la “carne vegana” di Bill Gates, ora è la volta della “carne senza carne” prodotta dall’azienda neozelandese Sunfed Meats. Nel video di seguito vediamo Shama Sukul Lee, fondatrice e CEO dell’azienda, artefice di questa piccola ma incredibile rivoluzione: una “carne” priva di proteine animali, realizzata esclusivamente con ingredienti di origine vegetale e che vuole sostituire quella di pollo, ad oggi la carne più consumata in occidente.

Anche se la formula per la sua creazione è top secret, sappiamo che gli ingredienti di questo alimento – che, a detta di chi lo ha assaggiato, risulta indistinguibile dalla carne di pollo sia per sapore che per consistenza – comprendono acqua, proteine di pisello e amidi. Vero è che il risultato, almeno alla vista, è molto diverso dalla carne, ma l’imprenditrice garantisce sull’ottimo apporto nutrizionale di questo alimento.

sunfed meats

“Possiamo ridefinire ciò che la carne rappresenta per noi?”. La creazione di questo alimento innovativo è arrivata in risposta proprio a questa domanda andando, come scopriamo sul sito dell’azienda, a favore della nostra salute, degli animali e dell’ambiente. La “carne” di Sunfed Meats, infatti, ha secondo i suoi creatori un’impronta ecologica enormemente inferiore rispetto a quella prodotta negli allevamenti intensivi, non coinvolge lo sfruttamento degli animali ed è priva di colesterolo, ma più ricca di proteine e sali minerali della carne animale. In più questo alimento, che è disponibile da pochi giorni per l’acquisto online e nei supermercati neozelandesi, potrà essere cucinato senza difficoltà nelle stesse ricette che prevedono l’impiego della carne di pollo. Visto il grande successo di questo primo esperimento, l’azienda è già al lavoro per la produzione di “carne vegetale” di bovino e maiale, e perfino di “pesce non pesce”. Un’idea  che, se prendesse piede, ci aiuterebbe a salvare il pianeta, gli animali e la nostra salute da una crisi che appare ormai irreversibile.

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