Ikea: tappeti di pecora e mucca, è bufera

Una chiede lo stop l’uso di pelle di animali per la produzione di tappeti, ma dal cuore della Norvegia, per ora, tutto tace

Ikea tappeti petizione

Pelli di pecora e mucca calpestate e adibite all’accumulo di polvere. I prodotti, presentati da Ikea nella sezione “Novità” del sito ufficiale (anche se di novità non si può parlare considerando che all’interno dei punti vendita sono reperibili da anni), stanno scatenando un putiferio sul web.

Fabio Guardabassi, di Roma, ha lanciato infatti una petizione su Change.org diretta proprio a Ikea per chiedere al colosso svedese di porre fine all’uso di pelle animale per i suoi tappeti. Tra i destinatari, il fondatore miliardario della multinazionale svedese, Ingvar Kamprad, di cui in questi giorni si fa un gran parlare anche per l’utilizzo quotidiano di capi di seconda mano. La stessa Ikea, due anni fa circa, aveva lanciato una bellissima campagna per aiutare cani e gatti abbandonati a trovare una famiglia, posizionando dei cartonati a grandezza naturale degli stessi animali da adottare su divani, tappeti e letti a castello delle loro collezioni. Risalgono a poco meno di un anno fa le polpette vegane proposte all’interno dei menu dei suoi ristoranti, e sono ancora tanti i bimbi che sui comodini delle loro camerette hanno la favola veg editata dalla stessa Ikea e scritta da Ulf Stark e Charlotte Ramel. Come si concilia tutto questo con i vetusti tappeti sbandierati come grande novità?

Il mondo vegetariano e vegan che spesso si è avvicinato al brand grazie alle sue iniziative “green”, nonché tutti coloro che hanno a cuore gli animali (da compagnia e non) chiede ad Ikea un dietro front. In occasione del Family Day l’azienda lanciò una bellissima campagna con lo slogan “Per fare una famiglia non c’è bisogno di istruzioni“: ma nemmeno per fare un bel salotto servono pelli di animali.

La petizione, al momento ha raccolto 23.500 firme in due settimane con un trend in crescita: per il momento nessuna risposta è giunta dai vertici di Ikea.

Yuri Benaglio

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