Capodoglio trovato morto in Sardegna: 22 chili di plastica nello stomaco

L’ennesimo ritrovamento di un animale ucciso, una femmina con un feto, con grande probabilità dalla plastica ingerita accidentalmente o perché scambiata per cibo.

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Sacchetti, reti da pesca, oggetti usa e getta e contenitori di detersivi sono stati trovati nello stomaco di un esemplare di capodoglio femmina, morto sulle spiagge sarde di Porto Cervo. L’animale portava in grembo anche un feto di due metri, già in decomposizione, con molta probabilità a causa di un aborto.
Le indagini sulle cause della morte dell’animale sono in corso ma l’evidenza riscontrata dalla Guardia Costiera è che i due terzi dello stomaco del capodoglio erano pieni di oggetti di plastica.

SEAME Sardinia (Scientific Education & Activities in the Marine Environment) è un’associazione onlus nata per la tutela delle risorse marine, ha rilasciato un video nel quale vengono mostrati alcuni degli oggetti rinvenuti all’interno dello stomaco del cetaceo fra i quali un pezzo di tubo in pvc (simile a quello per collegare all’esterno i condizionatori) e una busta di detersivo in polvere per lavatrici. I materiali prelevati saranno analizzati dalla facoltà di veterinaria dell’Università di Padova per capire quale sia stato l’impatto di questo materiale sull’organismo dell’animale.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dichiarato in un post di Facebook: “C’è ancora qualcuno che dice che questi non sono problemi importanti? Per me sì, e sono prioritari: la guerra alla plastica usa-e-getta è iniziata. E non ci fermeremo qui.”

Abbiamo usato in un modo spensierato la “comodità” dell’usa-e-getta in questi anni ed oggi ne stiamo pagando le conseguenze, anzi le stanno pagando soprattutto gli animali – Sergio Costa

Il Ministro si riferisce al disegno di legge “Salva mare” che cerca di affrontare il problema dei rifiuti marini, sia galleggianti sia arenati sulla spiaggia. Secondo una statistica, ogni anno vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastiche, di queste ben 8 milioni di rifiuti che finiscono nei mari di tutto il mondo, causando gravi danni all’ambiente e di conseguenza all’economia, pensiamo al turismo, ma soprattutto alla salute pubblica.

Che cosa prevede il disegno di legge?

  • Contribuire al risanamento degli ecosistemi marini, alla prevenzione e riduzione dell’impatto di alcuni prodotti di plastica monouso anche sull’ambiente acquatico, alla promozione dell’economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti negli ecosistemi marini e alla corretta gestione degli stessi
  • Vietare l’immissione sul mercato nazionale dei seguenti prodotti di plastica monouso:
    1. posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette)
    2. piatti
    3. cannucce, tranne quelle uso medico
    4. mescolatori per bevande
    5. aste da attaccare a sostegno dei palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, e relativi meccanismi.
  • Obbligo di raccolta anche per i rifiuti pescati accidentalmente; infatti, questi dovranno essere consegnati all’impianto portuale di raccolta ed è prevista una tariffa indiretta, a carico della fiscalità generale, per i costi di gestione dello smaltimento.

I pescatori finalmente potranno portare a riva tutta la plastica pescata, mentre adesso sono praticamente obbligati per legge a ributtarla in mare – Sergio Costa

Cosa possiamo fare noi da subito?

Oltre a scegliere un’alimentazione a base vegetale, che permette la salvaguardia diretta degli animali e dell’habitat naturale, possiamo da subito iniziare a modificare le nostre modalità di acquisto e le nostre abitudini quotidiane relative al consumo di plastica in poche e semplicissime mosse che vi abbiamo elencato qui. Fidatevi, serve davvero pochissimo da parte di ognuno, per fare tantissimo.

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