Plastica: 11 modi per iniziare a eliminarla dalla nostra vita quotidiana

Bastano piccole rivoluzioni nelle nostre abitudini quotidiane per diminuire enormemente il nostro impatto sull’ambiente e il consumo di plastica che sta letteralmente soffocando il pianeta

Ridurre-la-plastica

La produzione di plastica continua ad aumentare la sua inarrestabile crescita. Secondo i dati forniti da WWF Italia, siamo passati dai 15 milioni di tonnellate del 1964 agli oltre 310 milioni dell’ultima rilevazione nel 2018. Di queste montagne di plastica sola una parte viene davvero riciclata principalmente a causa di tre problemi

  • La qualità del materiale, non adatto ad essere convertito
  • La scarsa qualità della raccolta differenziata fatta dai cittadini
  • L’inadeguatezza degli impianti di riciclaggio

Nel 2017, secondo Corepla, (Consorzio nazionale per la raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi in plastica) solo il 41% degli imballaggi raccolti è stato avviato al riciclo e di questi solo poco meno di due terzi sono stati realmente trasformati in nuovi oggetti, contenitori o imballaggi. Pessime notizie, contando soprattutto che questa plastica è diventata parte del nostro ambiente naturale.

La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo l’acciaio e il cemento

La plastica, se un futuro per il pianeta davvero ci sarà, entrerà a far parte dei libri di storia dato che è diventato a tutti gli effetti un “tecno fossile” elemento caratterizzante della nuova era geologica definita “Antropocene”( termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene Stoermer per indicare un’epoca durante la quale l’attività dell’uomo è la causa principale dei mutamenti sul pianeta).

Come sempre una risposta immediata e facile la possiamo dare noi in prima persona, modificando le nostre abitudini quotidiane che, in quanto tali, sono spesso dettate solo dalla pigrizia e dalla non consapevolezza.

Possiamo partire da gesti semplici e facili, ma da dove iniziamo?

1 – Niente più acqua in bottiglia

Dopo Thailandia e Messico, l’Italia è il paese che consuma più acqua in bottiglia nel mondo: una vera follia se si pensa che l’acqua del rubinetto è assolutamente sicura e che ci sono tantissimi miti negativi attorno al suo consumo che sono stati sfatati più volte. Il primo passo in assoluto per cercare di dire addio alla plastica è bere acqua del rubinetto sia in casa che fuori casa. In questo secondo caso lo strumento da procurarsi è una borraccia in acciaio (riutilizzabile all’infinito, stando attenti ad evitare, se possibile, quelle con il tappo di plastica) oppure usare le bottiglie di vetro con il tappo (le potete anche recuperare, dopo averle lavate ben bene, da un succo di frutta o da una passata di pomodoro).

Qualche consiglio pratico:

  • compratela in acciaio, più sicuro dal punto di vista igienico
  • compratene una con il fondo amovibile per poterla pulire meglio o comunque con il collo largo
  • lavatela ogni giorno con acqua e bicarbonato o acqua e detersivo per i piatti: la contaminazione batterica o la proliferazione di alghe, batteri, spore va combattuta; sciacquarle con sola acqua non è sufficiente.

2 – Diciamo sempre no alle buste di plastica o carta: portiamoci le nostre

Lo scorso anno i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri utilizzati per frutta e verdura sfusi sono stati messi al bando, sostituiti da alternative biodegradabili (a pagamento), cosa che era già accaduta nel 2011 per le buste di plastica per la spesa, sostituite interamente, nel giro di un anno, sempre da alternative compostabili. Detto questo la cosa più ecologica da fare è, in ogni caso, avere sempre con sé una o più borse in cotone riutilizzabili: rifiutate sempre le buste proposte con l’acquisto di un prodotto, anche se di carta. Il nuovo motto è “No grazie, ho la mia”. Se non volete comprarle nuove, è facilissimo realizzarle anche da soli partendo da vecchie federe, magliette o scampoli di stoffa, i tutorial in rete sono infiniti.

3 – Spazzolino biodegradabile in bamboo

Ne cambiamo circa uno ogni tre mesi (o questa sarebbe la regola) ma lo spazzolino da denti non è riciclabile dato che non si tratta di un imballaggio. Inoltre vengono quasi sempre venduti in confezioni di plastica. La soluzione è semplicissima: acquistare spazzolini completamente biodegradabili come quelli in bamboo che non solo hanno il “corpo” in questo materiale ma anche le setole (state attenti a questo particolare perché a volte per alcune marche non è così). Questi spazzolini sono sempre venduti in confezioni di carta o cartoncino riciclato.
Esistono anche degli spazzolini in plastica riciclata (bioplastica) che permettono di cambiare solamente la testina.

4 – Basta alla pellicola per alimenti o l’alluminio per conservare il cibo

Sembra una cosa “banale” ma spesso l’abitudine la fa da padrona e quando andiamo al supermercato la pellicola o l’alluminio in fogli finisce nel carrello. Eppure non è necessario dato che il cibo può essere conservato nei contenitori. Anche se questi ultimi sono di plastica e ne avete già a casa, usateli, oppure riciclate i barattoli in vetro degli alimenti che acquistate (confetture, sughi, etc). Per rimuovere le etichette, se volete personalizzare i barattoli in vetro o semplicemente vedere bene che cosa c’è dentro, basta acqua calda per eliminare il grosso dei residui e poi un po’ di olio e bicarbonato strofinato sulla parte collosa per eliminarla del tutto.
Anche il banalissimo piatto che copre la pentola con gli avanzi andrà benissimo.
Se volete in ogni caso avere un’alternative simile alla pellicola per coprire piatti o avvolgere frutta o verdura avanzate, esistono in commercio dei fogli in tessuto trattati con cera vegetale (gli equivalenti di quelli trattati con cera d’api) che sono lavabili, riutilizzabili e, modellati con le mani, permettono di adattarsi a qualsiasi forma; sono perfetti anche per avvolgere un panino per il pranzo.

5 – Rasoio? Mai più quello usa e getta

Un intero strumento in plastica da buttare quando la sola lametta si consuma; i rasoi usa e getta, venduti imballati in altra plastica, sono uno degli strumenti che potete smettere di usare a cuor leggero. Le alternative in metallo durano per sempre, si trovano facilmente anche online, e l’unica cosa che dovrete fare sarà cambiare le lamette che vengono vendute in imballaggi di carta. Facilissimo!

6 – Niente più cannucce, mai più

Spesso sono solo un vezzo e raramente una necessità, ma tenete conto che secondo alcune stime, probabilmente a ribasso, in Italia usiamo circa 2 miliardi di cannucce l’anno. Un bel guaio. Come fare? La prima soluzione semplice è: non usarle e chiedere che non ve la diano in bar o pub quando bevete un cocktail. Se proprio la adorate, o avete bambini a cui piace usarla, ci sono alternative ecologiche in bamboo oppure in acciaio che possono essere facilmente lavabili con l’apposito strumento che viene fornito in dotazione (le cui setole sono quasi certamente in plastica, ma quanto meno ha uno scopo “nobile”).

7 – Comprate frutta e verdura sfuse

I mandarini spelati e imballati nella plastica, 4 mele vendute avvolte dalla pellicola, enormi vaschette di plastica per gli spinaci, buste di plastica per due etti di insalata (che si deteriora nel tempo di portarla a casa): frutta e verdura vanno comprate sfuse.Anche al supermercato è possibile comprare alimenti non confezionati, in alcuni (soprattutto nei negozi che vendono biologico) è possibile usare la propria busta per alimenti riutilizzabile per trasportarli al posto dei sacchetti (ne esistono di vari modelli e tipi ma potete farli a casa anche voi con degli scampoli di cotone e una corda per chiuderli per bene). Altra scelta azzeccatissima è comprare nei mercati, dove difficilmente vi faranno storie se volete che i pomodori o le patate finiscano nella vostra busta di stoffa piuttosto che nel sacchetto di carta (che in ogni caso è sempre meglio della plastica e si può riutilizzare più volte per conservare altra verdura o frutta). Non siete stanchi di avere il cestino della plastica pieno dopo ogni tour-spesa?

8 – Sostituite le spugne per i piatti con quelle vegetali o con materiali di riciclo

Avete mai sentito nominare la luffa? E’ un vegetale, parente di zucca e zucchine, che una volta essiccato si trasforma magicamente in una trama resistente e vegetale che può essere usata come spugna per i piatti (ma anche per il corpo, o il viso, senza problemi). Al contrario di quelle classiche, è completamente biodegradabile ed è molto funzionale. Si trova facilmente nei negozi che vedono prodotto biologici, nei negozi che vendono alla spina oppure online.
Se non la trovate o preferite l’autoproduzione potete sfruttare le retine in plastica che contengono limoni, arance, fagiolini e mandarini (chiaramente non le vostre date che comprate sfuso, vedi punto 7): fatevele tenere da parte da amici e parenti (che ormai le hanno comprate…) e unendole fra di loro con un filo da cucito bello resistente, sia a forma sferica che rettangolare sovrapponendo più strati, avrete la vostra spugna riciclata.

9 – Non usare lo scotch bensì elastici e mollette

Anche quello di carta non è differenziabile, quello classico, marrone o trasparente è di plastica e, a causa dello strato di colla non solubile in acqua, va buttato nell’indifferenziato. Eppure nella maggior parte dei casi potremmo farne a meno. Elastici riutilizzabili (meglio optare per quelli larghi e resistenti dato che nemmeno loro sono riciclabili), mollette (meglio se di legno che sono anche personalizzabili) oppure nastri di stoffa possono essere usati per chiudere pacchetti o tenere insieme oggetti senza bisogno di ricorrere al nastro adesivo. Non sempre sarà possibile, ma facciamoci caso e cerchiamo di usarlo il meno possibile.

10 – Niente più spugna in plastica ma in sisal

Per il corpo, sotto la doccia, ecco un’idea facilissima e completamente naturale per sostituire le classiche spugne in plastica: il sacchetto a retina in sisal, fibra naturale tratta dalla pianta dell’agave. Mettendo la propria saponetta dentro questi sacchettini e bagnandoli, sarà possibile creare una schiuma morbida ed in più aggiungere un delicato effetto scrub sulla pelle.

11 – Auto produrre i detersivi base per la casa

Quello che compriamo in quei flaconi di plastica enormi e colorati è per la maggior parte acqua con aggiunta di sostanze spesso dannose per l’ambiente, la fauna e anche per noi. Imballaggi che paghiamo a caro prezzo (circa il 20% del prezzo è dovuto alla confezione) e che finiscono nella plastica. Possiamo facilmente, invece, tenerli per sempre e riempirli con prodotti creati da noi. Le ricette online sono migliaia (vi consigliamo il sito curato anche da Elisa Nicoli) ma la base per creare sapone per pavimenti, sgrassatore multiuso, pastiglie per la lavastoviglie e sapone per i bucato è costituita da pochissimi ingredienti: sapone di Marsiglia 100% vegetale, acqua, olio essenziale, bicarbonato. Non solo smetteremo di avere il bidone della plastica pieno ogni due giorni, ma laveremo in modo efficace ed in più non butteremo negli scarichi prodotti terribili per l’ambiente.
Se l’autoproduzione non fa per voi, ricordiamoci che possiamo acquistare i detersivi sfusi portando con noi i nostri contenitori “millenari”, basta informarsi sui negozi “alla spina” vicino a noi oppure verificare quali supermercati (bio) garantiscono questo servizio.

Non è difficile, iniziamo subito.

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