BAMBINI

Bambini vegani sono a rischio? Risponde la pediatra Tomasini

Dopo il caso della piccola Chiara, si riaccende il dibattito sull’alimentazione vegana nei bambini. Abbiamo chiesto alla pediatra Carla Tomasini se sia possibile seguire una dieta vegana senza rischi

neonato

Il recente caso della piccola Chiara, figlia di genitori vegani, ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per una gravissima carenza di vitamina B12, ha riportato alla ribalta il tema dell’alimentazione vegana nei bambini. Abbiamo chiesto alla pediatra Carla Tomasini se sia possibile seguire uno svezzamento vegano senza rischi.

L’alimentazione vegana è possibile nei bambini?

Spesso passa l’idea che la dieta vegana sia un regime alimentare complesso da seguire o rigido, fatto di privazioni. Non è così. La dieta vegana si basa sull’antica dieta mediterranea che seguivano i nostri nonni, prima del boom economico e dell’occidentalizzazione delle abitudini alimentari, quando il latte e la carne a disposizione erano molto limitati.
Per questo tutti possono mangiare vegano: neonati, bambini in età scolare, mamme in gravidanza o in allattamento, anziani. L’unica condizione è che sia una dieta, come qualsiasi altra dieta, ben pianificata e che abbia alla base un’adeguata conoscenza della piramide alimentare coadiuvata da controlli pediatrici periodici. Per questo i medici non devono intervenire per risolvere una situazione che si è aggravata progressivamente, ma prevenire il verificarsi di tali situazioni.

Perché il tema dell’alimentazione vegana nei bambini è così sentito?

Quella neonatale è un’età molto delicata perché il bambino cresce molto rapidamente e raddoppia il proprio peso in breve tempo, cosa che non accadrà mai più nella sua vita. Il latte materno contiene tutti gli elementi di cui il bambino ha bisogno dopodiché deve subentrare una corretta educazione alimentare, cosa che purtroppo spesso manca anche nei medici. Mangiare vegano non è mangiare “strano” anzi, significa consumare prodotti di stagione, a km 0 e alimenti che spesso vengono dimenticati come alcuni tipi di cereali e legumi.

I bambini vegani vanno monitorati costantemente?

No. La dieta vegana è un’arma di prevenzione importantissima contro patologie gravi e debilitanti come diabete e obesità. Per questo l’informazione e il dialogo medico-paziente è fondamentale: genitori consapevoli e medici aggiornati evitano il verificarsi di casi come quello della bambina di Genova. A questo proposito va detto che a fronte dei due, tre neonati vegani che all’anno vengono ricoverati in ospedale per gravi carenze dietetiche e che subito finiscono in prima pagina sui quotidiani, si tace sul fatto che in Italia più del 30% dei bambini è obeso e per loro il rischio di incorrere in patologie gravi in età adulta è certo. La scienza ha stabilito che quella vegana è una dieta possibile senza rischi. Se fosse pericolosa nelle mense scolastiche la vieterebbero; invece si può liberamente chiedere un menù vegano nelle scuole senza esibire il certificato medico. Il veganismo non è una patologia e vietarlo a scuola è discriminazione.

Come si integra la vitamina B12?

Va detto che la vitamina B12 è l’unica che, in caso di una dieta non bilanciata, rischia di mancare nei pazienti. Per evitare che ciò avvenga è fondamentale prima di tutto l’alimentazione della mamma: il latte materno è l’unico alimento che i bambini assumono fino ai primi mesi dello svezzamento e deve essere ricco di tutti i nutrienti necessari a una crescita sana. Quando si affianca al latte l’alimentazione solida (a partire dai 6-12 mesi) bisogna provvedere, tramite goccine a seconda della quantità di cibo che il bambino mangia, a fornirgli l’integrazione vitaminica di cui ha bisogno. Per questo è dovere del ginecologo, prima ancora del pediatra, di controllare i livelli di B12 nella mamme vegane evitando che la mancanza di conoscenza e di prevenzione durante il delicato periodo della gravidanza metta a rischio la salute del nascituro.

Qual è la posizione dei medici nei confronti dell’alimentazione vegana?

Per i medici, soprattutto se si occupano di bambini, parlare di dieta vegana è spesso un tabù tanto che molti genitori non comunicano al pediatra dei propri figli di essere vegani per paura di incorrere in rimproveri o di essere costretti ad abbandonare una scelta presa consapevolmente, anziché integrarla in maniera corretta.
La disinformazione in questo ambito è altissima; per questo tramite il portale FamigliaVeg è possibile sia per i medici che per i pazienti ricevere le informazioni e i chiarimenti di cui hanno bisogno da professionisti aggiornati su tutto il territorio nazionale. Si possono verificare casi come quello di Chiara proprio per scarsa informazione, ma migliaia di bambini vegani stanno bene e non hanno problemi di salute, anzi, godranno di una vita più sana anche da adulti.

Serena Porchera

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