Dieta vegana in età pediatrica: intervista al dottor Mario Berveglieri

La dieta vegan nei bambini è ancora un argomento poco conosciuto e molto controverso. Abbiamo contattato il pediatra Mario Breveglieri per saperne di più.

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Bambini vegani sì o no? Questo è un tema fortemente discusso nel nostro Paese, che ha acceso numerosi dibattiti e proteste. Noi di Vegolosi.it abbiamo raggiunto telefonicamente il dottor Mario Berveglieri, medico pediatra specializzato in Scienza dell’Alimentazione e con un Master internazionale in Nutrizione Vegetariana presso l’Università Politecnica delle Marche, per chiedergli qualche chiarimento in merito.

La scelta vegana è sicura o ci sono rischi (a breve o lungo termine) per la salute dei bambini?

La risposta è data dalla letteratura scientifica e si riferisce a una dieta vegana ben pianificata: la dieta vegana non solo è adatta in età pediatrica, ma è anche più salutare rispetto a diete di altro tipo. I benefici più evidenti sono ricordati dall’Accademia Americana di Pediatria e riguardano la rarità del sovrappeso e un più basso livello di colesterolo nel sangue nei bambini vegani. Ma in generale tutte le linee guida internazionali classificano le diete vegetali come salutari, anche nei bambini. In conclusione, se un bambino viene alimentato con una dieta vegana adeguata e bilanciata, non solo non andrà incontro a carenze, ma riscontrerà numerosi benefici in termini di salute.

Quali sono questi benefici?

Certamente la dieta vegana dà dei benefici evidenti nella prevenzione delle malattie croniche. Innanzi tutto la letteratura ci dice che l’accrescimento dei bambini vegani e vegetariani è del tutto sovrapponibile a quello dei bambini onnivori. Anzi, a dire la verità mentre l’accrescimento staturale è identico, l’accrescimento in peso dei bambini “veg” è leggermente inferiore rispetto alla media dei bambini onnivori e questo non può che essere un vantaggio: sappiamo quanto sia diffuso il sovrappeso in età pediatrica e una dieta vegan ben bilanciata può essere un valido aiuto per prevenirlo. In più, la dieta 100% vegetale diminuisce e previene i rischi per tutte le malattie croniche quali ipertensione, diabete e malattie cardiovascolari, che certo si palesano in età adulta ma che comunque gettano le basi per la loro manifestazione fin dalla più tenera età. Altri significativi vantaggi si trovano nelle bambine vegane, che solitamente hanno un menarca più ritardato rispetto alle altre e quindi più fisiologico: è noto come una dieta troppo ricca di proteine animali, infatti, tenda ad anticipare il menarca e questo porta inevitabilmente a un’altezza inferiore, da adulte, nelle donne.

La dieta vegana è possibile fin dallo svezzamento?

Certamente, e non solo: è possibile anche nella mamma durante gravidanza e allattamento. Però non dobbiamo mai dimenticare che, per qualsiasi età, parliamo di una dieta ben pianificata: ciò significa seguire una dieta che comprenda tutte le principali categorie di cibi giornalmente importanti per assicurare il corretto apporto di nutrienti e correttamente integrata. Nel nostro caso parliamo quindi di giusti quantitativi di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e derivati, semi oleaginosi e frutta secca e olio extra vergine di oliva come grasso di riferimento. In più, in qualsiasi dieta ben pianificata – sia essa vegana o meno – devono essere assenti gli zuccheri semplici addizionati ai cibi e alle bevande.

Qualora una neomamma non avesse a disposizione il proprio latte, esistono alternative vegetali?

Sappiamo bene che il latte materno è un alimento inimitabile, ma purtroppo non è sempre disponibile. In questo caso si deve ricorrere a un latte formulato, prodotto che cerca di avvicinarsi il più possibile al latte materno e le cui proteine possono provenire sia dal latte vaccino che dalla soia. Quindi sì, latti formulati vegetali esistono e, per la loro composizione, sono adatti per nutrire il bambino in sostituzione del latte materno, risultando del tutto paragonabili a latti le cui proteine provengono dal latte vaccino.

I bambini vegani necessitano di integratori? Se sì, quali e in quale misura?

Sì, anche in caso di una dieta vegana ben pianificata, i bambini  – ma in realtà tutti coloro che seguano una dieta a base vegetale – hanno comunque bisogno di alcune integrazioni:

vitamina B12, che deve essere assunta da tutti coloro che hanno una dieta completamente vegetale e che non conoscono lo stato della loro vitamina B12 ematica. La vitamina B12 deve essere assunta nei bambini – attraverso integratori in gocce – fin dallo svezzamento (e prima, durante la gravidanza in caso di mamma vegana) nella dose di 5 mcg al giorno fino ai quattro anni; dopo di che, la dose giornaliera aumenta a 25 mcg fino ai 10 anni. Infine, la dose da mantenere fino e durante l’età adulta è di 50 mcg giornalieri.

vitamina D, che generalmente è carente nei bambini e negli adulti (anche onnivori) a causa della scarsa esposizione solare e dell’inquinamento; la dose è, dopo il primo anno di vita, di 600 unità al dì.

omega 3, che sono presenti prevalentemente nel pesce e di cui la frutta secca e i semi oleaginosi devono diventare la fonte primaria in un bambino vegano. Anche l’olio di semi di lino è una buona fonte di omega 3 e generalmente ne sono sufficienti due cucchiaini a crudo al giorno – a patto che venga conservato a una temperatura fredda costante, dal momento della produzione a quello della consumazione – per assicurare il corretto apporto di acido alfa-linoleico, precursore della linea omega 3. Tra l’altro questa integrazione è da valutare in tutti coloro che non assumono pesce o che comunque non lo consumano quotidianamente: nei giorni in cui non lo assumono, gli acidi grassi omega 3 andrebbero sempre integrati.

iodio: anche in questo caso si tratta di un oligominerale presente per lo più nel pesce e nei bambini vegani consiglio sempre un’integrazione attraverso alghe marine, come ad esempio l’alga kombu, che vanno aggiunte nei brodi – 1 o 2 cm per volta – un paio di volte a settimana. In alternativa si possono usare piccole quantità di sale marino iodato.

Secondo lei un bimbo vegano necessita di maggiori controlli pediatrici di uno “onnivoro”?

Quando si segue qualsiasi tipo di alimentazione bisogna valutare il suo grado di adeguatezza. Se un bambino vegano cresce regolarmente, ha delle analisi nella norma, non si ammala più degli altri, ha una funzionalità intestinale regolare e dei ritmi circadiani (per esempio il ritmo sonno – veglia) del tutto regolari, viene giudicato in buone condizioni di nutrizione e certamente non necessita di controlli più frequenti dei bambini onnivori. Qualora alcuni di questi aspetti risultino alterati – ma questo è possibile in bambini vegani, vegetariani e onnivori indifferentemente – allora sarà il caso di approfondire attraverso appositi esami clinici.

Perché molti medici sconsigliano la scelta “veg” per i bambini e ne sembrano quasi spaventati?

Bisogna dire che in questo giocano diversi fattori: per prima cosa, attorno a questo tipo di alimentazione gravita un certo pregiudizio, dovuto soprattutto alla mancata conoscenza delle posizioni scientifiche aggiornate e della letteratura più recente (anche se “recente” significa comunque elaborata almeno 40 anni fa). Anche la scarsa dimestichezza con la dieta vegan e i cibi che ne fanno parte potrebbero essere un motivo nascosto dietro a questa paura, nonostante si tratti comunque dei cibi che dovrebbero comporre il 90% dell’alimentazione di tutti. È anche vero, però, che nei medici che mantengano una certa curiosità e un’apertura mentale adeguata, si riscontra spesso un cambio di posizione a favore della dieta vegana.

Quali sono i consigli che lei dà ai neo genitori vegani?

Consiglio semplicemente di trovare il tempo per riflettere e conoscere adeguatamente la dieta vegana e di non sottovalutare l’importanza delle corrette integrazioni alimentari, onde evitare problemi che sono sempre del tutto prevedibili.

Ultimamente si è tanto discusso sulla possibilità di una dieta vegana in età pediatrica: perché si tratta di un tema tanto sentito tra i media e la popolazione secondo lei?

Il problema generale del nostro Paese è che molti hanno dimenticato che per millenni, fino a due generazioni fa, tutti seguivano la dieta mediterranea, che di fatto è quasi vegetariana. L’uso di carne nella dieta mediterrana “vera”, infatti, è praticamente assente e l’apporto nutritivo è basato fondamentalmente sugli stessi cibi che fanno parte della dieta vegana (ovvero frutta, verdura, legumi, cereali integrali e semi oleaginosi). Il problema è che la gente tende a ricordare solo le abitudini della propria madre e della propria nonna – o al massimo dei bisnonni – dimenticando che le generazioni precedenti avevano un’alimentazione pressoché a base vegetale. Al contrario, noi tutti abbiamo distrutto le nostre vecchie e salutari abitudini alimentari a favore della cosiddetta “dieta occidentale”, fondata sul consumo smodato di carne, zuccheri e farine raffinate e che è la causa della maggior parte delle “malattie occidentali” quali sovrappeso, ipertensione, diabete, alcuni tipi di tumori e malattie autoimmuni. Queste malattie non sono legate, come molti erroneamente pensano, al naturale invecchiamento della popolazione ma esistono (come è intuibile dal loro nome) solo nei paesi occidentali, dove la dieta mediterranea è stata soppiantata da cattive abitudini alimentari.

Dottore, lei è vegetariano, vegano o “onnivoro”?

Io sono vegano, anche se mi capita di assumere alcuni cibi animali indiretti specialmente fuori casa. Ma sicuramente ho escluso completamente dalla mia dieta qualsiasi tipo di cibo animale diretto.

Come e perché ha deciso di specializzarsi in questo settore?

Devo dire che non considero la mia una specializzazione: ho scelto di diventare medico pediatra e questo porta sempre e comunque con sé una particolare attenzione al tema dell’alimentazione, che è uno degli aspetti di prevenzione più importanti. Questo mi ha portato a interessarmi di alimentazione, tanto che ho scelto di specializzarmi in Scienze dell’alimentazione. Ma devo dire che le mie conoscenze a riguardo, fino alla fine della scuola di specializzazione, sono sempre state molto tradizionali tanto che nel mio corso di studi non si è mai parlato di diete vegetariane e vegane, perché si dava per scontato che fossero sbagliate e incomplete. Il vero cambiamento è avvenuto quando ho scelto di escludere dalla mia dieta tutti i cibi animali e a quel punto ho sentito la necessità di approfondire la conoscenza di questo mondo, rendendomi conto dell’importanza e dei benefici di una dieta 100% vegetale. Oggi mi trovo a proporre la dieta vegana a tutti i genitori dei miei piccoli pazienti, siano essi vegani o meno, essendo il meglio tra le conoscenze che io ho a disposizione in fatto di nutrizione.

 

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