Allattamento al seno e alimentazione vegana: la guida della nutrizionista

E’ vero che la mamma che allatta deve “mangiare per due”? Quali sono i cibi da evitare e fino a quando è consigliabile allattare? Tra consigli e miti da sfatare, tutto quello che c’è da sapere su allattamento al seno e alimentazione vegana.


Fa bene alla mamma e al bambino, favorisce il rafforzarsi del legame, regala momenti di tenerezza che restano nella memoria per sempre. Allattare il proprio bambino è la cosa più naturale del mondo. Ma come impostare la propria alimentazione vegana durante l’allattamento al seno? Quali cibi è preferibile evitare? E, ancora, è vero che la mamma che allatta “deve mangiare per due”? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Silvia Goggi, medico chirurgo e nutrizionista specializzata in Scienze dell’Alimentazione di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, ed ecco tutto quello che c’è da sapere su alimentazione vegana e allattamento al seno.

Perché è importante allattare

L’allattamento materno è un strumento evolutivo che la natura ha messo a punto per garantire la sopravvivenza della specie. È un meccanismo così fine e perfetto da sembrare quasi una magia. Il latte di ogni mammifero è calibrato esattamente sui bisogni del cucciolo: ricco di grassi se la mamma deve allontanarsi per lunghi periodi dalla tana, viceversa più ricco di zuccheri se il piccolo ha la possibilità di fare poppate frequenti e di stare a contatto con la madre. Il latte materno soddisfa inoltre non solo i bisogni nutrizionali del cucciolo, ma il fisiologico bisogno di calore, di contatto e di accudimento: permette alla coppia mamma/bambino di proseguire quel rapporto creatosi nei nove mesi di vita intrauterina.

I benefici per la mamma e per il bambino

Tra i vantaggi dell’allattamento al seno per il neonato ricordiamo il miglioramento della funzione immunitaria, grazie al passaggio di anticorpi e l’imprinting positivo del latte materno sulla flora batterica intestinale. Anche per la mamma, oltre alla creazione di preziosi ricordi indelebili, c’è dell’altro: l’utero ritorna più rapidamente alle dimensioni originarie ed è anche più facile liberarsi dei chili accumulati durante la gravidanza dal momento che l’allattamento comporta un notevole dispendio calorico. Non dimentichiamo poi che l’allattamento al seno è un fattore preventivo nei confronti dello sviluppo di tumori ormono-dipendenti (al seno e all’ovaio), dell’osteoporosi, di patologie cardiovascolari e del diabete di tipo 2. Infine, il latte materno è gratis e sempre pronto, anche fuori casa.

Allattamento e alimentazione vegana sono compatibili?

Una dieta vegana ben pianificata (come del resto dovrebbe essere ogni tipo di dieta) è in grado di soddisfare tranquillamente i fabbisogni nutrizionali in allattamento, e non solo: ricordiamo che dal 1988 l’Academy of Nutrition and Dietetics, la più influente associazione di nutrizionisti a livello mondiale, dopo una sempre aggiornata analisi della letteratura, afferma che è fattibile e vantaggiosa in tutte le fasi della vita.

Dieta e allattamento: cosa non deve mancare sulla tavola della mamma vegana che allatta al seno

I primi 6 mesi di allattamento esclusivo comportano un dispendio di circa 500 kcal al giorno, per la maggior parte derivante da proteine. Un’alimentazione che si basi su cereali, legumi e i loro derivati, verdura, frutta, frutta secca e semi oleosi con una piccola quota di grassi è più che sufficiente per soddisfare le aumentate richieste caloriche e proteiche: basterà incrementare leggermente l’assunzione di cereali, legumi, frutta secca e semi oleosi e verdure verdi in foglia. L’aumentata richiesta di minerali e vitamine sarà automaticamente soddisfatta da una dieta varia come quella sopra descritta: ricordiamo che in allattamento il fabbisogno di ferro è ridotto a causa dell’amenorrea e quello di calcio è minore rispetto alla gravidanza. Il fabbisogno di iodio è invece aumentato rispetto ad una donna che non allatta: meglio non affidarsi alle alghe, che ne contengono quantità imprevedibili. Come in gravidanza, l’uso di poco sale marino iodato è la scelta più sicura.

I cibi da evitare in allattamento

Sono da evitare gli alimenti potenzialmente contaminati da grandi quantità di pesticidi, inquinanti ambientali, metalli pesanti e antibiotici che possono passare nel latte materno. Per fortuna, tutte queste sostanze sono appannaggio quasi esclusivo dei prodotti di origine animale come carne, pesce, formaggi e uova. L’unica attenzione utile per le mamme vegana è quella di preferire prodotti vegetali che non sono stati trattati con pesticidi e di provenienza sicura.

La mamma vegana che allatta necessità di integrazioni particolari?

A tutte le mamme, e non solo alle mamme vegane, andrebbe fatta un’approfondita anamnesi per valutare la qualità dell’alimentazione e identificare possibili nutrienti a rischio di carenza. A tutte le donne in allattamento esclusivo è consigliata l’integrazione con 200 mg di DHA al giorno: le donne vegane possono ricorrere a quello di origine algale. L’unico nutriente assente nelle diete vegane (ma presente in quantità insufficiente anche nelle diete latto-ovo-vegetariane, e non sempre sufficiente anche nelle diete onnivore) è la vitamina B12. Le mamme vegane sono molto attente, a mia esperienza, e puntano a ottenere livelli ottimali già prima del concepimento. Se i livelli prima e durante la gravidanza sono ottimali, è sufficiente proseguire l’integrazione di B12 come da suggerimento del proprio specialista di riferimento.

Birra, latte, acqua per “fare latte”: sfatiamo un po’ di miti.

L’apporto di liquidi deve essere sufficiente, ma è certamente sconsigliato ricavarne anche solo una parte da una bevanda alcolica dal momento che l’alcol passa nel latte. È sufficiente aumentare l’apporto di liquidi mediante acqua o tè e tisane non zuccherate. Per quanto riguarda il latte vaccino, non c’è alcun nutriente che non si possa trovare in un’alimentazione vegana ben pianificata.

E quando inizia lo svezzamento?

Man mano che crescendo il bambino deriva sempre più della sua quota calorica dai cibi solidi, dovrebbe di pari passo adattarsi anche l’alimentazione materna. La mamma deve continuare a consumare cibi vegetali in modo vario e ad ascoltare la sensazione di fame/sazietà: così facendo, è impossibile sbagliare.

L’allattamento al seno ha un “termine”?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento esclusivo con latte materno fino al 6° mese di vita e che rimanga un alimento alla base dell’alimentazione del bambino almeno fino ai 12 mesi, e possibilmente fino ai 2 anni. Successivamente saranno la mamma e il bambino a scegliere quanto a lungo continuare, in base ai propri desideri: la scelta è unicamente loro.

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