“Bestie come noi”, il saggio che indaga il nostro rapporto con gli animali

Un libro che non lascia indifferenti ci accompagna per mano a scoprire quale sia il ruolo riservato agli animali nella nostra società

libro

A che punto siamo nel nostro rapporto con le altre specie animali? A spiegarcelo contribuisce “Bestie come noi”, saggio sulla condizione animale della scrittrice, giornalista e insegnante pavese Annalisa Gimmi. Non un’opera che inneggi alla filosofia vegana come unica via di salvezza per gli animali, chiariamolo, ma un libro oggettivo e imparziale che studia la nostra relazione con gli animali da diversi punti di vista e invoca un trattamento equo ed etico nei confronti di tutti gli esseri viventi, in tutti gli ambiti della nostra esistenza.

Allevamento, sperimentazione e teologia

Accanto a una serie di considerazioni riguardo ai metodi di produzione moderni – tra antibiotici e ormoni della crescita somministrati di prassi agli animali – l’autrice, nella prima parte del saggio, rivolge anche uno sguardo di compassione ai milioni di animali allevati quotidianamente con metodi aberranti negli allevamenti di tutto il mondo, arrivando perfino a trovare un “parallelismo tra l’immagine delle vittime dei regimi del Novecento e le migliaia di vittime animali che quotidianamente vengono trasportate, con viaggi lunghi anche alcuni giorni, senza cibo e senz’acqua, verso la morte”, come dichiara nel volume. Davvero nessun aspetto del nostro rapporto con le altre specie viventi viene trascurato: dalla sperimentazione sugli animali alle esibizioni nei circhi, fino ad arrivare alla visione della sofferenza animale dal parte della Chiesa cattolica, l’autrice fornisce un quadro ricco e completo, corredato di informazioni e dati, utili perché il lettore possa crearsi un’idea chiara e precisa su questi argomenti, lasciandogli poi la libertà di decidere quale strada seguire. Un interessante excursus storico, attraverso il pensiero filosofico di ieri e di oggi riguardo alla “questione animale”, conclude la prima parte del volume.

Cosa si può cambiare?

Dopo averci fornito i mezzi e le conoscenze necessari a farsi un’idea sul delicato tema del rapporto uomo/animale, nella seconda parte del libro l’autrice si sofferma ad analizzare quali vantaggi si prospetterebbero per l’uomo (ma non solo) migliorando la condizione di vita degli animali. Tante le storie che in tutto il mondo e in tutti gli ambiti, testimoniano l’arricchimento reciproco che viene dalla cooperazione tra uomo e animali. Un esempio? Antalya, città turca ricca di storia e tradizioni, è stata a lungo vittima del fenomeno del randagismo, che ha minacciato di comprometterne l’attrattiva agli occhi dei turisti a causa delle malattie (come la temutissima rabbia) che colpivano i cani randagi. Nel 1999 un veterinario tedesco di origine italiana, sconvolto dalla situazione e dal degrado in cui vivevano i cani, ha avviato una lunga attività di censimento degli animali, che consente oggi di conoscere la “storia clinica” dei cani e di curarli facilmente in caso di malattia. Oggi i cani di Antalya vivono felici e soprattutto sani per le strade della città, che ha conosciuto un notevole sviluppo turistico proprio grazie alla loro presenza amichevole e festosa.

copertina

 

Alla fine, un intero capitolo dedicato a “cosa possiamo fare noi”: l’autrice ci ricorda la campagna “Vegan 1 day” lanciata negli Stati Uniti, che propone di rinunciare a ogni alimento di derivazione animale per un giorno. “In Italia siamo poco meno di 60 milioni di persone – spiega – e se all’iniziativa aderisse anche solo una persona ogni dieci, avremmo 6 milioni di vegani per un giorno ogni sette, quindi un calo del consumo di latte pari a 12 milioni di litri al mese. Una mucca produce in media 20/30 litri al giorno, quindi circa 600/900 litri al mese. Con l’impegno di “Vegan 1 day” verrebbe a crearsi un esubero di circa 15 mila mucche negli allevamenti italiani”. Con l’esempio della produzione di latte e latticini, l’autrice ci spiega che l’iniziativa potrebbe portare a diminuire il numero di mucche imprigionate delle “fabbriche di cibo”, ma anche indurre gli allevatori  a rivedere sui loro metodi di produzione.

Un saggio interessante, realistico e concreto dalla parte degli animali, da consigliare a chi già abbia dimestichezza con la realtà dei diritti animali e voglia saperne di più – grazie anche al contributo di diversi esperti, che hanno fornito all’autrice informazioni e dati ulteriori sugli argomenti trattati – ma anche a chi non sappia nulla sull’argomento e voglia affrontarlo attraverso una lettura “a tutto tondo”.

Bestie come noi
Annalisa Gimmi,
Effigie Edizioni
12, 75 euro
209 pagine

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