Tarassaco: dove trovarlo, come cucinarlo e proprietà

Il tarassaco può essere utilizzato in cucina in svariati modi: in insalata, nelle zuppe o nelle frittate. Della pianta si utilizzano sia le foglie, che i fiori ma anche le radici

Tarassaco

Il tarassaco – noto anche come soffione o dente di leone e conosciuto in botanica come taraxacum officinale – è una pianta della famiglia delle Asteracee tipica di Europa, Nord America e Asia. Cresce spontaneamente nei prati, sulle strade, lungo i sentieri e i fiumi e in generale nei terreni umidi, tanto da essere considerato un’erba infestante nel giardinaggio. Si tratta del simbolo per eccellenza delle piante selvatiche commestibili, anche perché la più facilmente riconoscibile grazie alle foglie e ai fiori di un bel giallo inteso.

Come pulire il tarassaco

Come tutte le verdure a foglia verde, il tarassaco deve essere pulito in maniera molto semplice ma accuratamente: le foglie devono essere lavate sotto il getto dell’acqua corrente oppure messe a bagno con un po’ di acqua e bicarbonato, e poi risciacquate bene. Una volta pulite, basterà eliminare la parte più coriacea del gambo con un coltello per poi utilizzarle nelle varie preparazioni. Per quanto riguarda i fiori, invece, bisognerà lavarli bene ed eliminare semplicemente la parte verde, ovvero il calice e il gambo, utilizzando un coltello o un paio di forbici. Per finire, le radici devono essere lavate bene per eliminare la terra, poi eventualmente tagliate a rondelle per preparare infusi o decotti.

Come cucinare il tarassaco

Il tarassaco può essere utilizzato in cucina in svariati modi e della pianta si possono utilizzare diverse  parti. Le foglie, raccolte o acquistate in primavera quando sono piccole e tenere, possono essere aggiunte alle insalate (da mescolare ad altre a causa del loro gusto particolarmente amaro), o alle frittate (magari queste?), mentre quelle più grandi e coriacee, sono ottime per minestre e zuppe. I boccioli dei fiori, messi sotto aceto e sale, sostituiscono i capperi nelle varie preparazioni e le radici – che sono la parte della pianta più ricca di proprietà benefiche – tostate sono un buon surrogato del caffè (quello che si trova in vendita sotto il nome di “caffè di cicoria”), ma si utilizzano anche per la preparazione di tisane, infusi o decotti dalle proprietà depurative. Con i fiori freschi, infine, può essere realizzata un’ottima marmellata.

Ricette vegane con il tarassaco

Versatile e dal sapore simile a quello del radicchio, questa pianta può essere utilizzata in tante ricette diverse. Noi, per esempio, abbiamo cucinato una deliziosa pasta con pesto di tarassaco (in foto), facile e veloce da realizzare, mentre un piatto unico gustosissimo è la nostra torta salata con tarassaco, erbette e olive, ottima anche per il pranzo fuori casa. Per finire, vi segnaliamo la ricetta della frittata vegana al tarassaco, semplicissima da realizzare e incredibilmente buona.

Proprietà e benefici

Il tarassaco è noto fin dai tempi antichi per le sue proprietà depurative, tanto è vero che il suo nome deriva dal greco “tarakè” ossia “scompiglio, turbamento” e da “akos” che significa “rimedio”, da cui Taraxacum, nome datogli dagli Apotecari alla fine del Medioevo. Le foglie, facilmente riconoscibili nei prati con il loro profilo a grandi denti, sono ricche di vitamine del gruppo A, B, C e D mentre le radici hanno proprietà fortemente depurative per l’organismo.

Dove trovarlo

Il tarassaco cresce spontaneamente nei boschi, nei prati e lungo le strade; si riconosce facilmente per le sue foglie dal colore verde brillante e, in primavera, per i fiori gialli noti anche come “dente di leone”. Della pianta si possono raccogliere – a mano, senza bisogno di strumenti particolari – selettivamente solo le foglie, i fiori o la radice, ma anche l’intera pianta sia prima che dopo la fioritura, avendo cura di non eliminare la pianta per intero ma lasciando almeno un pezzo di radice nel terreno in modo che possa crescere nuovamente l’anno successivo. È bene evitare il tarassaco che cresce nei prati, nei giardini pubblici o lungo le strade, che può essere facilmente contaminato, prediligendo invece quello che cresce in campagna, in collina o comunque in zone particolarmente isolate. In alternativa, in ogni caso, il tarassaco fresco è reperibile anche al mercato e nel reparto frutta e verdura dei supermercati più forniti, da fine febbraio a maggio.

Curiosità

Attorno a questa pianta sono fioriti miti e leggende. Grazie al tipico “soffione”, che viene fatto volare via in un fiato, gli innamorati si scambiano promesse d’amore: se gli acheni, dopo il soffio, volavano via tutti, disperdendosi nel vento, i loro desideri, si dice, verranno realizzati. Il tarassaco viene anche definito scherzosamente “Piscialetto” per le sue forti azioni drenanti e depurative e perché ai bimbi viene raccontato che, chi lo raccoglie, avrà problemini di incontinenza tutta la notte.

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