Okra

OkraIl frutto che vedete in foto appartiene alla pianta del Gombo che fa parte della famiglia delle Malvacee (simile agli ibischi). Questi baccelli costoluti sono tipici delle cucine orientali ed africane, ma sono arrivati di recente nei campi coltivati del nostro paese anche grazie all’aumento delle richiesta da parte degli stranieri in Italia.

Curiosità
Del Gombo si utilizza tutto. Il frutto, viene utilizzato in cucina, il fusto fibroso si ottiene una fibra tessile, mentre dalle radici si estrae una mucillaggine che viene utilizzata come emoliente. Questa pianta, tipica dei paesi tropicali, è conosciuta con molti nomi a seconda della zona in cui viene consumata: Bamiya nei paesi del nord africa, Okra, e Quiabo in Brasile. Viene coltivata soprattutto in Asia, ma da qualche tempo anche in Italia ed in particolare nella provincia di Latina ed in Sicilia.

Proprietà
Questo baccello è ricco di vitamina A e C nonchè di fibre, il suo sapore ricorda vagamente quello degli asparagi.

Come si cucina

Il frutto, a forma di peperoncino, è ricco di semi morbidi al suo interno e può essere cucinato in svariati modi: in padella circa 6-10 minuti intero o a rondelle, al vapore per circa 5 minuti, alla griglia per 2 o 3 minuti oppure tagliato a pezzetti è perfetto per zuppe e minestre. Il frutto va conservato in frigorifero non più di 2 o 3 giorni.

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