Okara: cos’è e come utilizzarla

Risorsa preziosa tipica della tradizione culinaria orientale, è ciò che rimane dalla preparazione del latte vegetale e può essere utilizzata in svariati modi.

Okara

L’okara è la polpa bianca e farinosa rimanente dalla preparazione del latte vegetale, che sia di soia, mandorle, riso, avena, farro o nocciola. Risorsa preziosissima e dall’odore gradevole, è tipica della tradizione culinaria di Cina, Giappone e Corea sin dal ‘600 e sempre più in voga nell’alimentazione vegan dei Paesi occidentali.

Proprietà nutrizionali dell’okara e confronto con il tofu

Composta da fibre e amido, l’okara è ricca di proteine, ferro, calcio, e vitamina B2. Ecco una tabella riassuntiva:

valori-nutrizionali-okara

Fonte della tabella: www.soyazone.com

Ricette con l’okara

In virtù della sua versatilità, l’okara si presta a tantissime ricette: tortini, ripieni, impasti vari, pane fatto in casa, pizza, crackers, biscotti, polpette e via discorrendo. Ottima per dare libero sfogo alla vostra fantasia, vi diamo uno spunto: ecco ad esempio una strepitosa crocché di broccoli e okara di riso

crocchè di broccoli e okara di riso

Come conservare l’okara

Per conservarla si può naturalmente congelarla in sacchetti oppure essiccarla: stendetela su una teglia ricoperta di carta da forno e tenetela ad asciugarsi sul piano meno a contatto con il calore per un paio d’ore a 100-120 °C, rigirandola spesso in modo che non si bruci. Una volta completamente asciutta e croccante (ci vogliono tante ore, ecco perché molti amano seguire questo procedimento nel weekend), è pronta per essere messa in vasetti o contenitori, sbriciolata sino ad assumere la consistenza della farina – per eliminare i granelli più grossi – e utilizzata.

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