Arriva Trump e il cambiamento climatico non esiste più: ecco chi sta salvando i dati online

Un team di volontari è al lavoro da giorni per scaricare e salvare dal sito della Casa Bianca i dati sui cambiamenti climatici prima che vengano eliminati

Trump cambiamenti climatici

Che il nuovo presidente degli Stati Uniti non fosse impressionato dal riscaldamento globale ma che, al contrario, lo considerasse solo un “complotto” ordito ai danni dell’economia americana era noto già da tempo. Ma a quanto pare Donald J. Trump ha compiuto un passo avanti: secondo diverse fonti lo scorso 20 gennaio, nel momento esatto in cui il 45° presidente americano prestava giuramento, sarebbe completamente scomparso dal sito della Casa Bianca qualsiasi riferimento al piano contro i cambiamenti climatici messo in atto dall’ormai ex presidente Obama durante il suo mandato.

Che cosa si legge sul sito della Casa Bianca 

Al suo posto sarebbe invece comparsa una pagina dedicata a un piano energetico americano, che rende nota la posizione della nuova amministrazione riguardo ai cambiamenti climatici: Trump dice “no” alle politiche “dannose e inutili” – come il “Piano di Azione per il Clima e le Acque” varato dalla precedente amministrazione – in favore di una tecnologia del carbone “pulita” e che permetterà di ottenere dalle risorse del territorio rendendo meno costosa l’energia “dando un grande impulso all’agricoltura e all’allevamento americani”. Nessuna menzione, invece, sull’accordo di Parigi (2015) per fermare i cambiamenti climatici, dal quale Trump aveva promesso di cancellare l’adesione americana qualora fosse stato eletto presidente. Riferimenti ad acqua e aria pulita nel documento sul piano energetico, sono alla fine del documento e si legge: “Proteggere l’aria pulita e acqua pulita, la conservazione nostri habitat naturali, e preservare le nostre riserve e delle risorse naturali resta una priorità”. Certamente è abbastanza importante segnalare l’utilizzo molto frequente della parola “nostro/a”, senza nessun riferimento all’interconnessione fra il “proprio” clima e quello di altri paesi, come se la protezione del clima potesse rimanere una questione nazionale, privata.

Trump cambiamenti climaticiIl team che salverà le “verità” sul cambiamento climatico

I dati sui cambiamenti climatici, le dichiarazioni dell’ex presidente Obama e molte delle documentazioni, appaiano ancora online ma non sul sito della Casa Bianca, bensì sull’archivio relativo alla presidenza appena conclusasi. Il timore che queste informazioni spariscano, però, c’è. Un team di 60 esperti tra cui scienziati, ecologisti e programmatori informatici – che dal momento dell’elezione di Trump si sono detti preoccupati per le sorti del nostro pianeta – si sono riuniti poco dopo l’insediamento del presidente e sono da giorni al lavoro per scaricare e salvare quanti più dati possibili. Continueranno a farlo ed in particolar modo durante i primi 100 giorni della nuova amministrazione, un team di volontari monitorerà inoltre i siti web governativi confrontandoli con le versioni archiviate, precedenti al governo Trump, per verificarne le modifiche. “Permetteremo alla gente di sapere quali cambiamenti vengono apportati. Speriamo di produrre un rapporto settimanale, magari sotto forma di newsletter “, ha dichiarato Bethany Wiggin, direttore del programma di studi umanistici ambientali presso l’Università della Pennsylvania. I dati salvati finora dai volontari sono reperibili sul sito datarefuge.org, portale per la raccolta dei dati governativi sui cambiamenti climatici. Cancellare alcune pagine dal sito della Casa Bianca è un’usanza abbastanza tipica dei nuovi presidenti eletti, ma eliminare qualsiasi riferimento al tema del cambiamento climatico, come è accaduto in questo caso, sembra davvero un chiaro segnale delle priorità operative di Trump.

Il problema della ricerca

Per quanto sconcertante, tutto ciò appare comunque poca cosa rispetto a quello che potrebbe accadere in futuro: i dati governativi legati ai cambiamenti climatici e alla salute ambientale sono utilizzati dagli scienziati per la ricerca; se dovessero scomparire, sarebbe impossibile monitorare l’inquinamento atmosferico e, di conseguenza, mettere in atto le giuste precauzioni per il suo contenimento; questo, ovviamente, avrebbe gravi ripercussioni sulla salute di tutti oltre che sulla salvezza del nostro pianeta.

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