Porta a Porta: la carica “spenta” dei vegani

Thumb-Vespa

Nessuno si aspettava che la trasmissione Porta a Porta dedicata alla “carica dei vegani” potesse realmente essere uno strumento di informazione per il pubblico generalista della tv. Forse non ci si aspettava, però, che sarebbe diventata un boomerang proprio per chi ha scelto di seguire questa filosofia alimentare e di vita, trasformando il tutto in un momento di bassa qualità televisiva e di grande stordimento generale in cui il messaggio arrivato, forte e chiaro, è stato: “La dieta vegana è una moda, una tendenza chic di rinuncia da parte di persone un po’ estremiste e terroriste”.

In studio, insieme a Bruno Vespa, a “difendere” la dieta mediterranea, c’erano il professor Giorgio Calabrese, medico nutrizionista e volto storico della Rai e Simone Fracassi, macellaio toscano ed esperto di chianina. Il “plotone d’esecuzione vegano” così come lo ha definito il conduttore, era composto, invece, dal prof. Leonardo Pinelli, pediatra vegano, Paola Maugeri, Mirco Bergamasco, della nazionale italiana di rugby, Tullio Solenghi e la moglie, la chef vegana Laura Fiandra. In collegamento anche Pietro Leeman e Davide Oldani che hanno fatto da tappezzeria elegante alla puntata.

Che cosa fa male e a chi?
Il dibattito che vede da subito un prof. Calabrese indispettito e accigliato, punta sul definire quale delle due alimentazioni, quella “mediterranea” e quella vegan, sia la migliore. “La dieta mediterranea di difende da sola” inizia Calabrese supportato con sorrisi e battute da Vespa. Il confronto avviene principalmente con il prof. Pinelli che porta immediatamente all’attenzione del pubblico il tema della “capacità infiammatoria” della carne proveniente dagli allevamenti intensivi. Pinelli, come sempre in tv, ha con sé documenti e dati che ha già consegnato alla redazione Rai ma non riesce a mostrarli né tantomeno a citarli. Il match è impari: il prof. Calabrese è un volto tv, da anni conosce pubblico e tempi televisivi, con il suo tono di voce alto e ridondante riesce a prevaricare Pinelli che, nel caos, perde colpi ed è costretto a parlare per slogan. Calabrese attacca anche la scelta veg per i bambini: “I bambini vegani hanno qualcosa in meno”. Ed è qui che interviene per la prima volta Paola Maugeri, mamma vegana: “Mio figlio sta benissimo, è il più alto della sua classe”, risponde.

Porta a Porta vegani

La “rissa” Pinelli-Calabrese
I toni continuano a salire e alla fine la contrapposizione si fa dura: Calabrese, sostenuto da Vespa, dà del “terrorista” a Pinelli e Pinelli risponde: “Tu fai solo gli interessi delle aziende”. Il punto della discussione si focalizza sulla dicotomia “mangi carne e latte: ti ammalerai” e “mangi carne e latte: vivrai più a lungo”: non se ne esce. I toni peggiorano, parte la pubblicità e si riapre con i pizzaioli che fanno acrobazie con la pasta della pizza, vero simbolo della cucina sana.

Mirco Bergamasco: Calabrese non può controbattere
Forse sono solo i due brevi interventi dello sportivo Mirco Bergamasco che riescono a spezzare una lancia a favore dell’alimentazione vegana: Calabrese non ha strumenti per controbattere alla salute, più che evidente, dello sportivo e, forse perché in Rai lo sport e la nazionale sono sacri, nessuno lo interrompe, e lui riesce a spiegare con pacatezza e termini corretti la sua scelta alimentare non solo legata alla salute ma anche all’etica.

Solenghi e Laura Fiandra
Un applauso va anche a Laura Fiandra che con gentile fermezza riesce a tenere testa a Vespa nonostante quest’ultimo cerchi in tutti i modi di far passare il concetto che il “povero” Tullio sia stato influenzato e “rovinato” della moglie. La Fiandra prepara una maionese di lupini, spiega alcuni principi dell’alimentazione vegana e crudista, dice: “Il cibo vegan non è mai mortificazione del gusto, anzi”. Tutto questo avviene davanti al professor Calabrese che, nel frattempo, con il linguaggio non certo casuale del corpo, mostra la sua contrarietà alla alimentazione vegan, “imbeccato” da Vespa che sottolinea con dei momenti siparietto le “facce del prof. Calabrese”, il tutto condito da applausi normalizzanti del pubblico in studio a favore di quest’ultimo. Calabrese infine, si rifiuta di assaggiare la maionese vegan e i cioccolatini crudisti, lanciando un altro messaggio molto chiaro al pubblico a casa.

Calabrese e i vegani

I servizi sulla moda e le minigonne
Mentre il dibattito procede con i tipici toni televisivi, Porta a Porta manda alcuni servizi di contorno che hanno un unico scopo: quello di associare l’alimentazione vegana o vegetariana ad una moda transitoria, ad una scelta “chic” e complicata con poco gusto e legata inesorabilmente alla rinuncia. Il termine “dieta” che è corretto se se ne conosce davvero il significato (“scelta”) non può che essere frainteso dal pubblico generalista televisivo che lo associa al dimagrimento. Bruno Vespa non è da meno e infatti domanda: “Si dimagrisce con la dieta vegana?”. Solenghi e Maugeri cercano di spiegare come stanno le cose: “Non si tratta di una dieta, né di una moda, è una scelta di vita”. Il conduttore imparziale risponde a tono: “Anche la minigonna è una scelta di vita…”.

La conclusione
Nessuno ha tratto beneficio da questa trasmissione: non il pubblico che non ha capito nulla o ha capito poco e male, non i vegetariani o vegani che ne sono usciti con le ossa un po’ rotte a causa dei tempi televisivi e dell’appoggio incondizionato di Vespa a Calabrese, non l’informazione che non è stata fatta. La verità è che il tema dell’alimentazione vegana non è adatto alla televisione, o meglio non a questa televisione: nessun “divulgatore” di questa scelta alimentare è mai riuscito nella tv generalista a portare un messaggio davvero positivo. È sempre un bene il fatto che se ne parli? Forse no: non è sufficiente che un argomento così complesso venga utilizzato per creare bagarre, per continuare a sostenere e mostrare che vegetariani e vegani sono “strani”, “di nicchia” e che sono, cosa gravissima, dei “terroristi” e degli “estremisti”. Forse non è ancora tempo per parlare di alimentazione vegana in tv, forse la tv non è più da molto tempo il luogo per potersi informare, indipendentemente dall’essere vegetariani, vegani o mangiatori di chianina.

Federica Giordani

Print Friendly
0