Arriva Ooho!, la “bolla di acqua” da bere che può salvare il pianeta dalla plastica

Un’idea che potrebbe liberare il pianeta dalle bottiglie di plastica: da una start-up inglese una “bolla di acqua” da bere, 100% biodegradabile

Eliminare la plastica delle bottiglie è il sogno di ogni ambientalista: entro un anno potrebbe diventare realtà grazie a Ooho!, un innovativo “palloncino” pieno di liquido completamente edibile, perché realizzato con alghe marine e cloruro di calcio. Questa idea nasce nel 2014 da una start-up londinese, la Skipping Rocks Lab, e potrebbe cambiare il nostro modo di bere acqua nel futuro, ma non solo: Ooho! può infatti contenere anche succo di frutta, alcolici e bibite di vario genere oltre che, incredibile a dirsi, perfino cosmetici. Ogni bolla può contenere 250 ml di liquidi ed è sicura da trasportare, perché realizzata con la stessa struttura molecolare del tuorlo d’uovo (pur essendo questo prodotto completamente vegetale) e può quindi contenere liquidi senza correre il rischio di rilasciarli. Ooho! è anche estremamente igienica, perché realizzata con un doppio strato di “pellicola”: prima di consumarla sarà sufficiente eliminare quello più esterno – sul quale gli ideatori prevedono di applicare le etichette riportanti marca e istruzioni d’uso – per consumare un sorso di acqua fresca e pulita. Quanto al nome, il designer Rodrigo Garcia Gonzalez – uno dei tre ideatori del progetto – spiega: “L’abbiamo chiamata così perché ricorda la parola acqua (eau) in francese”.

Una “perla” di acqua che riduce l’inquinamento

Facile da trasportare e perfino da tenere in tasca, Ooho! è stata pensata inizialmente per gli atleti durante le maratone  che hanno bisogno di reidratarsi spesso senza l’ingombro delle bottiglie di acqua – ma potrebbe contribuire in modo concreto a ridurre l’inquinamento del nostro pianeta. I dati sono allarmanti: ci sono più di 5 trilioni di pezzi di plastica negli oceani, ai quali ogni anno se ne aggiungono 8 milioni di tonnellate. Secondo uno studio del World Economic Forum, inoltre, di questo passo entro il 2050 le acque del nostro pianeta accoglieranno più pezzi di plastica che pesci. Questo, naturalmente, a discapito di tutte le specie marine – pesci e tartarughe, per esempio, muoiono spesso soffocati dai materiali plastici dispersi nei mari – ma anche della salute umana: secondo Greenpeace, infatti, l’ingestione di microplastiche da parte di organismi marini è ampiamente documentata e fra questi ci sono anche pesci che poi finiscono nei nostri piatti come il tonno o la spigola.

ooho bolla da bere

Grazie a Ooho!, invece, i materiali plastici che contaminano gli oceani si ridurrebbero notevolmente, in più con un considerevole risparmio economico: sappiamo che la produzione di ognuna di queste bolle costa solo 2 centesimi, anche se non si sa ancora a quanto verranno vendute. In attesa del prototipo finale che verrà lanciato sul mercato, ricordiamo che sono diverse le iniziative che cercano di ridurre la quantità di rifiuti nelle acque: dalla plastica trasformata in abito da sera alle confezioni di birra che diventano cibo per i pesci, tante idee buone per gli animali e per l’ambiente.

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