Khaled bin Alwaleed: chi è il principe vegano della porta accanto

Determinazione e risorse finanziarie illimitate: nel sangue del 38enne erede della dinastia Saudita non scorre solo sangue blu, bensì verde come il cibo che ha imparato ad amare.

Non vi capiterà di aprire la porta dopo il suono del campanello e di trovarvelo davanti in cerca di un paio di cucchiai di zucchero, ma se succedesse non indovinereste mai di trovarvi al cospetto di un principe, di quelli veri. Khaled Bin Alwaleed Bin Talal Al Saud, 38 anni nato in California ma formatosi in Arabia Saudita sotto la guida del padre, Al-Waleed bin Talal bin Abdulaziz al Saud, fa parte della Dinastia Saudita ma rappresenta in tutto e per tutto la nuova generazione: niente formalismi e tradizione ma la consapevolezza di una fortuna incredibile da mettere a frutto nel migliore dei modi possibili. E’ CEO della KBW Ventures, azienda nata con lo scopo di investire in progetti green e sostenibili. Lo slogan dell’azienda di Khaled? “Investiamo in chi ci guida verso il futuro”.

Il principe ranocchio si trasforma dopo aver mangiato una mela

Khaled in una immagine comparata postata da lui stesso sul proprio profilo Instagram; prima e dopo aver adottato un’alimentazione vegana

Sempre in tema di favole, quella di Khaled e della sua scelta alimentare vegana, intreccia due fiabe ben conosciute. E’ lui stesso a raccontare in molte interviste che il detonatore della sua decisione è stata la salute: “Avevo la pressione alta e il colesterolo alle stelle, il dottore mi disse che avrei dovuto prendere pillole su pillole per il resto della mia vita, ma informandomi avevo capito che potevo fare una scelta migliore e così, un paio di anni fa, decisi di cambiare stile di vita scegliendo un’alimentazione 100% vegetale”. In pochi mesi Khaled perde quasi 30 chilogrammi trasformandosi completamente anche grazie all’attività fisica. Il mentore di questo cambiamento è il dottor Michael Greger, che forse molti di voi conoscono come volto del sito Nutriction Facts o come protagonista di alcune interviste nei documentari sul tema, fra i quali What the Health. Il principe, allora trentaseienne, non solo cambia vita ma decide che anche la sua famiglia è pronta per questo passo e fa in modo che Greger e il padre multimiliardario si incontrino. Risultato? Secondo Khaled il padre e la madre, ora, sono entrambi vegani.

L’amore per gli animali

Quello che stiamo facendo agli animali è indicibile, malvagio ed ignorante

Dando un’occhiata al profilo Instagram del principe quello che potremmo pensare è di trovarci di fronte ad un carosello di foto di un qualsiasi ragazzo amante della tecnologia, dello sport ma soprattutto di un accanito attivista animalista. Khaled su questo aspetto della sua scelta è molto chiaro.

Quello che voglio fare con i miei mezzi è di spostare l’avidità dell’economia lontano dal modello di investimento attuale, far comprendere che per fare soldi non è necessario investire negli allevamenti e nella carne. Puoi essere avido quanto cavolo di pare ma è necessario che la si pianti di vedere gli animali come assegni bancari, come oggetti. Il futuro, anche dell’economia è davvero altrove.

Secondo il principe che sta investendo davvero ingenti risorse nella divulgazione del pensiero animalista e vegano, il futuro è chiarissimo e non è di certo necessario avere una sfera di cristallo per vederlo: “Fra 5 o 7 anni il mondo sarà cambiato, lo si vede già ora – spiega – se persone come Bill Gates o sir Richard Branson, investono in start up come Memphis Meat o Beyon Meat, il percorso è tracciato. Ci sarà un impatto negativo fortissimo sul mercato della carne. Si potrà dare alla gente quello che vuole ma senza implicare la sofferenza brutale e inutile degli animali”.

Khaled bin Alwaleed vegano

Khaled in una foto tratta da suo profilo Instagram

L’attivismo “pratico”

Il principe è determinato: il suo è un approccio interessante e molto pratico. Date le immense risorse finanziarie a sua disposizione e il supporto nelle scelte aziendali da parte del padre (suo mentore e guida, come lui stesso spiega), Khaled ha deciso di puntare sui fatti. “Non sono mai stato molto interessato al mondo delle banche e degli investimenti – racconta- ma quello che amo è mettere la mia testa e la mia volontà in opera su progetti che abbiano davvero un effetto sul mondo“. Con le sue magliette sportive, le sue sneakers e le cuffie nelle orecchie, Khaled dice di non avere come obiettivo quello di essere l’uomo più ricco del mondo (il padre, infondo, è solo al 57esimo posto in classifica) ma di “lasciare questo mondo meglio di come lo ha trovato quando ci è arrivato”.

Khaled in una foto con il padre, l’imprenditore multimiliardario saudita al-Walīd bin Ṭalāl

Gli investimenti e il nuovo ufficio vegano

Nel frattempo ovunque vada, in qualsiasi meeting venga invitato, durante le interviste che si succedono veloci, mentre viaggia o  mentre parla con gli amici, il chiodo fisso di Khaled (oltre la tecnologia, dato che si definisce “un nerd”) è il veganismo e ogni occasione diventa un palco per promuoverlo. Intanto l’imprenditore è già proprietario del primo ristorante vegano del Medio Oriente, il “Plant Cafe”, aperto nel dicembre 2016 con la collaborazione del team del Matthew Kenney Cuisine, un importante marchio internazionale che si occupa di cucina vagana ad altissimi livelli ed è promotore e finanziatore della diffusione di decine di nuove sedi dell’acquario virtuale inventato dalla National Geographic. Pochi giorni fa sul suo profilo Instagram il principe ha mostrato in anteprima alcuni dei nuovi uffici completamente green della sua azienda, la KBW: interni ecosostenibili, nonchè mobili e accessori totalmente vegan (comprese le poltrone in finta pelle). Ma Khaled non si ferma e da poco ha annunciato che il suo obiettivo è aprire almeno 10 nuovi ristoranti vegani entro il 2020. Infine, i suoi investimenti nelle aziende che lavorano al futuro della “clean meat” ossia la carne prodotta in laboratorio e senza animali, non sono noti, ma è chiaro che anche lì principe ci ha già messo e ci metterà sempre di più lo zampino.

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