Richard Branson: “Fra 30 anni non servirà più uccidere animali”

Aggirare un desiderio, quello di mangiare carne, pur cercando una soluzione ai gravi problemi che l’allevamento comporta: ecco la formula del magnate britannico

branson carne

E’ dal 2014 che Richard Branson, fondatore del gruppo Virgin e patron della Cargill, una delle più grandi aziende che producono cibo a livello mondiale, ha abbandonato il consumo di carne. Il collegamento fra la bistecca e i danni irreparabili all’ambiente (per non parlare di quelli agli animali) è diventato evidente agli occhi del magnate britannico grazie alle parole di una certa Christina, operatrice della associazione di James Cameron regista anch’egli sostenitore della scelta vegana.

Branson non si è limitato a cambiare menu ma, essendo uno degli uomini più ricchi del mondo, ha deciso di investire ben 17 milioni di dollari in una start up di San Francisco, la Memphis Meat di San Francisco che ha come obiettivo la produzione di carne sintetica a base vegetale e che ha già iniziato a produrre carne di anatra e pollo per testare la reazione degli americani. Proprio loro, gli americani ossessionati dalle proteine: ne consumano circa 100 grammi al giorno di cui 3/4 sono di origine animale. Ma Branson non ci sta e sapendo che è proprio l’allevamento una delle cause principali dell’inquinamento del nostro pianeta, ha calato l’asso, o meglio ha aperto il portafogli, accompagnando il tutto con una profezia:

” I believe that in 30 years or so we will no longer need to kill any animals and that all meat will either be clean or plant-based, taste the same and also be much healthier for everyone.”

Credo davvero che in circa 30 anni non avremo più bisogno di uccidere nessun animale e che tutta la carne sarà anche creata in modo pulito o a base vegetale, avrà lo stesso gusto e sarà, inoltre anche più sana per tutti.

La questione quindi qui è di aggirare un desiderio, come ha spiegato Uma Valeti, una delle fondatrici di Memphis Meat: “La gente ama mangiare la carne, fa parte di molte tradizioni culinarie e abitudini, il problema è che il modo in cui viene prodotta crea un grave danno sia all’ambiente, che al benessere degli animali nonché alla salute umana, e si tratta di un problema che tutti vogliamo risolvere”.

In Italia i dati del 2016 presentati dal Rapporto Coop (basato su dati FAO), spiega che i nostri concittadini consumano circa 210 grammi di carne al giorno, pari a circa un chilo e mezzo alla settimana, (quando le direttive AIRC, che riprendono quelle del World Cancer Research Fund consigliano non più di 500 grammi, da cotta, la settimana), ancora all’orizzonte non si vedono aziende che stiano lavorando alacremente al business della carne sintetica, anche se iniziano a profilarsi invece ai confini, i preparati a base di insetti, comparsi sotto forma di burger in una grande catena di supermercati italiana in Svizzera.

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