Il Papa regala il circo ai bisognosi, Enpa: “Luogo di sofferenza e sfruttamento”

Oggi, in occasione della “giornata al circo”, il Pontefice ha regalato uno spettacolo ai bisognosi, ma Enpa non ci sta.

papa francesco circo

Oggi, in occasione della “giornata al circo”, Papa Francesco regalerà, attraverso l’Elemosina Apostolica, la partecipazione a uno spettacolo circense gratuito a più di 2 mila persone tra senza tetto, profughi, detenuti, famiglie in difficoltà e volontari. Lo spettacolo, che si terrà oggi pomeriggio (11 gennaio 2018) al Circo di Medrano, terminerà con una “cena al sacco” offerta a tutti i partecipanti. “La gente che fa spettacolo nel circo crea bellezza, sono creatori di bellezza. E questo fa bene all’anima. Quanto bisogno abbiamo di bellezza!”: così il Pontefice – che già aveva più volte manifestato il proprio sostegno e incoraggiamento al mondo circense – si è rivolto a coloro che fanno degli spettacoli sotto un tendone il proprio mestiere, durante un’Udienza Generale tenutasi di recente.

L’iniziativa di Papa Francesco, però, non ha trovato il consenso delle associazioni animaliste e in particolare di Enpa, che attraverso il presidente Carla Rocchi ha ribadito come il circo sia “un luogo di sofferenza in cui altre creature vengono sfruttate”. Un appello, quello dell’associazione, che si rivolge direttamente al Pontefice e nel quale si sottolinea come – nonostante l’insegnamento della Chiesa sia quello del miglioramento dei propri comportamenti e del proprio spirito – sia comunque riservata una costante “attenzione ai circensi pure essendo note le condizioni di disagio, dovute alla innaturale condizione di detenzione e allo sfruttamento, quando non al maltrattamento – e comunque diseducative – in cui gli animali vengono costretti ad esibirsi”.

“La stragrande maggioranza delle persone e dei fedeli – prosegue Rocchi – ritengono che l’amore per gli animali non debba essere sacrificato all’amore per il prossimo, ma al contrario faccia parte di un armonioso sentire, come oltre sette secoli fa insegnava al mondo il Santo di cui Ella ha scelto di portare il nome”. La richiesta dell’associazione è dunque quella di non dimenticare “i nostri fratelli più piccoli” e che il Pontefice “abbia anche per queste creature la pietas che San Francesco propose al mondo in tempi ben più bui di quelli attuali”.

 

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