Il Papa accarezza la tigre del circo: “Sapete far nascere il sorriso nei bimbi”

Un gesto ed un messaggio che sono in contraddizione con la posizione di molti etologi, psicologi ed esperti di pedagogia

Papa tigre

In occasione del giubileo dello spettacolo itinerante tenutosi a Roma, Papa Francesco ha avuto la possibilità di accarezzare una giovane tigre femmina e un cucciolo di pantera, debitamente tenuti a bada. “Sapete far nascere il sorriso di un bambino, illuminare lo sguardo di una persona sola, rendere gli uomini più vicini gli uni agli altri, e anche potete spaventare il Papa nel carezzare, ma siete potenti, eh?”.

In più di settemila, gli artisti di strada e del circo hanno ricevuto parole di incoraggiamento dal pontefice: “Seminate bellezza e allegria in un mondo cupo e triste.Vi incoraggio ad essere sempre accoglienti verso i piccoli e i bisognosi; ad offrire parole e gesti di consolazione a chi è chiuso in sé stesso. Potete essere – ha continuato il Papa – comunità cristiana itinerante, testimoni di Cristo che è sempre in cammino per incontrare anche i più lontani”. Immediatamente si è svolta una protesta Animalisti Italiani Onlus che sono riusciti a mostrare i loro cartelli di protesta. Il presidente dell’associazione Walter Caporale è stato denunciato e il gruppo è stato allontanato. Sulla pagina Facebook l’associazione ha esposto il suo disappunto: “Abbiamo scritto al Papa 13 volte. Gli abbiamo inviato tre video sui maltrattamenti degli animali nei circhi; gli abbiamo chiesto un incontro; una lettera siamo persino riusciti a consegnarla – scortati dalla Polizia – a mano, al Segretario Particolare del Papa: gliela consegnai io personalmente. Ecco oggi la risposta: “Con il vostro girovagare portate l’amore nel mondo. Voi siete portatori del bello e simbolo della festa, grazie”. Papa Francesco ai circensi arrivati da tutto il mondo al Vaticano ricevuti con tutti gli onori !! Non una sola parola sulle sofferenze degli Animali. Che vergogna!

Papa Francesco Tigre

Nel 2015 la Peta aveva eletto Papa Francesco come personaggio dell’anno. “Nell’enciclica Laudato si’, il Papa – ha sottolineato la Peta – ha parlato dell’importanza di trattare gli animali con bontà e ha scritto: ‘Ogni atto di crudeltà verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana‘ e, ancora, ‘Dobbiamo rifiutare l’idea che l’essere stati creati a immagine di Dio, e dato il dominio sulla Terra, possa giustificare la dominazione assoluta dell’uomo su tutte le altre creature’”

In Italia, però, il mondo del circo è in crisi e sono moltissime le richieste di chiudere tutte le attività che prevedano lo sfruttamento degli animali. Anche la posizione di alcuni etologi e psicologi italiani sul tema è molto chiara: gli spettacoli con animali non hanno nulla di educativo. Pochi giorni fa, ai microfoni di Vegolosi.it, l’etologo Roberto Marchesini, in riferimento alla triste vicenda del gorilla Harambe nello zoo di Cincinnati ha dichiarato: “Non hanno nessun valore educativo, la natura è una relazione ecologica, è la relazione fra l’animale e il suo ambiente, se distruggiamo l’animale e ne cancelliamo l’identità, dove sta l’educazione? Lo zoo è una raccolta di immagini viventi, senza connessione. Gli animali soffrono di depressione, i grandi carnivori dormono praticamente sempre, altri animali soffrono di nevrosi e comportamenti stereotipati, questa non è la natura.”

Circo animaliAnche la psicologa Annamaria Manzoni nel suo libro “In direzione contraria” parla dei circhi e delle manifestazioni con animali definendoli “anacronismi culturali”. Nel 2007 fu propio lei a promuovere un documento ufficiale, sottoscritto da oltre seicento psicologi, che sottolineava le valenze antipedagogiche degli spettacoli con animali (come circhi, sagre e zoo). Secondo la Manzoni infatti: “Le manifestazioni culturali con l’uso di animali […] educano il bambino a non riconoscere lo stato d’animo dell’animale che ha davanti, a disconoscere i suoi segnali di sofferenza, a reagire con gioia  e divertimento al suo disagio”. Ma non solo, continua la psicologa lombarda “si crea un processo di negazione che induce, appunto, a negare quello che si vede, ossia la sofferenza animale”.

Anche l’ex psicanalista Jeffrey Masson ha trattato il tema del nostro rapporto con la prigionia degli animali: “Gli animali – scrive in “Le bestie siamo noi” – sono nostri prigionieri inconsapevoli del dolore che abbiamo causato loro. Siamo ignoranti o solo indifferenti?”.

 

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