Galbusera dice basta alle uova da galline allevate in gabbia

Galbusera annuncia una novità nel suo “Percorso salute” che diventa un messaggio chiaro anche per altre aziende che dovranno tenere il passo

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“Selezioniamo solo fornitori che ci garantiscono uova ottenute esclusivamente da galline “allevate a terra”. Perché gli allevamenti a terra offrono alle galline uno spazio più ampio e confortevole”: così Galbusera, azienda nata in un caffè pasticceria a Morbegno, Valtellina, nel 1938, racconta la sua recente decisione di eliminare dalla sua produzione uova ottenute da galline in gabbia, decisione stimolata e supportata dal dialogo con Animal Equality.

“Questo annuncio – spiega l’associazione animalista – arrivato dopo diversi mesi di dialogo con Animal Equality, avrà un impatto diretto su centinaia di migliaia di galline ovaiole. Eliminare le gabbie non significa di certo eliminare tutta la crudeltà, ma è il primo passo verso la costruzione di una società più empatica e cosciente”. Piccoli passi che in verità per aziende così grandi si tramutano in passi enormi che hanno a che vedere con la scelta dei fornitori e i sistemi di produzione, decisioni che comportano mesi di lavoro e di riorganizzazione ma anche un impatto diretto sulla scelta degli stessi allevatori.

Ma è davvero sufficiente? Certamente, come spiega Animal Equality: “Le aziende hanno il potere di influenzare il mercato: per questo Animal Equality ha aperto un dialogo con loro. Speriamo che anche altre aziende, come Bauli e Colussi, si decidano a fare la propria parte per aiutare le galline ovaiole” ma la cosa migliore rimane scegliere prodotti vegani, dove le uova proprio non ci sono. La battaglia è in corso, per esempio, con la catena di supermercati Eurospin che nonostante pressioni, proteste, manifestazioni e i numerosi incontri con l’associazione internazionale presieduta da Matteo Cupi, pare non si decida a muovere questo passo.

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