Futuro medico vegano: “Sulla nutrizione, in Italia, siamo indietro di 50 anni”

Giandomenico Giannetto, studente di medicina vegano, ci ha raccontato il suo punto di vista riguardo al suo corso di studi

Giandomenico Giannetto medico vegano

Che cosa pensa uno studente di medicina vegano del proprio corso di studi? Quanto è lontano ciò che viene insegnato dalle evidenze scientifiche sulle diete a base vegetale? Lo abbiamo chiesto a Giandomenico Giannetto, studente di medicina siciliano trapiantato a Milano: ecco cosa ci ha raccontato.

Partiamo dall’inizio: che cosa hai studiato?

Sono uno studente di medicina ormai prossimo alla laurea. Avrei voluto diventare nutrizionista, ma nel nostro paese il corso di studi in Scienze dell’Alimentazione non consente di specializzarsi sulle diete a base vegetale. Ho scelto quindi di diventare agopuntore, ma di seguire anche un master in Alimentazione e Dietetica vegetariana che si tiene all’Università Politecnica delle Marche. In questo modo, diventerò agopuntore esperto in alimentazione vegetale.

Da quanto tempo sei vegano e perché lo sei diventato?

Sono vegano dal 2016 e inizialmente le motivazioni erano quasi del tutto legate alla salute, anche se poi sono subentrate quelle etiche e ambientali. Devo ammettere di essere stato sempre un grande mangiatore di carne ma, ovviamente anche grazie al corso di studi che ho frequentato, piano piano ho iniziato a interessarmi sempre di più alla correlazione tra ciò che mangiamo e il nostro stato di salute. In particolare, con la lettura di alcuni volumi come “The China Study” e altri è cresciuto il mio interesse per le diete a base vegetale e per gli studi compiuti in America, dove – forse anche per lo stile di vita della popolazione – la tendenza dei medici a consigliare diete “pulite” è maggiore rispetto ad altri paesi. Quello che è certo è che ho dovuto documentarmi in autonomia, perché il mio corso di studi non mi ha fornito le informazioni che cercavo.

Si parla poco, dunque, dei benefici delle diete “veg” agli studenti di medicina italiani?

Premesso che, in 6 anni di corso, le ore totali dedicate allo studio della nutrizione sono state solamente 4, è normale che lo spazio dedicato alle diete a base vegetale sia inesistente. Tutte le informazioni che ci sono state date sulla nutrizione riguardavano la dieta onnivora, con un’impostazione obsoleta risalente ormai a una cinquantina di anni fa. Certo, non sono mancati gli accenni alla necessità di consumare meno proteine animali – specialmente in età pediatrica – ma, onestamente, non è mai passato il messaggio che un vegano possa essere una persona in salute. Insomma, c’è una discrepanza enorme tra quello che viene insegnato all’università e le evidenze scientifiche aggiornate sulle diete vegetali. Personalmente non ho percepito la voglia di aggiornamento: il sistema è orientato su una strada, da sempre, che pare difficilissimo abbandonare.

Sei soddisfatto, nel complesso, di quello che ti è stato insegnato nel tuo corso di studi?

Per quanto riguarda l’alimentazione no, ovviamente. Il problema è che non sono soddisfatto alla luce di quanto ho appreso autonomamente, leggendo e informandomi al di fuori del contesto universitario. Se mi fossi attenuto semplicemente a quanto detto in aula, probabilmente lo sarei.

Dunque tu hai condiviso il tuo bagaglio di conoscenze “fai da te” con i tuoi compagni di corso? Se sì, qual è stata la loro reazione?

In generale posso dire di aver tentato più volte uno scambio di informazioni con i miei colleghi, ma senza successo. Quasi nessuno dei miei compagni ha voluto considerare valide informazioni che non provenissero dai nostri professori, nonostante avessi fornito loro tutte le fonti necessarie per avvalorare la mia tesi sulla bontà delle diete vegetali per il nostro organismo. Soltanto alcuni hanno accolto positivamente il mio punto di vista, ma sempre con estremo scetticismo quando si parli di diete “veg” in età pediatrica.

Il tuo obiettivo in quanto futuro medico vegano?

Una volta laureato vorrei soprattutto andare nelle scuole per tenere corsi sull’alimentazione vegetale, oppure mi piacerebbe aiutare le persone a fare la spesa in modo consapevole. Quello che è certo, in ogni caso, è che il mio consiglio da medico sarà quello di ridurre il più possibile le proteine di origine animale.

 

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