Eurispes 2019: aumentano i vegani, “Abitudini alimentari consolidate”

In calo i vegetariani rispetto allo scorso anno, ma i vegani aumentano di un punto percentuale; sono le donne, in particolare, a trainare la popolazione verso la scelta “veg”


I dati Eurispes 2019 parlano chiaro: la dieta vegetariana e vegana sono considerate a tutti gli effetti abitudini alimentari consolidate e ben radicate nel nostro paese, tanto da essere state anche oggetto di due proposte di legge presentate alla Camera e al Senato per tutelare questo tipo di alimentazione. Ma non è tutto: dalla panoramica realizzata da Eurispes, che “racconta” l’Italia dal 1982, emerge anche che il numero di vegani nel nostro paese sta aumentando. Sebbene il 5,4% degli italiani si dichiari oggi vegetariano (con un calo rispetto al 2018 dello 0,8% e un “abbandono” in favore di un ritorno alla dieta onnivora), il numero dei vegani è in aumento di un punto percentuale: dallo 0,9% dello scorso anno all’1,9% di oggi.

Vegetariani e vegani in Italia: le donne fanno da traino

Nel complesso il numero di vegetariani e vegani nel nostro paese si aggira attorno al 7,3%, un dato che, nonostante le normali oscillazioni annuali, si conferma stabile negli ultimi sei anni. In Italia il mondo “veg” è prevalentemente femminile: il 5,8% è vegetariano contro il 5% degli uomini, il 2,8% è vegano contro l’1,1% degli uomini.
Si riscontra inoltre una grande differenza nell’età della popolazione vegetariana e vegana rispetto al 2018: se fino a un anno fa le diete a base vegetale erano appannaggio quasi esclusivo dei cosiddetti “millennials” – i giovani nati fra i primi anni ottanta e il duemila – nel 2018 i 25-34enni vegetariani sono diminuiti dall’8,8% al 3,6%.

eurispes 2019

Quali sono, però, le motivazioni che si nascondono dietro a queste scelte alimentari? Per il 25,1% si tratta di una vera e propria filosofia di vita e prevalgono le persone che dichiarano di mangiare “veg” per ragioni di salute (30,1%), mentre per quasi 2 italiani su 10 (19,3%) si tratta di una scelta etica; solo il 3,6%, invece, dichiara di averlo fatto per tutelare l’ambiente.

Italia: è boom dei “cibi speciali”, anche senza intolleranze

Altro dato interessante è l’attenzione che gli italiani riservano ai cosiddetti “cibi speciali”, quelli cioè pensati per chi soffra di allergie o intolleranze, senza però che queste ci siano davvero, anche qui, il “primato” è riservato alle donne. Un italiano su quattro (19,3%) compra prodotti senza glutine, ma solo al 6,4% è stata diagnosticata un’intolleranza, mentre il 12,9% li assume consapevolmente senza essere intollerante.
Il 18,6% compra prodotti senza lievito ma solo il 4,6% è stato effettivamente riconosciuto intollerante, a differenza del 14% che ammette di non esserlo. Lo stesso vale per i prodotti senza lattosio: un quarto dei consumatori (26%) li acquista ma solo l’8,5% lo fa in seguito ad una diagnosi di intolleranza.

Italiani e animali: è amore senza fine

eurispes 2019 animali

Oltre ai dati su vegetariani e vegani, risultano particolarmente degni di nota anche quelli che riguardano gli animali domestici: a quanto pare, tra gli italiani è sempre più diffuso un sentimento animal-friendly tanto che molte famiglie accolgono animali, considerandoli come amici o addirittura figli. In particolare, un terzo della popolazione italiana accoglie almeno un animale domestico (33,6%), con un incremento dell’1,1% rispetto al 2018 (32,4%) ma, in particolare, crescono le famiglie che accolgono due, tre o più animali. Nella maggior parte dei casi, si tratta di cani (40,6%) e gatti (30,3%), ma non mancano uccelli, pesci e tartarughe oltre che animali esotici.

Il dato incoraggiante riguarda il sentimento nei confronti dei “pet”: il 76,8% degli italiani considera i propri animali membri effettivi della famiglia; 6 persone su 10 li ritengono i loro migliori amici (60%), quasi un terzo veri e propri figli (32,9%) mentre soltanto il 20,5% considera un impegno gravoso tenere in casa un animale.

L’indagine campionaria, come spiega Eurispes, è stata realizzata su un campione stratificato in base alla distribuzione della popolazione per sesso, classe d’età ed area geografica risultante dai dati dell’ultimo Censimento Istat. La rilevazione è stata realizzata tramite la somministrazione face to face di un questionario semistrutturato ad alternative fisse predeterminate, composto da domande a risposta chiusa o semichiusa. I questionari compilati e analizzati sono stati complessivamente 1.132. La somministrazione del questionario, la raccolta e l’elaborazione dei dati è avvenuta nel periodo dicembre 2018-gennaio 2019.

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