Onnivori e vegani a tavola insieme: lo “scontro” Brunaccioni-Avoledo

Il dibattito è stato intelligente e non urlato ma certamente a favore dell’atleta che con argomentazioni semplici ha spiegato la scelta vegana senza difficoltà.

Costruire insieme un tavolo per poter poi dialogare e mangiare insieme. Due visioni del mondo molto diverse. E’ stata la testata Liberi Tutti di Corriere della Sera a mettere in scena questo incontro-intervista fra il biologo e nutrizionista Luca Voledo, autore del libro “No vegan” e il body builder ed atleta vegano Massimo Brunaccioni.

Anticipiamo che l’incontro si conclude con una merenda a base di torta 100% vegetale e con una valutazione generale di massima: vegani e “onnivori” possono andare d’accordo se il dialogo è costruttivo e intelligente ma è innegabile che è stato Massimo Brunaccioni a condurre la discussione, rendendo le argomentazioni di Luca Avoledo, poco ficcanti. Insomma essere vegani si può senza problemi e l’unico punto sollevato, giustamente, dal nutrizionista, è essere molto chiari sull’integrazione necessaria (quella della vitamina B12) e sul fatto che è necessario mangiare in modo vario ed equilibrato.
Anche Avoledo conferma: “Il titolo del libro è volutamente provocatorio ma in troppi si sono fermati a quello senza andare oltre, è chiaro che un’alimentazione sana è plant based”.

Avoledo-Brunaccioni

Il nutrizionista ha spiegato anche di essersi sorpreso molto degli attacchi violenti ricevuti sui social network “dai vegani”: “Trovo che sia una contraddizione quella di battersi per la vita e il suo rispetto e poi augurare la morte a chi non la pensa come te”, tema sul quale Brunaccioni ha chiaramente appoggiato Avoledo segnalando però che anche dall’altra parte, gli onnivori, non si comportano spesso molto meglio. Pari, palla al centro.

Serrato il confronto sul tema dell’alimentazione vegana nei bambini. Brunaccioni ha confermato che, qualora avrà un figlio quest’ultimo seguirà certamente un’alimentazione vegana: “Non riuscirei a cucinare qualcosa che io stesso non mangio, e poi se ritengo che la mia alimentazione sia corretta non vedo perché applicare altre regole per mio figlio”. Avoledo risponde: “Non trovo giusto imporre la propria alimentazione ai figli, la cosa migliore è dargli gli strumenti per decidere, poi sceglieranno da soli”. Argomemtazione “classica” che parte dal presupposto che l’alimentazione “giusta” sia quella onnivora e che quindi qualsiasi altra alimentazione sia una “deviazione” che viene imposta.
E’ chiaro che se la scelta culturale, alimentare e di vita dei genitori è vegana, questa verrà chiaramente trasmessa, come altre, ai propri figli. “Ci sono stati casi di gravi danni ai bambini causati dall’alimentazione vegana” incalza Avoledo. Ma Massimo Brunaccioni risponde: “Non si tratta di danni causati dall’alimentazione vegana, bensì da genitori non informati che improvvisano questa alimentazione che se ben calibrata è adatta a tutte le fasce d’età e lo conferma anche l’associazione scientifica sull’alimentazione più importante del mondo.” Dati che possono essere facilmente verificati. Inoltre sui danni dovuti all’alimentazione a base vegetale nei bambini,  le bufale in questi ultimi 5 anni si sono sprecate, mentre sempre carente è l’informazione sui casi di bambini obesi nel nostro paese che soffrono, per eccesso, di malnutrizione.

Sul tema dell’amore per gli animali Avoledo scivola vistosamente davanti alla domanda dell’atleta: “Scrivi nel tuo libro che ami gli animali, però li mangi”, ecco la risposta:”Trovo sia parziale occuparsi di animali solo quando si parla di bistecca, io faccio altre scelte per l’ambiente, tipo di riciclare quanto più possibile, di non sprecare il cibo, scelte che non prevedono però il mancato utilizzo delle risorse animali”. Una risposta che non si focalizza sulla domanda, bensì la evita.

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