Una legge per piatti vegani nelle mense obbligatori: si aspetta dal 2013

Menu vegani e vegetariani obbligatori nelle mense pubbliche italiane sono oggetto di proposte di legge da tempo: fra allarmi infomdati su multe di migliaia di euro e paure senza fondamenta

menu vegan mense pubbliche Italia

È dal 2013 che in Italia si discute sulla necessità di tutelare la scelta alimentare vegetariana e vegana ma, ad oggi, nessuna delle proposte di legge presentate alla Camera e al Senato sono state approvate. I media rilanciano in questi giorni la notizia della proposta di legge depositata alla Camera nel 2013 da Michela Brambilla, deputata di Forza Italia, che prevede multe dai 2.500 ai 18.000 euro per le mense – pubbliche, private e convenzionate – che non garantiscano opzioni vegetariane e vegane nei loro menu. Uno sforzo non dissimile da quello più recente, compiuto lo scorso aprile dalla senatrice Gabriella Giammanco, che ha presentato un disegno di legge volto a tutelare le persone vegetariane e vegane sotto diversi punti di vista; in questo caso, la violazione delle norme prevede l’applicazione di una “sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000 euro, nonché il provvedimento di sospensione della licenza di esercizio per la durata di trenta giorni lavorativi”.

La prima fu Monica Cirinnà

Ancora prima, un altro decreto di legge fu presentato nel marzo 2013 dalla Senatrice del Pd Monica Cirinnà, vegetariana da molti anni: 8 articoli nei quali si chiedeva la “tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana e il diritto dei cittadini e delle cittadine che le adottano ad un’alimentazione in linea con i propri principi etici”. Non solo, però, un’insalata mista o un piatto di pasta al pomodoro: l’idea alla base di questa proposta è quella di servire pasti completi, che “dovranno essere strutturati in modo da assicurare un apporto bilanciato di tutti i nutrienti, così come indicato dalla scienza ufficiale”.

Monica Cirinnà, ex Senatrice in quota PD

Piatti vegani nelle mense pubbliche: l’Italia fanalino di coda?

Nessuna di queste proposte, piuttosto simili tra loro nella sostanza, ha però trovato ancora l’approvazione necessaria per poter essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e diventare, così, norma di legge a tutti gli effetti. Per questo nelle singole regioni sono state avanzate mozioni per avvicinare maggiormente le mense pubbliche a una dieta plant based: è il caso della Toscana, dove tempo fa il Movimento 5 Stelle ha proposto una maggiore attenzione rispetto a quello che mangiamo, con la richiesta (tuttora non approvata) di istituire una dieta vegetariana nelle mense pubbliche almeno un giorno a settimana. A Torino, invece, secondo quanto deciso dal sindaco Chiara Appendino, un giorno al mese verrà servito un intero menu vegan a tutti i bambini nelle scuole.

Elvira Savino, rieletta del 2018 per la circoscrizione Puglia 2 per il proporzionale.

C’è chi gridava alla “galera” per i genitori vegani

Va ricordato, comunque, che le proposte di legge a tutela della scelta alimentare a base vegetale vanno in direzione contraria rispetto a quella della deputata di Forza Italia Elvira Savino, che un anno fa si schierava contro a questo tipo di alimentazione, proponendo di sanzionare chi “impone o adotta nei confronti di un minore degli anni 16, sottoposto alla sua responsabilità genitoriale o a lui affidato per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita sana ed equilibrata del minore stesso”.

Questo stato dei fatti rende la situazione italiana diversa da quella di altri paesi europei: in Portogallo, per esempio, già da tempo esiste una normativa che obbliga tutte le mense pubbliche a fornire un’alternativa “veg” mentre per quanto riguarda la situazione a livello istituzionale, in Germania – seguendo le direttive del Ministro dell’Ambiente Barbara Hendricks – da febbraio 2017 vengono serviti solo menu vegani agli eventi ufficiali. Fuori dall’Europa, inoltre, il dibattito sulla questione alimentare è sempre più acceso: in Argentina, per esempio, il lunedì il Governo, che ha sede nella Casa Rosada, mangia vegano mentre in 15 scuole della Grande Mela, in adesione al “meatless mondays”, ogni lunedì del mese gli studenti rinunciano completamente a carne e derivati.

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