Estate plastic free: il caso di Livigno

La località montana, come molti altri centri turistici, ha deciso di bandire la plastica monouso da rifugi, uffici pubblici, sagre e aree picnic per ridurre i rifiuti e sensibilizzare cittadini e turisti a consumi più consapevoli e meno impattanti

Provare a eliminare il problema “a monte”, letteralmente. Nell’estate delle spiagge plastic free, la guerra alla plastica monouso passa anche dalle località montane. Come a Livigno, che ha adottato la scorsa primavera un’ordinanza che vieta la commercializzazione e l’uso di oggetti in plastica usa e getta, dalle stoviglie alle cannucce fino alle bacchette dei palloncini per bambini, in rifugi, esercizi commerciali, uffici pubblici, piste ciclabili e aree picnic. Il provvedimento è molto simile ai numerosi che in questi mesi sono stati assunti da tante località turistiche per lo più balneari, da Rimini a Capri passando per Sperlonga e l’isola d’Elba. Molto più rari, invece, i casi in montagna. “Eppure, se vogliamo eliminare la plastica dai mari è proprio dalla montagna che dobbiamo partire perché è da qui che molta di quella plastica si riversa in mare attraverso i fiumi”, fa notare Federico Galli, consigliere comunale di Livigno, con delega ad Ambiente e Territorio, che ha seguito tutto l’iter dell’ordinanza plastic-free.

Il no alla plastica monouso

“L’ordinanza rappresenta il primo passo per andare verso una riduzione complessiva dei volumi di rifiuti di plastica”, prosegue Galli. “Un obiettivo, in una realtà come quella di Livigno lontana dai centri di smistamento dei rifiuti, che porterebbe a un risparmio importante”. Ma le ragioni economiche non sono le sole alla base del provvedimento, che mira soprattutto a sensibilizzare cittadini, commercianti e turisti sul tema della corretta gestione dei rifiuti e della loro riduzione. I primi riscontri sembrano positivi. Per ora, l’ordinanza è valida solamente nelle strutture comunali, uffici ma anche grandi poli di attrazione turistica come il centro benessere e di divertimenti Aquagranda, dove l’eliminazione degli oggetti in plastica usa e getta è stata ben accolta. “Anche i commercianti, per i quali l’ordinanza entrerà in vigore dal 1 ottobre, si stanno attrezzando, ma – spiega il consigliere comunale – sono già molti quelli che si sono messi in regola. Anche le associazioni che organizzano feste e sagre hanno preso a cuore la cosa”. Per ora, dunque, nessuna multa è stata elevata anche perché il Comune ha deciso di adottare una linea morbida, in questa prima fase, proprio per dare a tutti il tempo di adeguarsi. 

Meno plastica, più turisti

A Livigno il divieto di utilizzo di plastica usa e getta interessa, però, anche i privati cittadini e i turisti che, per esempio, non possono più introdurre oggetti in plastica monouso lungo la famosa pista ciclopedonale, un’altra delle attrazioni della località montana. Il divieto è stato accolto, anche in questo caso, senza troppi problemi. “Senza che ci siano state pressioni, c’è stata una grande adesione anche perché molti dei turisti che frequentano Livigno – rileva Galli – sono già sensibili e attenti al tema della plastica”. Motivo in più, per una località rinomata come quella lombarda, per spingere sulla sensibilizzazione anche in chiave di marketing territoriale, oltre che dal punto di vista strettamente ambientale ed economico. Fare della scelta no-plastic, cioè, una carta in più da giocarsi per attrarre turismo di qualità. Anche per questo Livigno intende dare seguito al provvedimento: “L’obiettivo per il prossimo anno è eliminare la plastica da tutti i sentieri di montagna, oltre che dal centro abitato. Sappiamo che l’applicazione non sarà facile, ma con la collaborazione degli operatori e dei turisti si può fare davvero un bellissimo lavoro. Intanto, già eliminare la plastica usa e getta dai punti di ristoro e dai rifugi rappresenta un traguardo significativo”. E poi, in vista ci sono le Olimpiadi invernali del 2026, che si svolgeranno anche a Livigno: “Uno dei temi al centro della manifestazione sarà proprio la sostenibilità – ricorda il consigliere –. In occasione di un appuntamento così importante puntiamo a presentarci come un’eccellenza, anche da questo punto di vista”.

Best practise 

Tra gli obiettivi, forse meno espliciti, del provvedimento, c’è infine la volontà di contribuire a dare un messaggio. Il passaparola, insomma. “In effetti, stiamo già rilevando l’interesse di altri enti locali a seguirci su questa strada – racconta Galli –. Per esempio, l’ente gestore degli acquedotti, che fa riferimento alla Provincia, sta lavorando alla possibilità di mettere a disposizione degli esercenti distributori d’acqua per limitare il consumo di quella in bottiglia. Personalmente, il mio sogno sarebbe arrivare a eliminare tutta la plastica, quantomeno quella inutile. Certamente, qualcosa andava fatto, nel tempo vedremo se i numeri relativi ai rifiuti ci daranno ragione. Intanto – conclude il consigliere – abbiamo lanciato un segnale che, speriamo, venga raccolto dai turisti e portato a casa come una buona pratica da diffondere”. 

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