Diventare vegetariani o vegani: l’esperienza di 6 giovanissimi

Scegliere di diventare vegetariani o vegani è un cambiamento importante, specialmente in giovane età. Quali motivazioni e speranze si nascondono dietro a questa scelta?

Ragazzi vegani

Diventare vegetariani o vegani è una scelta importante, specialmente se compiuta in giovanissima età. Quali sono le  motivazioni, i sogni e le speranze che si nascondono dietro a un cambiamento così significativo? La redazione di Vegolosi.it lo ha chiesto a sei ragazzi che, spinti da motivazioni esemplari, stanno provando a cambiare il mondo partendo da quello che hanno scelto di portare (e non portare più) in tavola. Ecco cosa ci hanno raccontato!

Anna, 16 anni, vegana da 1 anno

ragazza vegana

Anna ha 16 anni ed è vegana da quasi un anno, dopo due anni e mezzo trascorsi da vegetariana. La sua è stata una scelta etica, spinta dal rispetto nei confronti di ogni creatura vivente e dalla volontà di non creare morte e sofferenza. “Dopo questa decisione la mia vita non è cambiata molto, infatti a casa mangiavo già prevalentemente vegetariano, quindi è bastato sostituire i derivati animali con le alternative vegane”. Certo, il suo percorso verso questo tipo di alimentazione non è stato privo di ostacoli: “Inizialmente i miei genitori hanno cercato di dissuadermi, infatti a 12 anni ho chiesto loro di potermi avvicinare alla dieta vegetariana ma non me l’hanno permesso. Questo perché ne avevano parlato con la mia pediatra, che gli aveva severamente proibito di farmi eliminare carne e derivati dalla dieta, dato che riteneva che potesse solo farmi male”.

Solamente 2 anni dopo, a 14 anni, Anna è diventata vegetariana, grazie a una pediatra che non ha trovato niente da obiettare nella sua scelta. È stato il suo lavoro di volontaria presso la Fattoria Capre e Cavoli di Mesero, un rifugio per animali, a portarla però verso la svolta vegana. “Quando sono finita al pronto soccorso a causa di un malessere che avevo avuto (non legato all’alimentazione), ho incontrato ben due dottoresse che mi hanno ammonita, dicendo che durante l’adolescenza non è assolutamente praticabile questo tipo di dieta. I miei genitori, che non erano ancora ben informati, mi hanno quindi impedito di diventare vegana. Alcuni mesi dopo, però, mia mamma si è documentata e mi ha portato a fare una visita da un’altra dottoressa, che ci ha spiegato come la dieta vegana sia adatta a qualsiasi fascia d’età e da allora mia mamma mi ha supportata, tanto da essere diventata vegana anche lei”. Anna crede in un futuro senza allevamenti intensivi e sfruttamento animale: “Siamo in un periodo storico in cui c’è la possibilità di scegliere alternative vegane che ci permettono di vivere senza incorrere in alcun problema”.

La sua richiesta per la società è un’informazione più corretta: “Ci sono ancora tantissime persone che pensano che la dieta vegana sia dannosa, ma ci vorrebbe una maggior diffusione delle vere informazioni, come le linee guida per la pianificazione di diete vegetariane e vegane pubblicate sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, in modo da rassicurare le persone che questa dieta, se ben equilibrata, soddisfa i fabbisogni nutrizionali in qualsiasi fascia d’età. Inoltre, la società dovrebbe insegnare il rispetto per tutte le forme di vita“. Anna si augura, con la sua scelta, di poter essere di esempio per qualcun altro, in modo da sensibilizzare sempre persone e “creare un mondo più corretto, giusto e meno inquinato”.

Emanuele, 11 anni, vegetariano da 1 anno

bambino vegetariano

Emanuele, 11 anni, è vegetariano da 1 anno; la sua scelta è legata a motivi etici ed è stata appoggiata dai genitori fin da subito, anche grazie al fatto che la sorella più grande fosse già vegetariana. “Per la mia scelta mi è capitato di essere preso in giro da un mio compagno che mi chiamava ‘pecora’ ma io non mi sono offeso, perché capivo la sua ignoranza rispetto a chi è diverso da lui”. Emanuele spera in un futuro senza sfruttamento animale, anche se è consapevole che la strada è ancora lunga: “Bisognerebbe riuscire a far capire ancora a tanta gente che ignora il dolore animale, cosa invece provano gli animali quando vengono rinchiusi negli allevamenti o vengono uccisi”. L’idea di Emanuele è che sia necessario fare informazione anche a scuola, tramite l’intervento di esperti e specialisti, ma vorrebbe anche programmi televisivi o incontri pubblici dedicati. “Io spero che la mia decisione possa far diventare vegetariani o vegani alcuni miei amici o parenti e che loro possano fare da esempio per altri loro amici”.

Max, 19 anni, vegano da 1 anno

ragazzo vegano

Max è svedese, ha 19 anni ed è vegano da dicembre del 2016: lo è diventato grazie alla sua fidanzata anche lei vegana, e quello che inizialmente è stato solo un cambio di alimentazione è diventato poi motivo di approfondimento su temi importanti come l’impatto di quello che mangiamo sull’ambiente. La sua vita non è cambiata molto dopo questa scelta, anche perché preferisce non parlare della sua alimentazione, ma confessa di aver avuto un po’ di problemi con i genitori: “All’inizio mi hanno ostacolato, anche perché non capivano come  potessi rinunciare alla carne e ai suoi derivati, io che li avevo sempre amati molto. Parlando con loro con pazienza e impegno, però, alla fine sono riuscito a convincerli: oggi pensano che sia un po’ fastidioso cucinare piatti solo per me, a volte, ma riusciamo sempre a trovare un accordo”.

Sebbene non abbia mai cercato di convincere apertamente gli amici a seguirlo nella sua scelta, Max ha avuto un successo insperato: senza rendersene conto e con la sola forza del suo esempio, infatti, ha portato un’amica verso la scelta vegan e cruelty-free. “Non sarei diventato vegano se non credessi in un futuro senza sfruttamento animale e allevamenti intensivi. Vorrei che le persone si rendessero conto che la carne e le uova non nascono sugli alberi, ma che la loro produzione è frutto di sofferenza e morte. Mi piacerebbe che chiunque volesse comprare carne al supermercato, fosse costretto a macellare un animale personalmente: scommetto che tutti si renderebbero conto di quello che l’industria della carne nasconde”.

Gianluca, 16 anni, vegano da 4 anni

bambini vegani

Gianluca ha quasi 16 anni ed è vegano da 4: anche i suoi genitori, che gestiscono un ristorante di cucina vegan, lo sono e il passaggio a un’alimentazione 100% vegetale è stato per lui quasi una conseguenza naturale dello stare in famiglia. “La carne mi ha sempre fatto un po’ impressione e il pesce non mi è mai piaciuto. Poi ho visto dei video su internet nei quali venivano macellati degli animali e questo è stato il passo definitivo per cambiare alimentazione”. Da quando è vegano, Gianluca ha meno problemi di asma e sottolinea di essere cresciuto di parecchi centimetri dopo il cambio di alimentazione.

“I miei genitori sono vegani, ma mio zio dirige 10 allevamenti intensivi: ho visto come vivono i maiali lì dentro e questo mi fa quasi piangere. Molta gente, poi, ordina maialini piccolissimi da cuocere interi perché vogliono carne tenera e per me è un po’ come se mangiassero i miei cani. Vorrei che la gente capisse cosa significa mangiare carne o derivati, il mondo sarebbe sicuramente migliore“. Gianluca ha degli amici che lo sostengono nella sua scelta, anzi: da quando lui è vegano, molti di loro si sono avvicinati a un’alimentazione più sana e quando pranzano insieme, i piatti sono “veggy” per tutti. “È già un passo avanti. Noi vegani possiamo salvare il mondo, io ci credo davvero”.

Serena, 18 anni, vegana da 1 anno e mezzo

ragazza vegana

Serena ha 18 anni ed è vegana da circa un anno e mezzo. “Un giorno, per caso, mi è capitato di guardare un video di una youtuber vegana che spiegava le ragioni dietro la sua scelta. Nel frattempo ho conosciuto un amico vegano, il che mi ha aiutato a vedere questo tipo di alimentazione non più come un qualcosa da “hippie”, ma come una semplice scelta etica che chiunque può compiere. Ai tempi ero un’exchange student e non avevo la possibilità di cambiare immediatamente il mio tipo di alimentazione, per cui ho approfittato di quell’ultimo periodo da onnivora per informarmi il più possibile. Una volta tornata in Italia, ho messo in atto subito questo cambiamento”.

Dopo un periodo di smarrimento iniziale, Serena ha convinto anche i suo genitori della validità della propria scelta: “Inizialmente erano un po’ titubanti, ma abbiamo trovato dei compromessi (per esempio, all’inizio del mio percorso sono stata seguita da un nutrizionista, in modo da imparare come e cosa mangiare) e ora non è assolutamente un problema, anzi – ai miei genitori piace assaggiare il mio cibo e scoprire nuovi prodotti. Addirittura, visto che mia madre è intollerante al lattosio, spesso mi ruba il formaggio vegano!”.

Molte persone hanno tentato di dissuaderla dalla propria scelta, fuori dal contesto familiare ma “ormai ci ho fatto l’abitudine – dice – e sto imparando a liquidare il tutto con una battuta, perché mi sono resa conto che se la persona in questione non vuole sentir ragioni, è inutile provare a mettere in piedi un discorso”. Serena chiede alla società maggiore consapevolezza: “Se qualcuno vuole mangiare carne, pesce, uova o formaggio è libero di farlo, ma penso che dovrebbe essere conscio di tutta la crudeltà e lo spreco che c’è dietro a questo tipo di alimentazione. Nel mio piccolo, intanto, sto cercando di fare la differenza: mi auguro che il mio acquisto di un prodotto vegan di una marca non-vegan possa motivare le aziende a creare altri prodotti cruelty-free, ma anche che il mio presentare questo lifestyle in modo positivo possa spingere qualcun altro a ridurre anche di poco il proprio consumo di derivati animali”.

Erika, 21 anni, vegana da 3 anni

ragazza vegana

Erika ha 21 anni ed è vegana dal 2015, dopo due anni di alimentazione vegetariana. “Soltanto in prima superiore ho aperto gli occhi e ho preso coraggio, grazie ad una professoressa vegetariana che mi spiegò i motivi dietro la sua scelta. Il giorno dopo decisi che non avrei più nutrito il mio corpo con dei cadaveri, da lì in avanti. La scelta di eliminare anche i derivati arrivò naturalmente, quando realizzai il dolore che nascondono”.

La sua scelta di cambiare alimentazione è stata accolta con molta diffidenza dalla famiglia, specialmente all’inizio: nessuno la appoggiava e cercava di capire le sue motivazioni, tanto che credevano in un “capriccio” dettato dalla moda o da un senso di ribellione. “Con gli anni, fortunatamente, i miei genitori hanno iniziato a comprendere le mie motivazioni o almeno a rispettarle, e per me è già qualcosa di importante”. Negli anni Erika ha incontrato tantissime persone che hanno cercato di farle cambiare idea; “paradossalmente però, più cercavano di dissuadermi e più mi informavo per controbattere alle loro affermazioni, e questo rafforzava sempre più la mia scelta”.

“Per quanto utopistico, penso sia possibile un futuro in cui gli uomini non decidano di uccidere
solo per mangiare o torturare nei laboratori. Sicuramente ci vorrà tempo, e sarà un cambiamento graduale. Anche chi lottava per i diritti delle donne o delle persone di colore era considerato pazzo e visionario, eppure per noi oggi è impensabile e inaccettabile ciò che allora era la normalità”. Erika vorrebbe una società più attenta alla sensibilizzazione dei giovani su questo tema, anche per istruirli sugli effetti dannosi per la salute del consumo di carne e derivati. “Vorrei maggiore trasparenza su quello che accade negli allevamenti e nei laboratori di ricerca, per far sì che le persone possano scegliere consapevolmente senza nascondersi dietro alla giustificazione dell’ignoranza. La mia speranza è quella di poter essere una piccolissima parte di una grande presa di coscienza collettiva, per dimostrare che una vita senza carne e derivati non solo è possibile, ma è anche la scelta migliore per la nostra salute, per l’ambiente e per i nostri amici animali. Ogni piccola vittoria, ogni singola vita risparmiata dal macello, è un passo in più verso un mondo antispecista”.

Diventare vegetariani o vegani: intervista a 5 persone “comuni”

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