Carne vegana dai microrganismi del vulcano di Yellowstone

Servono risorse per sostituire le proteine animali: una start up crea una proteina “sostitutiva” partendo da microrganismi prelevati dal vulcano del parco nazionale di Yellowstone

vulcano yellowstone

Creare alimenti di origine vegetale in laboratorio partendo da un microrganismo proveniente da una sorgente vulcanica del Parco Nazionale di Yellowstone potrebbe essere il futuro: è ciò su cui sta lavorando la start up statunitense Sustainable Bioproducts, che di recente ha ottenuto un finanziamento di 33 milioni di dollari per compiere questa “missione”. Tra i finanziatori compaiono nomi del calibro di Bill Gates – fervente sostenitore di un futuro senza carne oltre che dell’azienda Beyond Meat, – ma anche l’imprenditore britannico Richard Branson, fondatore del Virgin Group, e la multinazionale francese Danone, che poco tempo fa ha iniziato a valutare l’idea di lanciare la sua prima linea di yogurt vegani per rispondere alle richieste di mercato.

Estremofili: i “super” microrganismi da cui tutto è partito

Il lavoro di Suistanable Bioproducts parte dall’impiego degli estremofili, ovvero microrganismi che sopravvivono e proliferano in condizioni ambientali proibitive per gli esseri umani, ad esempio in ambienti con temperature molto alte o molto basse. In particolare, dal momento che essi contengono tutti e 9 gli amminoacidi considerati essenziali per l’alimentazione umana – ma anche ferro, calcio, vitamina D e vitamina B12, come ha specificato Suistainable Bioproducts ai nostri microfoni – l’azienda li isola e poi li nutre con glicerina e amidi, in modo che si riproducano velocemente; gli stessi microrganismi quindi costituiranno la proteina che potrà essere usata in laboratorio non solo per ottenere “sostituti” della carne, ma probabilmente anche per preparazioni dolci o in bevande proteiche simili al latte.

“Questi microrganismi hanno imparato a essere estremamente efficienti nell’uso delle loro risorse – ha dichiarato Thomas Jonas, CEO dell’azienda – Sono molto importanti, specialmente in un momento in cui l’umanità utilizza già enormi quantità di risorse per sostenere il modello altamente inefficiente delle proteine animali”.

Questa tecnologia, sostengono gli esperti, potrà essere utilizzata sulla falsa riga di quella già impiegata per produrre carne in vitro partendo dalle cellule animali. “Abbiamo assistito a una crescita incredibile della domanda di nuove proteine negli ultimi anni e crediamo che Sustainable Bioproducts abbia la soluzione più convincente ed efficiente per soddisfare questa domanda – ha dichiarato Andrew Chung, fondatore dell’azienda –  Una richiesta che in futuro non verrà solo dall’Occidente, ma anche dai paesi in via di sviluppo, dove il bisogno di proteine diventerà sempre più stringente”.

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