Bruxelles: stop alla produzione di foie gras

Grazie all’intervento di PETA la “capitale d’Europa” ha vietato la produzione di fegato d’oca sul territorio, come altri paesi europei. E l’Italia?

Bruxelles dice “basta” alla produzione di foie gras. A riportare la notizia è l’associazione no-profit per la tutela dei diritti animali PETA, la quale tempo fa aveva scritto una lettera al Ministro belga per l’Agricoltura,Willy Borsusproprio per chiedere l’abolizione questa industria crudele. “La produzione di foie gras è illegale nel Regno Unito – si legge nella lettera – e in più di una dozzina di altri paesi europei tra cui Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi; sempre più paesi in tutto il mondo hanno bandito la pratica crudele dell’alimentazione forzata delle oche. È giunto il momento che anche il Belgio segua questo esempio.” Fortunatamente la risposta del ministro belga non si è fatta attendere e ha portato all’emanazione del divieto di produzione sul territorio. Ancora prima anche il Ministro del Welfare Animale belga aveva dichiarato: “La produzione di foie gras è una vera e propria tortura imposta alle anatre e non possiamo più tollerarla”

Un’attività crudele

foie gras

Solo sul territorio francese 44 milioni di anatre e oche ogni anno sono alimentate a forza con enormi razioni di cibo, inserite direttamente nello stomaco con un lungo tubo metallico: la pratica è detta “gavage”. Questo sistema ha come obiettivo l’ingrossamento innaturale del fegato di questi animali fino a 10 volte la sua dimensione normale: si tratta, in realtà di una vera malattia indotta, un’infiammazione del fegato chiamata lipidosi epatica. Infine, quando gli animali vengono macellati, i loro fegati sono venduti come prelibato e costosissimo foie gras.

Ma non è tutto: questi animali non sono solo costretti a sopportare il tormento di un’alimentazione continua e forzata, ma soffrono anche per la mancanza di libertà dovuta agli spazi angusti e squallidi in cui sono allevati: piccole gabbie singole che gli impediscono qualsiasi movimento al fine di favorire proprio, la lipidosi del fegato. Se a questo si aggiunge il fatto che nel momento in cui il fegato ha raggiunto la sua estensione massima, questo comprime i polmoni provocando anche gravi difficoltà respiratorie, capiamo bene perché la produzione di paté di fegato d’oca possa essere considerata una tra le più crudeli in assoluto.

C’è chi dice “no”: ma l’Italia?

Accanto a diversi paesi che hanno messo al bando questa pratica crudele, in Europa ancora quattro paesi producono foie gras: parliamo di Bulgaria, Francia, Ungheria e Spagna. Sul nostro territorio il foie gras non viene prodotto e alcune catene di supermercati come ConadEataly e Pam, si sono attivate per abolire la vendita di questo prodotto- sebbene con alcune riserve, dal momento che ogni punto vendita può decidere autonomamente – , ma si tratta comunque di iniziative isolate. Sono infatti tante le realtà in cui il patè di fegato d’oca continua ad essere venduto, simbolo anacronistico di lusso e opulenza. “I veterinari e gli esperti – spiega PETA – concordano sul fatto che non ci sia un modo “umano” per produrre il foie gras.” E gli animalisti invitano spesso i consumatori a boicottare questo prodotto: “Se lo vedete sugli scaffali dei supermercati o nei menu dei ristoranti, siete pregati di prendere provvedimenti, facendo presente ai venditori cosa si nasconda realmente dietro alla sua produzione.”

Foie gras, in Francia arrivano gli incentivi per la produzione

 

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