Rejuvelac: come fare una bevanda dai cereali

Sa di limonata ed è leggermente frizzante ma il rejuvelac non è solo dissetante! Con i suoi batteri benefici fa bene al nostro organismo: conosciamolo meglio

Il rejuvelac è una bevanda enzimatica fermentata a base di grano, rigenerante e ricostituente, che si può preparare anche con altri tipi di cereali come quinoa, miglio, avena, orzo, segale, riso. Il suo sapore rinfrescante ricorda vagamente quello della limonata ma leggermente gassata.

Dove nasce

L’inventrice del rejuvelac, Ann Wigmore, cittadina americana di origini lituane e pioniera del movimento di salute naturale, dedicò tutta la sua vita allo sviluppo e alla condivisione del potere dei cosiddetti Living Foods. Ricercatrice, insegnante e autrice di libri, fondò a Boston l'”Hyppocrate Healts Institute” (1961) e l'”Ann Wigmore Foundation” (1987), oltre all'”Ann Wigmore Natural Health Institute”, attivo a Porto Rico dal 1990.
Secondo il “Living Foods Lifestyle”, che fornisce le indicazioni nutritive per mantenersi in salute e in armonia con la natura, le malattie sono legate a due principali cause: la malnutrizione dell’organismo che non riceve abbastanza nutrienti dai cibi lavorati e cucinati e la presenza di veleni nel corpo, derivanti dal consumo di alimenti innaturali, raffinati, trattati e ricchi di pesticidi, così come da uno stato di stress o disagio emotivo.
I Living Foods quindi, essendo sani, nutrienti e facilmente digeribili, colmerebbero secondo Wigmore la prima lacuna, così come il Living Foods Lifestyle risolverebbe il secondo problema, perché se l’organismo non impiega tutta la sua energia per il processo digestivo, la conserva per altri più importanti compiti, quali l’eliminazione di tossine e la guarigione, fondamentali per la salute.

Perché fa bene

Energizzante e ricostituente, abbonda di vitamine del gruppo B, C ed E e contiene batteri benefici che aiutano a ripulire l’intestino e a mantenere il colon sano, nonché a eliminare dall’organismo le tossine nocive. Si tratta dunque di un drink naturale, rinfrescante e depurativo, che regola la digestione, combatte le infiammazioni di stomaco e intestino, risolve i problemi di costipazione e rafforza il sistema immunitario.

In particolare:

1 . Regola la digestione, perché aiuta a digerire il cibo a causa dell’alto contenuto di enzimi;
2 . Rafforza il sistema immunitario per proteggere l’organismo dalle malattie;
3 . Protegge dalle infiammazione del sistema digestivo e lenisce colite, gastrite e pesantezza allo stomaco.

Come si prepara in casa

Il procedimento è lo stesso qualsiasi cereale scegliate di utilizzare. Per prima cosa, mettete 100g di riso in un contenitore o brocca di vetro e lasciatelo in ammollo nell’acqua per 24 ore a temperatura ambiente ben chiuso con un panno pulito.

Buttate l’acqua e risciacquate il riso, scolatelo e chiudete di nuovo il contenitore con il panno. Per 2 giorni continuate a sciacquarlo mattino e sera fino a quando i chicchi saranno germogliati. Poi riempite il contenitore con 1 litro di acqua e lasciatelo riposare per 2/3 giorni, fino a che l’acqua prenderà un odore acidulo e quasi frizzante.

Togliete infine il riso germogliato e mettete il rejuvelac in frigorifero (la bevanda si mantiene una decina di giorni). I germogli possono essere usati massimo una seconda volta.

Utilizzi

Il rejuvelac non è solo una bevanda naturale autoprodotta dissetante, ma anche e soprattutto un perfetto starter per la preparazione del pane esseno, di formaggi vegetali a base di frutta secca e semi oleaginosi o come base per ottime salse. Basterà infatti frullare qualche cucchiaio di rejuvelac con le mandorle ammorbidite o il tofu o qualsiasi ingrediente vogliate usare per la vostra alternativa vegetale al formaggio.

Anche il riso germogliato non va buttato! A patto che la germinazione sia appena iniziata (per intenderci con un germoglio di 1 o 2 mm) il riso (soprattutto se integrale, il più benefico) può essere perfettamente cucinato come il classico riso. Il riso germogliato integrale infatti è del tutto simile al riso integrale classico e si cuoce allo stesso modo, ma essendo immerso per lungo tempo in acqua, i suoi nutrienti diventano più digeribili, il suo sapore è leggermente più dolce e non contiene grassi saturi.

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