Portulaca: l’erbaccia infestante ricca di Omega3

La portulaca oleracea è una pianta commestibile molto presente nei giardini e campi italiani: è ricchissima di omega 3 e potete usarla in tante ricette vegane, dalle insalate alle frittate senza uova.

Portulaca

Parliamo della portulaca oleracea, conosciuta anche come “erba grassa” o “porcellana comune”, molto presente nei giardini e nei campi italiani. Da un lato è considerata un’erba infestante, dall’altro è apprezzata per le sue proprietà benefiche e per i molteplici usi culinari. La portulaca è, infatti, una pianta selvatica commestibile. Scopriamo allora come usarla in cucina!

Proprietà 

La portulaca è il vegetale più ricco di acidi grassi omega 3, i grassi “buoni” per il nostro organismo che svolgono importanti funzioni a livello strutturale, per esempio nella composizione dei tessuti nervosi e delle membrane cellulari. Ciò lo rende un alimento utile per ridurre i livelli di colesterolo cattivo, è un anti infiammatorio naturale, aiuta lo sviluppo cerebrale, il rafforzamento del sistema immunitario e rallenta l’invecchiamento della pelle. Ha ottime quantità di potassio e di magnesio. Nella portulaca c’è anche una buona quantità di vitamina C.

Portulaca commestibile: ricette

La portulaca ha foglie e steli succosi, dal sapore simile a quello della rucola, e bei fiori colorati. In cucina possiamo utilizzare le foglie e i rami più teneri, questi ultimi usati prevalentemente crudi.

Ma come mangiare la portulaca? Cruda in aggiunta alle insalate oppure in estratti e centrifughe assieme ad altra frutta e verdura, cotta nelle zuppe e nelle minestre. È molto saporita anche in un semplicissimo piatto di pasta ripiena con panna vegetale, dove la portulaca diventa quasi l’ingrediente fondamentale: va tritata e aggiunta alla panna, prima di versare la pasta. Si può usare anche in una frittata senza uova o friggere in pastella o consumare cotta, come contorno, saltata in padella e condita solo con olio e limone.

E, a proposito di insalate, in Calabria è tipico mangiarla insieme a sedano e aceto. In altre zone dell’Italia, inoltre, le foglie e i rametti più teneri vengono conservati sotto aceto o in salamoia, per poi essere impiegati a proprio piacimento per antipasti e contorni. In Francia, invece, è molto diffuso il suo utilizzo nelle salse.

Pianta e coltivazione 

Esistono diverse varietà di portulaca, oltre alla oleracea, anche di tipo ornamentale, meno infestanti e perfette per abbellire giardini e terrazzi: i semi sono in vendita per pochi euro online, spesso nei grandi supermercati, nei vivai e nei negozi specializzati e vi regaleranno fiori molto colorati e davvero d’effetto.

Nessun problema, comunque, se non avete a disposizione un giardino: la portulaca si può coltivare anche su terrazzi e balconi, non avendo alcuna difficoltà col caldo e con le temperature più alte. Anzi, coltivarla all’aperto permette l’apertura completa dei fiori, che sbocciano al meglio solo in condizioni di elevata luminosità. Nelle aiuole le piante vanno poste a circa 30 centimetri di distanza l’una dall’altra, per permettere alla vegetazione di svilupparsi al meglio. La pianta richiede un terriccio molto sabbioso, mentre se si sceglie di coltivarla in vaso questo deve essere ben drenato (e vi si può aggiungere sabbia grossolana). La pianta va irrigata ogni due o tre giorni e concimata una volta a settimana con un concime solubile in acqua.

Dove si compra

Trattandosi di una pianta selvatica infestante, potete trovare facilmente la portulaca commestibile nei prati, negli orti e nei giardini di tutta Italia, anche perché si adatta bene a qualsiasi temperatura e condizione climatica. Proprio perché i prati e i giardini cittadini ne sono ricchi, ricordiamo che la portulaca non è una pianta tossica per cani e gatti: niente paura, dunque, se durante una passeggiata il vostro amico a quattro zampe ne dovesse assaggiare un po’! È molto più raro, invece, reperire questa pianta nei supermercati della grande distribuzione, mentre sopravvive spesso nelle piccole botteghe di fruttivendoli.

Storia

La storia della portulaca e i suoi usi ci fanno risalire molto indietro nel tempo: di origini probabilmente asiatiche, già nell’antico Egitto veniva usata come medicinale, mentre nel Medioevo è apparsa anche in tavola. Facciamo un salto in un’epoca ben più recente: nella prima metà del Novecento, nel Sud Italia la portulaca era tra gli ingredienti più usati dalla “cucina povera”. Inoltre, era considerata preziosa per le proprietà antiscorbutiche dagli equipaggi delle navi. Oggi la si ritrova diffusa in tutta la Penisola e anche nelle isole, praticamente a tutte le altitudini.

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