Erbe che diventano bevande: 5 che non conosci

Alcune fanno parte della storia dell’uomo, altre sono vere e proprie sorprese: ecco 5 erbe che diventano bevande eccezionali

CicoriaBere è una delle azioni essenziali per la nostra salute e fin dai tempi più antichi l’acqua ha avuto un ruolo centrale non solo nell’alimentazione ma anche nella cultura dei popoli. Con il passare del tempo gli esseri umano hanno cercato di rendere il gesto del bere qualcosa di più: bere insieme è diventato un gesto di condivisione, vicinanza e amicizia soprattutto con l’introduzione di nuove bevande come il tè ( la più diffusa al mondo dopo l’acqua), il caffè, la birra e il vino.

Sono moltissime però le bevande di origine vegetale e che ci raccontano di culture, paesi lontani e da conoscere. Vediamole insieme!

1 – Mate

yerba-mate

L’ erba Mate è originaria del Sud America, viene raccolta, fatta essiccare e poi sminuzzata (sia foglie che rametti). La parola “mate” significa “zucca” e si riferisce al recipiente in cui viene servita insieme alla caratteristica “bombillas“, una cannuccia in metallo con filtro che serve per sorbire la bevanda che viene gustata calda dopo essere stata infusa con acqua bollente. Si trova in commercio sia in foglie che in bustine (nel secondo caso, però, si consuma come un classico tè). SI consuma sia caldo che freddo. Contiene caffeina ed ha quindi proprietà stimolanti. In Argentina bere il mate è un rito quotidiano assimilabile a quello italiano del caffè.

2 – Issopo Anisato o anice menta

anice menta
Questa pianta aromatica perenne è originaria dell’America Settentrionale ma si trova coltivata anche in Cina e in Giappone. La pianta è rigogliosa e fiori e foglie vengono usate anche come decorazione. Il suo impiego in cucina è duplice: le foglie  ed i fiori sono commestibili e possono essere aggiunte alle insalate oppure infuse per creare una bevanda dal leggero sapore di liquirizia.


3 – Tequila

tequila
Si tratta di una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del frutto dell’agave blu pianta che è stata denominata patrimonio nazionale dal governo messicano che ne regolamenta, quindi, la coltivazione ed il commercio. La pianta fiorisce una sola volta durante il suo ciclo vitale ed il frutto necessita dagli otto ai dieci anni per arrivare a maturazione. La vera tequila deve contenere almeno il 51% di distillato di agave blu e la sua gradazione alcolica si aggira fra i 55 e i 60 gradi.

4 – Cicoria

Cicoria
Questa pianta viene coltivata almeno da 4 mila anni in Egitto, cresceva lungo le sponde del Nilo. Elisabetta , invece,  ne beveva il brodo come tonico. Si tratta di una pianta perenne originaria del bacino del Mediterraneo e dell’Asia Minore. Dalle radici si ottiene una bevanda detta “Caffè di cicoria” che non contiene e caffeina ed è molto meno costosa: per questo motivo anni fa la polvere di cicoria veniva mescolata al caffè (la miscela viene definita “Caffè Creolo). Furono per primi gli Olandesi nel 1600 a tostare e utilizzare le radici di questa pianta come base per una bevanda. Si trova in commercio facilmente proprio come preparato per il “caffè”.


5 – Erba gatta (Nepeta cataria)
Nepeta cataria

Pianta nota da almeno 2mila anni, veniva utilizzata infusa dai Romani come rimedio per raffreddore e mail di gola. Il suo profumo e il suo aspetto la fanno assomigliare molto alla pianta della menta. Viene definita “erba gatta” a causa dell’effetto euforizzante che ha sui mici poiché contiene nelle foglie e nelle radici il nepelattone un terpene surrogato dei feromoni del gatto. Si utilizza da sempre per infusi e tisane contro l’insonnia, lo stress e anche per lenire i dolori mestruali.

 

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