Bambini vegani e B12: la guida completa

La dottoressa Silvia Goggi, della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, passa in rassegna tutti gli aspetti fondamentali di una questione molto importante dal punto di vista nutrizionale. E non solamente per i bambini vegani

Vitamina b12 nei bambini vegani e vegetariani

La vitamina B12 è un nutriente fondamentale, soprattutto per chi segue un’alimentazione a base vegetale. Si tratta, infatti, dell’unico nutriente a non poter essere assunto attraverso i cibi vegetali. Che cosa comporta questo in una fase della vita delicata come quella della crescita? Quando e come anche i bambini devono integrare la B12? Cosa rischiano se non lo fanno? E, davvero, quello della B12 è un problema che riguarda solamente i bimbi vegani? Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sulla vitamina B12 per i bambini nella guida completa con i consigli di Silvia Goggi, medico e nutrizionista specializzata in alimentazione a base vegetale, membro della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

Che cos’è la vitamina B12

La vitamina B12 è un nutriente essenziale per l’organismo di tutti gli animali, uomo compreso, perché è indispensabile per la sintesi degli acidi nucleici e il metabolismo di proteine e lipidi. In natura viene prodotta esclusivamente da alcuni microrganismi, principalmente i batteri del terreno, mentre nessun animale è in grado di produrla. Le sue fonti dietetiche, cioè gli alimenti che contengono vitamina B12, sono rappresentate da cibi animali (grazie agli integratori che oggi vengono somministrati agli animali di allevamento) e dai cibi vegetali addizionati. Nessun cibo vegetale che non sia addizionato rappresenta, quindi, una fonte affidabile di vitamina B12 perché le piante non producono questa vitamina. Per questo, per chi segue un’alimentazione a base vegetale l’integrazione di vitamina B12 è necessaria in tutte le fasi della vita, dallo svezzamento all’età adulta.

In gravidanza e allattamento

L’unica fase di vita in cui, per il bambino vegano, non è necessario integrare la vitamina B12 è durante l’allattamento esclusivo al seno, a patto che la mamma integri correttamente la vitamina: in questo caso, infatti, la B12 passa nel latte materno e il bimbo l’assume dalla madre attraverso l’alimentazione. Per questo motivo, l’integrazione di B12 è particolarmente importante per la donna in gravidanza e durante l’allattamento, in quanto è lo stato della vitamina B12 della mamma a determinare gli apporti di vitamina al feto prima e al lattante poi. È, dunque, dovere del ginecologo, prima ancora che del pediatra, controllare i livelli di B12 nella mamme vegane evitando che la mancanza di conoscenza e di prevenzione durante il delicato periodo della gravidanza metta a rischio la salute del nascituro. Anche nel caso di allattamento con latte formulato l’integrazione non è necessaria dal momento che questo genere di alimenti specificatamente studiati per i lattanti sono già adeguatamente integrati.

Durante lo svezzamento

È con l’inizio del divezzamento, quando al latte materno si affianca l’alimentazione solida (a partire dai 6-12 mesi di vita) che bisogna provvedere, a seconda della quantità di cibo che il bambino mangia, a fornirgli l’integrazione di vitamina B12 necessaria.

Come integrare la vitamina B12 nei bambini

Con i bambini più piccoli il consiglio è fare ricorso a un integratore di B12 in gocce, più facile da dosare (altrimenti per i più grandicelli esistono, come per gli adulti, le compresse da sciogliere sotto la lingua). Il quantitativo varia in base all’età e alla frequenza di somministrazione, se mono o plurigiornaliera. La dose è di 5 mcg al giorno fino ai quattro anni; dopo di che, la dose giornaliera aumenta a 25 mcg fino ai 10 anni. Infine, la dose da mantenere fino e durante l’età adulta è di 50 mcg giornalieri.

Quali possono essere le causa di carenze di vitamina B12 nei bambini?

La vitamina B12 è fondamentale per un corretto funzionamento del sistema nervoso, per la formazione dei globuli rossi e per moltissimi altri processi del nostro organismo. Un bambino inizia a formare il suo patrimonio nel grembo materno, dove assorbe quella della madre. Purtroppo, il dosaggio della vitamina B12 non è un esame eseguito di routine nelle donne in gravidanza e molte carenze possono passare inosservate. Le donne vegetariane (sia latto-ovo-vegetariane che vegane) devono integrarla e, paradossalmente, sono le più fortunate perché sono a conoscenza del problema. I bambini vegetariani dovranno necessariamente integrare questa vitamina dall’inizio dello svezzamento, pena la carenza, ma anche in questo caso la necessità di integrare è nota ai genitori e si parte avvantaggiati. Per bambini considerati “onnivori”, ma magari molto selettivi, difficilmente ci si pone questa domanda e la probabilità di incorrere in una carenza di questa vitamina è alta. Oltre a una mancata introduzione con gli alimenti o con un’integrazione di questa vitamina, la carenza si può manifestare anche in seguito a un malassorbimento intestinale per le più svariate cause.

A quali rischi vanno incontro i bambini che non integrano correttamente la B12 e come si manifestano?

I sintomi più pericolosi sono problemi nello sviluppo nel sistema nervoso, soprattutto se la carenza è congenita (“ereditata” dalla mamma carente) e manifestatasi nei primi mesi di vita. Ipotonia dei muscoli, difficoltà ad alimentarsi, apatia. Una carenza di B12 comporta, poi, un’insufficiente produzione di globuli rossi, fondamentali per l’ossigenazione del sangue, e un aumento dell’omocisteina, un fattore di rischio cardiovascolare che abbiamo tutto l’interesse a mantenere basso.

Come viene diagnosticata la carena di B12 e quali sono i parametri che la definiscono?

Per inquadrare lo stato della vitamina B12, questa va dosata insieme a omocisteina, emocromo e folati. Una B12 superiore a 488-500 pg/ml, contestualmente a un’omocisteina inferiore a 10, ci fa stare tranquilli. Attenzione: gli intervalli di riferimento dei bambini sono superiori a quelli degli adulti, quindi non bisogna spaventarsi se si vede un asterisco negli esami e una B12 “troppo” alta in un bambino.

Come intervenire in caso di carenza acclarata

Si procede con una dose di attacco piuttosto sostanziosa della durata di 1-4 mesi a seconda della gravità, poi si continua con una dose di mantenimento. Dopo qualche mese si ripetono gli esami per verificare che la cura abbia funzionato.

Possono insorgere problemi da eccesso di vitamina B12?

No, la B12 è una vitamina idrosolubile il cui eccesso viene smaltito con le urine.

Il tema della necessità di controllare i livelli di B12 ed eventualmente di provvedere all’integrazione riguarda solamente i bambini vegani?

No, riguarda anche i bambini onnivori. Quelli che mangiano “molto” sano, nelle cui famiglie la carne si consuma molto poco per le ragioni più disparate. Consumarla 1-2 volte al mese li rende di fatto onnivori sulla carta, ma comunque a rischio di non introdurne abbastanza. Come abbiamo visto, ci sono poi bambini molto selettivi, che pur restando onnivori non introducono sufficiente B12 e i casi di i malassorbimento intestinale. In generale, le famiglie dovrebbero valutare se la loro assunzione di derivati animali e prodotti addizionati sia adeguata a fornire B12 al bambino in crescita. Meno di 1-2 mcg per 2-3 volte al giorno probabilmente non saranno sufficienti e anche loro dovrebbero considerare una supplementazione.

E per quelli che seguono un’alimentazione latto-ovo vegetariana?

I bambini che seguono un’alimentazione vegetariana devono integrare la B12 al pari dei vegani.

 

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