La peppola accecata per cantare di più: “E’ un richiamo per altri uccelli”

Uno scempio senza senso, una violenza legata, ancora una volta alla caccia e alla sua assurda pratica.

Non potrà più volare, ma forse canterà meno di paura. Quella che vedete in foto è una peppola, un tipo di uccello della famiglia dei fringuellidi migratori che arriva a pesare circa 30 grammi. Il Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso, l’ha salvata, insieme ad altri 500 uccellini simili a lei, dai bracconieri che l’avevano catturata per utilizzarla come richiamo vivo.

Il piccolo uccello è stato accecato, con grande probabilità con dei mozziconi di sigaretta, per fare in modo che, a causa del dolore e della paura cantasse di più, attirando più simili verso le doppiette dei cacciatori. L’animale ha anche una vistosa infezione alla zampa causata dal giacere nei propri escrementi per lungo tempo all’interno della gabbia in cui era stipata.
Il Centro, in un’operazione condotta in Veneto, è riuscita a salvare circa 500 esemplari dalle gabbie dei bracconieri che puntano alla caccia di volatili di piccolo calibro che finiranno nei ristoranti per la ricetta della “polenta e osei“.

I richiami vivi sono una vera e propria piaga: questi animali vengono catturati e poi tenuti prigionieri in piccole gabbie o voliere, spesso completamente al buio per fare in modo che perdano il senso delle stagioni e cantino sempre. Si tratta dell’ennesimo scempio ai danni degli animali, ma non solo, dello stesso concetto di “umanità”.

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