Icerberg torna a casa: il Parlamento danese approva la legge

Dopo diversi mesi di pressione sulle istituzioni italiane e danesi, il lieto fine: Iceberg potrà tornare in Italia

cane Iceberg torna in Italia

La dogo argentina Iceberg torna a casa. Dopo una serie di rimpalli legislativi e non poche difficoltà, infatti, il cane di razza Dogo trattenuto in Danimarca – e condannato a morte – perché considerato una razza “pericolosa”, potrà finalmente fare ritorno in Italia. Fino al 26 ottobre scorso il Parlamento danese non sembrava intenzionato a votare rapidamente la “legge salva-Iceberg”, che avrebbe consentito – con una piccolissima modifica della legge esistente – la liberazione del cane e il suo ritorno immediato nel nostro paese. Oggi stesso, però, l’emendamento alla legge è stato approvato all’unanimità e con effetto retroattivo, e ciò permetterà alla polizia di Copenaghen di rilasciare il cane, detenuto da fine maggio in una pensione per cani.

A dare la notizia è Enpa, che ha seguito la vicenda fin dal suo avvio sostenendo il padrone di Iceberg, Giuseppe Perna, e lanciando una serie di petizioni per chiedere il rilascio dell’animale. Come riporta l’associazione, la legge entrerà in vigore subito dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale danese, e ad oggi non è ancora stata stabilita una data precisa per il rientro di Iceberg nel nostro paese: il tutto, comunque, potrebbe essere davvero questione di pochi giorni. “La liberazione di Iceberg, ormai imminente, è un successo straordinario – ha commentato la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi –  una vittoria meravigliosa ottenuta grazie a una mobilitazione senza precedenti: dalla cantante Noemi agli europarlamentari 5 Stelle, dal ministro Angelino Alfano a Franco Frattini, Iceberg è riuscita a creare una catena di solidarietà trasversale. Ma se la cagnolona potrà presto riabbracciare Giuseppe, lo deve anche a centinaia di migliaia di italiani che si sono schierati al suo fianco premendo sulle istituzioni”.

Nonostante questo lieto fine conquistato con fatica, però, l’associazione non dimentica che la questione è decisamente più ampia e riguarda le legislazioni vigenti in Europa. “Siamo fermamente contrari alle black list sulle razze canine – afferma Enpa – perché ciò che fa la differenza non è la razza ma l’educazione e il rapporto uomo-animale. Continueremo a batterci in ogni sede affinché questo concetto anacronistico venga superato una volta per tutte, soprattutto in Europa dove è inconcepibile vi siano leggi discriminatorie tra una Paese e l’altro”.

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