Violenza sugli animali: per i veterinari è collegata a quella sulle persone

La violenza sugli animali è anticamera di quella sulle persone? Lo sostengono in molti, dalle associazioni veterinarie ai tutori della legge

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Esiste una correlazione tra gli abusi sugli animali e quelli messi in atto sugli umani. Si tratta di una teoria già ampiamente sostenuta dalla psicologa e psicoterapeuta Annamaria Manzoni nel suo saggio “Sulla cattiva strada”, analizzata poi nei giorni scorsi anche dalla veterinaria scozzese Freda Scott Park – tra i maggiori esperti dell’argomento – durante il Consiglio nazionale della Fnovi (Federazione nazionale Ordini veterinari italiani), che ha riunito medici e professionisti provenienti da tutta Italia. Un argomento delicato e complesso, che secondo i veterinari della Federazione, richiede una formazione specifica, ma anche il coinvolgimento di tutte le professioni sanitarie e non, per creare una solida rete a sostegno dei più deboli, animali o umani che siano.

Fin dagli anni ’60 negli USA si studia la connessione tra la violenza sugli animali e quella sugli uomini e la conclusione dell’agente dell’FBI Robert K. Ressler, noto per aver ideato la tecnica di indagine del “Criminal Profiling”, non lascia spazio al dubbio: “I serial killer sono bambini a cui non è mai stato insegnato che è sbagliato cavare gli occhi a un animale” dichiarava infatti nel 1998. Secondo quanto riportato da Oipa, anche i dati che emergono dalle indagini realizzate nel nostro paese tendono a confermare questa tesi: “Il maltrattatore o uccisore inizia il proprio addestramento alla violenza, con animali inversamente proporzionali alla sua statura, potenza, capacità di sopraffazione, quindi abbastanza piccoli da poter essere abusati, ma abbastanza grandi da garantire un soddisfacimento all’impulso sadico”. Come ricorda anche Manzoni nel suo saggio, fino all’Ottocento esistevano associazioni nate per la tutela degli animali, che si occupavano però anche della tutela dei bambini, quasi che i due ambiti fossero correlati fra loro; nel tempo, però, questa connessione è andata persa, anche se oggi come allora sarebbe assolutamente necessaria. “Animali, donne e bambini hanno un fattore in comune: è più facile fare loro del male“, ha infatti ricordato Gaetano Penocchio, presidente Fnovi.

 

Violenza verso gli animali: siamo “Sulla cattiva strada”?

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