Via anche il bisonte Arturo, chiude per sempre lo zoo di Cavriglia

Il bisonte è stato trasferito nelle Marche e con lui chiude per sempre la struttura di Cavriglia in provincia di Arezzo. Una vittoria davvero importante per la Leal per una vicenda iniziata nel 2014.

bisonte arturo cavriglia

Anche Arturo, bisonte americano, ha lasciato l’ex zoo, prigione boschiva, di Cavriglia in provincia di Arezzo. Era l’ultimo dei 50 animali presenti nella zona recintata. Nato nel 1978 in onore e memoria del partigiano ucraino Nikolaj Bujanov, il parco naturale, perifrasi per spiegare l’innaturale presenza di orsi, macachi e bisonti in una zona verde e ben chiusa nel bel mezzo dell’Italia, venne inaugurato e “dotato” di animali donati dalla ormai ex Unione Sovietica direttamente dal suo zoo a Tallin.

Dove va il bisonte?

Negli anni le risorse economiche iniziarono a scarseggiare: mantenere in vita una struttura del genere è una delle attività più onerose e nel frattempo animali e gabbie si deterioravano sempre di più, tanto che la sicurezza per i visitatori non poteva più essere garantita. Gli animali presenti, fra i quali un orso, Bruno, che divenne simbolo del parco e della sua triste storia di solitudine, grazie all’intervento della LEAL, Lega Anti Vivisezione, vennero mano a mano trasferiti in altre strutture che non fossero, però, degli zoo. Lo smantellamento della struttura iniziò nel 2014 e da allora gli animali detenuti, circa una cinquantina, vennero allontanati.

Il bisonte americano, giunto alle 18 di ieri, lunedì 12 febbraio, alla fattoria didattica Santa Paolina, nelle Marche, era l’ultimo animale presente nel parco. Con il su trasferimento in una struttura che non prevede nessuno sfruttamento economico (requisito che LEAL ha voluto per tutti gli animali e che ha portato a lunghi tempi di attesa), lo zoo di Cavriglia, è ufficialmente chiuso.

Parco di Cavriglia

L’orso Bruno nella struttura di Cavriglia. Immagine tratta da http://valdarnopost.it/

La vicenda dello zoo di Torino: anche qui, nulla di fatto

Nonostante il 28 novembre scorso sia stato aperto un bando per la gestione del parco di Cavriglia, per ben due volte questa offerta non ha raccolto nessun tipo di adesione anche se non si prevede in nessun modo che l’area torni ad essere uno zoo. Anche a Torino, la vicenda del Parco Michelotti, ha avuto una sorte simile, dopo che una grande società, Zoom, dopo aver vinto il bando al quale si era presentata senza concorrenti, mise in piedi un progetto che prevedeva un nuovo bioparco dopo che, nel 1987, lo zoo presente a Torino venne chiuso. La società Zoom però nel Dicembre scorso ha deciso di abbandonare il progetto.

L’immagine di copertina è tratta da http://valdarnopost.it/

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