La pasta campione del mondo è vegetariana

CavatelliTotalmente vegetariano il piatto che ha vinto sabato a Parma il “Pasta World Championship 2013”, terza edizione del premio indetto da “Academia Barilla” in collaborazione con Itchefs, l’associazione dei migliori cuochi italiani in giro per il mondo, coordinata dal giornalista Rosario Scarpato. È stato lo chef Giorgio Nava, milanese doc, titolare di un ristorante italiano a Citta’ del Capo (Sudafrica) a trionfare con i ‘Cavatelli Pugliesi con Vellutata di Broccoli pomodorini secchi e Fiori d’Origano’.

Lo chef e’ stato premiato dall’imprenditore Paolo Barilla in persona e dalla giuria di cui faceva parte anche Saverio Paffumi, direttore editoriale di FreeMedia e consulente esperto del nostro sito Vegolosi.it. Gli altri finalisti erano Vittorio Beltramelli del ristorante ‘Nolita’ di Parigi, Walter Potenza del ‘Potenza ristorante & bar’ di Providence e Mauro Caramella del ristorante ‘InItaly’ di Singapore. Con Paffumi, a giudicare i piatti, una giuria di qualità composta da Luigi Cremona, responsabile della Guida ai Ristoranti d’Italia del Touring, dallo chef Matteo Scibilia, dell’Osteria della Buona condotta di Ornago, Il giornalista giapponese Akanegakubo Tetsuro, il manager Stefano Bassanese, triestino trasferitosi a Hong Kong, dove dirige uno dei più quotati ristoranti della metropoli (www.domani.hk) e il Presidente di “Academia Barilla”, Gianluigi Zenti.

La gara è stata combattutissima e ad alto livello”, ha detto il nostro Saverio Paffumi. “Anche se Nava non dirige un ristorante vegetariano, la sua vittoria, con un piatto straordinario e reso bellissimo dai fiori di origano, dimostra che non è necessario sacrificare animali per arrivare in cucina ai massimi livelli. Un concetto sottolineato più volte nel corso della manifestazione è che la pasta si presta in modo eccezionale a diventare, nel mondo, il perno di un ‘foodstyle’ sostenibile, anche in termini di consumo di CO2, in cui l’alimentazione vegetariana si possa coniugare a piatti gourmet che nulla hanno da invidiare a quelli a base di carne”.

 

Print Friendly
0