The end of medicine: il documentario prodotto da Joaquin Phoenix e Rooney Mara

Zoonosi, malattie croniche e resistenza antimicrobica: questo è lo scenario cui andiamo incontro se non iniziamo ora a fermare quello che accade negli allevamenti intensivi

Quando Lockwood iniziò a girare il suo nuovo documentario nell’ottobre 2019 non si sarebbe mai immaginato di trovarsi catapultato nel bel mezzo di una pandemia globale: proprio ciò che il suo progetto stava tentando di indagare. Ora il documentario prodotto dal collega Keegan Kuhn è pronto: “The end of medicine” indaga le connessioni sottostimate tra gli allevamenti intensivi e le malattie umane. Le due star di Hollywood Joaquin Phoenix e Rooney Mara, coppia di fatto, vegani e attivisti, sono i produttori esecutivi.

Uno sguardo fondamentale

Di Alex Lockwood avevamo già parlato dopo il trionfo ai BAFTA 2019 del suo cortometraggio “73 cows” nel quale racconta la storia di una coppia di allevatori di bestiame inglesi convertitisi all’agricoltura. Insieme a Keegan Kuhn, divenuto noto per essere produttore di “Cowspiracy” (2014), Lockwood ora offre al pubblico un sguardo severo sugli allevamenti intensivi unendo le testimonianze degli informatori alle conoscenze di esperti, scienziati, medici e di un veterinario; “The end of medicine” mira a evidenziare come il modo in cui consumiamo e trattiamo gli animali favorisca l’emergere di minacce per la salute come zoonosi, malattie croniche e, forse ancora più preoccupante: la resistenza agli antibiotici.

Un’immagine tratta dal backstage del documentario

Il film gode di un potente asso nella manica: i produttori esecutivi Rooney Mara e Joaquin Phoenix, attori pluripremiati e coppia di fatto nella vita privata. Resta memorabile lo scatto che li ritrae sorridenti a mangiare burger vegan sugli scalini di un fast food per celebrare l’Oscar come miglior attore di Phoenix per “Joker” (2020); la coppia è notoriamente impegnata nell’attivismo da diversi anni battendosi in prima persona per i diritti degli animali, per l’ambiente e per i diritti umani.

“Siamo lieti di prendere parte alla produzione del film per sensibilizzare sulla terza maggiore causa di morte al mondo: la resistenza antimicrobica – spiegano gli attori e produttori – Dopo aver visto il documentario 73 cows di Lockwood siamo rimasti estasiati dal suo modo di raccontare queste realtà. The End of Medicine esplora quanto sia la popolazione umana sia pericolosamente vicina a raggiungere la completa resistenza antimicrobica, ad essere sempre più complice delle volontà di governo e delle industrie dell’agricoltura animale e quanto sia impreparata a ciò che accadrà se si continuerà ad ignorare le prove che ci circondano”.

Il regista Alex Lockwood

Dagli allevamenti intensivi, le minacce per l’uomo

Produrre un film sulle pandemie durante una pandemia, si è rivelata una sfida tecnica inimmaginabile. Il lavoro è stato reso possibile  grazie alla collaborazione del suo team ed ora è arrivato il traguardo finale: “Siamo entusiasti di condividere il documentario con il mondo e di aiutare a guidare il cambiamento – ha dichiarato Lockwood – Si devono portare alla luce questi problemi, indagandoli tramite i dati degli esperti, ricorrendo ad immagini esplicative di animali negli allevamenti intensivi e di pezzi di carne lavorata. È estremo, sì, ma solo in questo modo sarà davvero possibile tracciare il collegamento tra il modo in cui gli animali vengono allevati e consumati e il rischio sempre più presente di una nuova pandemia”.

Sebbene infatti la pandemia di COVID-19 possa aver aumentato la nostra consapevolezza sul modo in cui le malattie infettive riescano a passare dagli animali all’uomo, l’evento traumatico non ha portato alcun cambiamento nel nostro atteggiamento verso gli animali negli allevamenti. Di questi argomenti si parla ancora troppo poco e ammettere che esiste una minaccia incombente di altre malattie, che potrebbero emergere dalle condizioni stressanti e affollate in cui vivono alcune categorie di animali, è urgente adesso più che mai. L’uscita del film verrà comunicata sul profilo Instagram ufficiale del progetto ma per ora sarà disponibile in streaming – anche su Amazon Prime – solo negli Stati Uniti.

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