Terzani vegetariano, storia di un filosofo di vita

Scrittore e giornalista vegetariano, Tiziano Terzani ci ha lasciato opere d’arte e una nuova visione del mondo.

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“Guardavo quei bei pesci muoversi nell’acqua, guardavo i maialini appesi agli uncini e pensavo a come, a parte la miseria e la fame, l’uomo ha sempre trovato strane giustificazioni per la sua violenza carnivora nei confronti degli altri esseri viventi”: questa è una citazione tratta dall’ultimo libro di Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, (Firenze 1938 – Orsigna 2004). Scrittore e giornalista, per anni corrispondente in Asia del settimanale Der Spiegel e dei quotidiani Il Giorno, Il Corriere della Sera e La Repubblica, Terzani è stato vegetariano.

Interdipendenza tra esseri viventi 

“Non togliere alla vita, a qualunque vita” è un argomento cui Terzani dedica poche ma sentite e decisive pagine nel libro, ma che pervade in realtà ogni suo scritto. E’ il vero punto di arrivo di una ricerca partita dal desiderio di vincere il cancro e giunta a un rapporto lieve con la vita e con il suo specchio, la morte, come momento naturale dell’esistenza. Dimenticando per un attimo la macchina pubblicitaria che ha trasformato Terzani nel ritratto di un guru dispensatore di massime orientaleggianti e di bieco pacifismo, proviamo a rendere giustizia al suo pensiero.
“L’uomo deve sviluppare una nuova coscienza di sé, del suo essere al mondo, dei suoi rapporti con gli altri uomini e con gli altri esseri viventi. Dobbiamo creare un movimento che alzi, in ogni modo possibile, il livello della coscienza umana verso la interbeing consciouness, la coscienza dell’interdipendenza di tutti gli esseri viventi”.
Possiamo immaginare una pratica della non-violenza che ammetta azioni atroci contro gli animali? Possiamo, a una sola condizione: innalzare una barriera culturale fra noi e ciò che viene ucciso. Dobbiamo immergerci in un immaginario in cui noi e solo noi che siamo al di qua del confine siamo la Vita e tutti gli altri sono risorse potenzialmente e concretamente manipolabili. Risorse utilizzabili, non esseri viventi e senzienti. Si chiama antropocentrismo.
“Il mio essere vegetariano è una scelta morale: come si può allevare la vita per ucciderla e mangiarsela? Avete mai sentito le grida che vengono da un macello? In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell’animale che muore. La molla a smettere fu quella. Poi, col passare del tempo, mi sono reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo.

L’imperativo del cambiamento 

 “Vivi una vita in cui puoi riconoscerti” dice il Swami di Un altro giro di giostra: il cambiamento radicale a partire da dentro e dunque nella propria vita e nel rapporto con il mondo esterno è uno dei punti cardine del suo pensiero.
“Alla fine tutto va messo alla prova: le idee, i propositi, quel che si crede di aver capito e i progressi che si pensa di aver fatto. E il banco di prova è uno solo: la propria vita. A che vale predicare la non violenza se si continua a profittare del violento sistema dell’economia di mercato? Ma noi siamo pronti a cambiare la nostra vita che nella maggior parte dei casi giusta non è? Cambiare è una delle cose più difficili da fare. Il cambiamento ci fa paura e nessuno vuole davvero correggere il proprio modo di vivere”.

Terzani è l’applicazione diretta delle idee in atti concreti, è il rifiuto netto delle esercitazioni intellettuali che rimangono, sfocate all’orizzonte, sterili ipocrisie. Terzani è un nuovo modo di essere ma soprattutto un nuovo modo di fare. Un modo di fare che contempli la totalità del mondo.

“Più ci inciviliamo più ci allontaniamo dalla natura, compresa la nostra, che è quella di essere parte del tutto. Acchiappavo con un fazzoletto le mosche entrate nella mia stanza per poi liberarle dalla finestra non perché pensassi che fossero la reincarnazione di qualcuno, ma perché mi pareva un modo per essere in armonia con gli altri esseri viventi, un’occasione per non togliere vita alla vita”.

Terzani è la pace dei sensi che ci pervade quando lo ascoltiamo parlare, come in questo video.

Yuri Benaglio 

 

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